Afleveringen
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Ospite
Alberto Brandolini (aka zio Brando), padre dell'Event Storming, autore della celebre Legge di Brandolini (principio di asimmetria delle stronzate) e una delle voci più autorevoli al mondo su Domain-Driven Design e modellazione di dominio.
Di cosa parliamoIn questa puntata facciamo un viaggio in profondità nel mondo del domain modeling attraversando la Legge di Brandolini e la sua riedizione nell'era degli LLM, l'asimmetria fra aggiungere e togliere codice, il Phoenix Development, i bounded context, l'Event Storming nelle sue tre forme e il ruolo che l'AI può (e non può) giocare nella discovery del dominio. Una conversazione che mette al centro l'apprendimento come atto deliberato, l'importanza della politica nei progetti software e perché capire il dominio resta un'attività profondamente umana.
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Mauro racconta come ha costruito EXO Skeleton, un sistema AI per gestire il carico cognitivo durante l'onboarding su nuovi clienti. Il problema di partenza è quello classico del consulente: entrare in un dominio sconosciuto, pieno di acronimi, decisioni non documentate e persone nuove, mentre il cliente ti valuta già dal giorno zero.
Il concetto chiave è la distinzione tra esoscheletro (l'AI amplifica le tue capacità finché ne hai bisogno, poi la togli) ed endoscheletro (l'AI sostituisce il tuo giudizio, creando dipendenza). Il sistema è costruito su Claude Code + Crisp via MCP e ruota attorno a tre comandi giornalieri: standup la mattina per riconnettersi al contesto, teardown a fine giornata come brain dump strutturato, callprep prima di ogni meeting per prepararsi con domande mirate e coaching comunicativo ancorato ai meeting precedenti. Il processo doc genera in background quattro artefatti: FAQ con stato di risposta, glossario acronimi, task list e changelog. Il tutto alimenta un documento worldview che ricostruisce il dominio usando DDD, Event Storming e Continuous Discovery Habits di Teresa Torres.
L'obiettivo finale: quando la discovery è matura, l'esoscheletro si toglie e la knowledge base diventa documentazione utile per chi entra dopo. -
Zijn er afleveringen die ontbreken?
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In questa puntata ci infiliamo fino al collo nel refactoring con gli LLM, partendo dall'ingenua tentazione di dire a Claude "migliora questo codice" e finendo a scoprire che la definizione di Fowler fa acqua da più parti. Ci rendiamo conto che "qualità del codice" è una coperta cortissima fatta di dieci attributi che spesso si pestano i piedi a vicenda, e che migliorarne uno può tranquillamente peggiorarne un altro. Giriamo intorno ai vari approcci di prompting — zero shot, two shot, rule based, step by step, objective based — per scoprire che le regole e gli step vincono quasi sempre, e ci tuffiamo nel paper Mantra che propone un sistema multi-agente dove la storia di Git diventa il miglior training set contestuale possibile. Chiudiamo con un'idea che ci frulla in testa: se lo human in the loop resta la chiave, perché non inchiodare il refactoring come hook alla fine di ogni azione di sviluppo, stile "implementa poi semplifica" delle skill di Osmani.
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Contesto
Episodio nato last-minute. L'idea: riprendere un episodio di 5 anni fa e commentare cosa è cambiato da allora. Spoiler: è invecchiato male.
Temi principaliDal muratore al guardiano. Nel 2020 si criticava la tendenza a concentrarsi sui dettagli implementativi (cappello del muratore) invece che sul sistema (cappello dell'ingegnere). Oggi il lavoro micro sta sparendo: servono nuovi cappelli, quello dell'addestratore (guidare l'LLM) e quello del guardiano (custodire l'intento).
Code review insostenibili. Il codice generato dagli LLM è troppo per essere revisionato riga per riga. Il carico cognitivo non è più sostenibile. Lo "human in the loop" come lo conosciamo potrebbe sparire. Mauro cita Caveman, una skill che fa comunicare l'LLM come un cavernicolo: zero fronzoli, solo fatti.
Test come nuova guardia. Luca ha cambiato approccio: prima di tutto scrive test. Se una coverage del 95% si ottiene in 12 minuti con tre prompt, concetti che davamo per assodati vanno ripensati.
Qualità del codice ≠ qualità del software. Leggibilità e facilità di modifica erano i parametri per valutare il codice. Ma se un LLM può spiegare e modificare qualsiasi codice, quei parametri perdono rilevanza. La qualità del software (funziona, è efficiente, fa quello che deve) resta.
Phoenix Architecture e codice disposable. Il concetto centrale: il codice non è più l'asset da proteggere, l'intento lo è. Scrivere codice costa quasi nulla, comprenderlo diventa costoso. Il codice diventa immutabile: invece di modificarlo, lo riscrivi da zero. Il developer passa da "curare un albero" a "guardiano della foresta".
Tracciabilità causale. Manca il collegamento tra specifica → implementazione → evaluation. Mauro immagina un futuro dove passando su un blocco di codice si vede: da quale spec è nato, con quali test/eval è stato validato, cosa ha triggerato l'ultimo cambiamento. Potenziale idea startup: "end-to-end observability dell'agent-driven coding".
Skill per il futuro. Capacità di adattamento, comprendere domini diversi, pensare da imprenditori. Mauro vede opportunità nel product management e nel ponte tra digitale e mondo fisico (meccatronica).
Paese dei BalocchiCLI Anything (Luca): repository GitHub (31k stelle), collezione di CLI per interagire via AI con programmi come GIMP, LibreOffice, OBS, Zoom, DrawIO"L'Ultimo Programmatore" di Angelo Frascella (Luca): racconto sci-fi pre-2020 dove nessuno sa più leggere il codice tranne una persona"Regenerative Software" dal blog The Phoenix Architecture (Mauro): in un mondo dove generare è abbondante, la cosa più costosa è possedere codice che hai paura di cambiare -
Hai mai aperto una mail alle 8 di mattina e sentito il sangue salire alla testa? In questo episodio smontiamo pezzo per pezzo un classico "cazziatone professionale" e lo trasformiamo in un'opportunità, usando le stesse tecniche che l'FBI usa per negoziare con i sequestratori.
Spoiler: la prima cosa da fare è non fare niente.
Di cosa parliamoIl caso studio: un messaggio aggressivo da un capo, un cliente o un collega. Tono duro, deadline imposta, zero domande. Il classico pugno nella casella di posta.
La regola zero: non rispondere subito. Il silenzio dinamico applicato a sé stessi è la prima arma. Quando siamo arrabbiati, il cervello lavora al 30%. Non pensa soluzioni, pensa risposte.
L'analisi da negoziatore: come leggere tra le righe di un messaggio aggressivo cercando tre indizi chiave:
l'uso ossessivo del pronome "io" (segnale di insicurezza, non di potere)la deadline generica senza dettagli (spesso negoziabile)l'assenza totale di domande (modalità sfogo, non problem-solving)Il toolkit: le 6 tecniche1. Accusation Audit Anticipare tutte le accuse possibili prima che l'altro le faccia. "Probabilmente penserai che non abbiamo preso sul serio le tue indicazioni..." L'effetto? L'altro risponde "ma no, non esagerare" e inizia a moderarsi.
2. Labeling Dare un nome alle emozioni dell'altro con formule come "Sembra che...", "Ho la sensazione che...". Mai dire "io penso che": il focus deve restare sull'altro. Funziona anche al contrario: il mislabeling (etichettare di proposito l'emozione sbagliata) spinge l'altro a correggerti, rivelando il vero problema.
3. Mirroring Ripetere le ultime 1-3 parole chiave dell'altro con tono curioso, poi silenzio. La tecnica più semplice e più potente per far parlare le persone senza fare domande dirette.
4. Domande calibrate Domande che iniziano con "come" o "cosa", mai con "perché". Il "perché" accusa, il "cosa" esplora. La domanda killer per le deadline: "Cosa succede se non riusciamo a rispettarla?" Se la risposta è vaga, la deadline non era reale.
5. Parafrasi e Summary La parafrasi riformula con parole tue. Il summary aggiunge una label alla fine. L'obiettivo è far dire all'altro "è proprio così" (that's right), che è molto diverso da "hai ragione" (you're right, che spesso significa "smettila di parlare").
6. Tono di voce (e di scrittura) Quattro toni: assertivo (da evitare sempre), DJ notturno (per calmare), sorridente e giocoso (da usare il 90% del tempo), analista (per i momenti chiave). Nella scrittura vale lo stesso principio: prima di premere invio, chiediti "con che tono sentiresti questa mail letta ad alta voce?"
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In questa puntata ci siamo ritrovati con Davide Mauri, Product Manager di SQL Server in Microsoft, per una chiacchierata lunga e succosa su tutto quello che ruota attorno ai database nel 2025. Abbiamo parlato di come il ruolo del DBA si stia trasformando in una figura da specialista delle responsabilità critiche, di perché la Row Level Security sia diventata fondamentale nell'era degli agenti AI che scrivono query al posto nostro, e di come la vector search stia ridisegnando il panorama dei database relazionali. Ci siamo spinti fino al clustering semantico con DBSCAN e HDBSCAN, quella che potrebbe diventare la "GROUP BY dei vettori", e abbiamo ragionato su quanto sia ancora sottovalutato il testing del data layer nelle nostre applicazioni.
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In questa puntata ci siamo fatti una chiacchierata fiume con Jaga Santagostino, freelance, smanettone seriale e host di Spaghetti Prompt su YouTube. Abbiamo parlato di come sopravvivere all'information overload nell'era dell'AI senza impazzire, di come Jaga si sia costruito un vero e proprio sparring partner digitale alimentato da 15 anni di journaling, e di come l'AI stia cambiando il modo in cui scriviamo codice — spoiler: i test contano più dell'implementazione. Tra una riflessione sulla centralizzazione del pensiero in outsourcing e l'altra, abbiamo scoperto che se cammini troppo piano sul treadmill ti becchi Haiku come modello. Motivazione pura.
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In questo episodio apriamo il bar con Andrea Verlicchi, performance engineer di SpeedKit ed ex front-end architect di Yoox Net-a-Porter. Parliamo di web performance a 360 gradi: dai Core Web Vitals all'ottimizzazione delle immagini, dal famigerato Interaction to Next Paint ai danni silenziosi di Google Tag Manager. Scopriamo come un prodotto SaaS possa migliorare le performance senza toccare il codice del cliente, come funzionano le speculation rules per il prerender, e perché la performance percepita e quella reale sono due mondi diversi. Non manca un tuffo nostalgico nei tempi di Flash, Dreamweaver e MySpace.
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In questa puntata abbiamo avuto con noi Valerio Barbera, CTO di Inspector e creatore di Neuron AI, il framework PHP per costruire agenti AI. Abbiamo parlato di come il mondo PHP si sia svegliato tardi sulla rivoluzione agentica, di perché le corporate hanno guidato l'adozione dall'alto con Python mentre i maker dormivano, e di come Neuron stia portando workflow persistenti, human-in-the-loop e chat history intelligente nell'ecosistema PHP. In mezzo ci siamo persi in una bellissima divagazione sulle interfacce vocali, su come Claude parli inglese con accento francese, e su come la UX dei prodotti AI stia ridefinendo il concetto stesso di identità di un'applicazione.
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Episodio dedicato alle API e al loro futuro in un mondo sempre più guidato da LLM e agenti AI. Si parla di governance, visibilità del landscape e la tensione tra ottimizzazione locale dei team e quella globale dell'organizzazione. Emerge il tema dell'enforcement degli standard tramite tool come Spectral e approcci come gli embedded expert. La conversazione scivola inevitabilmente sul ruolo degli sviluppatori domani, tra vibe coding, AI native engineering e la sfida di formare una nuova generazione di junior.
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In questo episodio ci siamo addentrati nel mondo enterprise con Filippo De Santis, senior tech lead e "decano" del team, per esplorare cosa significa davvero fare il tech lead quando l'azienda ha migliaia di persone, trenta stakeholder in una call e deadline che possono essere vere o finte. Abbiamo parlato di fiducia, gestione delle aspettative, relazioni con i livelli superiori e di come sopravvivere (e deliberare valore) in contesti dove il cambiamento è lento per natura ma tutti vogliono misurare la velocità. Spoiler: le sette parole nel report funzionano meglio di un documento da venti pagine, e il compromesso è il vero superpotere del tech lead enterprise.
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La conversazione approfondisce l'impatto degli LLM e le sfide associate a BMAD. Esplora il processo, le percezioni, l'ergonomia, i limiti e il ruolo architetturale all'interno di BMAD. La discussione affronta le sfide della documentazione e del carico cognitivo, l'impatto delle specifiche dettagliate sull'efficienza dello sviluppo e l'equilibrio tra la conoscenza degli individui e la conoscenza implicita dei task. Viene inoltre esplorato il ruolo delle competenze degli agenti nello sviluppo, il dilemma tra approccio generalista e specialista e la natura empirica dello sviluppo. Si discute inoltre della natura sequenziale dei ticket in BMAD e delle implicazioni del determinismo e del non-determinismo nello sviluppo. La conversazione approfondisce la parallelizzazione delle storie in BMAD, le sfide del lancio delle storie di notte e l'evoluzione di BMAD e il suo impatto sull'esperienza utente. Vengono forniti spunti sull'applicazione pratica di BMAD e sui suoi potenziali sviluppi futuri. Infine, la conversazione esplora il futuro dei marketplace di AI, l'impatto della geopolitica sullo sviluppo dell'AI e il panorama in evoluzione dell'artigianato software. Vengono affrontate le sfide della centralizzazione, la natura competitiva dell'AI e la potenziale influenza geopolitica sullo sviluppo dell'AI. Si discute inoltre del valore futuro dell'artigianato software in un panorama tecnologico in rapida evoluzione.
Punti chiave
Gli LLM e il loro impattoLe sfide di BMAD — documentazione e gestione del carico cognitivo associatoL'equilibrio tra conoscenza degli individui e conoscenza implicita dei taskL'impatto delle specifiche dettagliate sull'efficienza dello sviluppo — parallelizzazione delle storie in BMADLe sfide nel lancio delle storie di notteL'evoluzione di BMAD e il suo impatto sull'esperienza utente — centralizzazione dei marketplaceLa competizione nell'AILe sfide della decentralizzazioneL'impatto geopolitico sull'AIIl futuro dell'artigianato softwareCapitoli
00:00 Presentazione degli ospiti11:09 Il processo di BMAD17:15 Percezioni di BMAD22:29 Ergonomia e flusso di lavoro29:04 Limiti di BMAD01:03:32 La natura sequenziale dei ticket in BMAD01:19:21 Esplorare il valore e l'evoluzione di BMAD01:39:03 Il futuro dei marketplace di AI01:46:23 L'impatto geopolitico sull'AI01:57:06 Il futuro dell'artigianato software -
La pratica Spec Driven Development ci sta rendendo capaci di produrre migliori artefatti con meno effort. Ne abbiamo parlato con Alfonso, amico e collega che non parla d'altro, e' cascato nel rabbit hole con tutti due i piedi e noi, be in quel rabbit hole ci affacciamo con piacere.
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La conversazione approfondisce il mondo dell'Open Source e della Sovranità del Software, esplorando le origini dell'Open Source, il ruolo di Codeberg, e storie personali e background. Si discutono anche le motivazioni dietro la sovranità del software, la differenza tra possesso e controllo, il concetto di multi-cloud e sovranità digitale, il cambiamento di focus verso il software libero e l'open source, riflessioni su ideali e conflitti, e una curiosa discussione sul Veganuary. La conversazione approfondisce la sostenibilità dei progetti open source, le sfide del finanziamento e della gestione dell'infrastruttura, l'accessibilità e l'utilizzo di Codeberg, l'origine e lo scopo di Codeberg, e il concetto di decentralizzazione e federazione nell'open source. Vengono esplorati gli aspetti finanziari e organizzativi del mantenimento dell'infrastruttura open source, così come la visione e i valori alla base della creazione di Codeberg. Inoltre, viene evidenziato il potenziale per la decentralizzazione e la federazione nella comunità open source. La conversazione approfondisce le sfide legali nello sviluppo dell'IA, l'impatto delle grandi aziende tecnologiche sullo sviluppo del software, e le considerazioni etiche nella tecnologia. Vengono esplorate le complessità dello sviluppo dell'IA, l'influenza dei giganti tecnologici, e i dilemmi etici affrontati dagli sviluppatori. La discussione evidenzia la necessità di quadri legali ed etici per guidare lo sviluppo dell'IA e le pratiche software.
Punti chiaveOpen SourceSovranità del Software e Sostenibilità dei Progetti Open SourceSfide della Gestione dell'Infrastruttura e Sfide legali nello sviluppo dell'IAConsiderazioni etiche nella tecnologiaImpatto delle grandi aziende tecnologiche sullo sviluppo del softwareCapitoli00:00 Introduzione all'Open Source e alla Sovranità del Software13:01 Differenza tra Possesso e Controllo20:27 Free Software e Open Source27:44 Riflessioni su Ideali e Conflitti36:03 Curiosità sul Veganuary42:48 Finanziamento e Gestione dell'Infrastruttura50:03 Origine e Scopo di Codeberg59:09 Decentralizzazione e Federazione nell'Open Source01:06:16 Sfide Legali nello Sviluppo dell'IA -
Introduzione: Bentornati al podcast Gitbar! Dopo una lunga pausa, siamo entusiasti di riconnetterci con i nostri ascoltatori e di esplorare il mondo in continua evoluzione della tecnologia, del design e dell’impatto dell’IA. In questo episodio, discutiamo le sfide e l’entusiasmo del ritorno nel mondo del podcasting e approfondiamo alcune delle ultime tendenze in CSS e nei framework come Tailwind.
Contenuto Principale:
Il Ritorno di Gitbar
Dopo diversi mesi lontano dal microfono, il conduttore condivide la gioia di riaccendere il podcast. Racconta le ragioni della pausa, tra cui impegni personali e la difficoltà di stare al passo con i rapidi sviluppi dell’IA. Molti ascoltatori hanno contattato il team, esprimendo il desiderio di nuovi episodi, contribuendo così alla decisione di tornare.Cambiamenti nel Formato del Podcast
Per rendere più gestibile il processo di produzione, il conduttore propone un nuovo formato: episodi a cadenza bisettimanale, con la possibilità di episodi più brevi di circa 20-30 minuti. Questa flessibilità mira a mantenere alta la qualità pur garantendo una produzione sostenibile. Il conduttore incoraggia gli ascoltatori a condividere idee per gli argomenti tramite il canale Telegram, promuovendo il coinvolgimento della comunità.Discussione su CSS e Tailwind
L’episodio ospita ospiti appassionati di CSS e Tailwind. La conversazione prende una piega umoristica quando si scherza sulle continue evoluzioni dei framework. Un ospite paragona Tailwind a uno strumento utility, sottolineandone la praticità rispetto ad altri framework. Si discute anche dell’importanza del CSS, notando che, sebbene in passato non avesse un grande seguito, i recenti sviluppi hanno suscitato un rinnovato interesse.L’Evoluzione del CSS
Una parte significativa della discussione si concentra su come il CSS sia maturato, con aggiornamenti recenti che lo rendono uno strumento potente per gli sviluppatori. Gli ospiti riflettono sulle tendenze passate e su come influenzino le pratiche attuali. Si enfatizza la necessità per gli sviluppatori di sfruttare le capacità esistenti del CSS invece di reinventare continuamente la ruota con soluzioni JavaScript.Coinvolgere il Pubblico
Il conduttore e gli ospiti condividono le loro esperienze con il public speaking e come dimostrare le capacità del CSS possa catturare l’attenzione del pubblico. Si discute di come semplici animazioni CSS possano creare un effetto “wow”, incoraggiando gli sviluppatori a esplorare ulteriormente il potenziale del CSS. Questo segmento rafforza l’idea che comprendere le basi possa portare a un web design più efficiente ed efficace.Conclusione: In questo episodio, abbiamo riacceso la nostra passione per tecnologia e design, abbracciando sia le sfide che le innovazioni che definiscono il nostro campo. Guardando al futuro, invitiamo gli ascoltatori a contribuire con idee e a partecipare alle nostre discussioni. Ricordate: il mondo del CSS è in continua evoluzione, e c’è tanto da esplorare. Continuiamo questo viaggio insieme!
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In questo episodio di Git Bar, Mauro Murru esplora l'importanza della documentazione e della lettura del codice nel contesto dello sviluppo software. Condivide le sue esperienze nella creazione di un Impact Assessment e discute le sfide legate alla comprensione delle codebase, sottolineando la necessità di strumenti specifici per semplificare la lettura del codice. Murru invita a riflettere su come migliorare i processi di sviluppo e sull'importanza di investire in strumenti che possano ottimizzare la lettura del codice.
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In questo episodio di GitBAR, i conduttori discutono della maturità nel settore tecnologico, in particolare nel contesto dei protocolli e dell'intelligenza artificiale. Viene introdotto l'ospite Piero Savastano, che condivide la sua esperienza e opinioni sui protocolli emergenti, come il Model Context Protocol (MCP). La conversazione si sposta su temi di innovazione, potenza di fuoco nel marketing e sicurezza, esplorando come questi fattori influenzano l'adozione e l'implementazione di nuove tecnologie. La conversazione esplora l'evoluzione dei modelli multimodali e il protocollo Atua, evidenziando le differenze con MCP e le implicazioni etiche legate all'autonomia degli agenti. Si discute anche dell'importanza dell'osservabilità e della complessità dei sistemi, con riflessioni sul futuro della tecnologia e sull'interoperabilità. In questa conversazione, i partecipanti esplorano il ruolo dell'intelligenza artificiale nella gestione degli stakeholders, l'adattamento umano alle nuove tecnologie e le implicazioni etiche del simbiotismo uomo-macchina. Si discute anche dell'evoluzione dell'intelligenza umana rispetto a quella artificiale e dell'importanza delle emozioni nel futuro della tecnologia.
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