Afleveringen
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L’Europa reagisce con preoccupazione ai nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di “grave colpo all’economia globale”, mentre il governo italiano, con Giorgia Meloni in prima linea, ha espresso contrarietà alla misura. La premier ha annullato i suoi impegni per affrontare la questione.
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Donald Trump si prepara a rilanciare la sua politica dei dazi, sostenendo che nel suo primo mandato abbiano rafforzato l’economia americana. La Casa Bianca ribadisce che le tariffe commerciali “funzionano” e cita diversi studi per dimostrare gli effetti positivi delle misure imposte tra il 2017 e il 2020.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Durante il vertice "dei volenterosi" di Parigi del 27 marzo, Emmanuel Macron ha proposto l’istituzione di una “forza di rassicurazione” in Ucraina in caso di accordo di pace. I leader europei, tra cui Scholz, Starmer e Meloni, hanno riaffermato il pieno sostegno a Kiev e l’intenzione di mantenere le sanzioni contro Mosca.
Una prima reazione da Mosca l'ha abbozzata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato Parigi e Londra di voler mascherare un intervento militare in Ucraina sotto forma di missione di peacekeeping. Secondo Zakharova, un simile scenario rischierebbe di provocare uno scontro diretto tra Russia e NATO. Alta l'attesa per quanto dirà al riguardo il presidente Vladimir Putin, che sta per parlare al Forum Artico di Murmansk. Vi terremo aggiornati.
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Il presidente russo Vladimir Putin e l’ex presidente statunitense Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico sulla situazione in Ucraina. Putin ha espresso apprezzamento per gli sforzi di Trump nel cercare una soluzione pacifica al conflitto. Durante la conversazione, è stata discussa una possibile tregua di 30 giorni e la necessità di fermare il riarmo ucraino. Mosca ha annunciato uno scambio di prigionieri il 19 marzo. Tra i temi trattati anche la sicurezza nel Mar Nero e il voto congiunto all’ONU sul conflitto. I due leader hanno confermato la volontà di mantenere il dialogo aperto.
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Alla vigilia del Consiglio europeo di marzo, tradizionalmente dedicato ai temi economici e della competitività, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Senato per delineare le priorità dell’Italia. “Ci troviamo in un momento estremamente complesso per le dinamiche globali, ma anche decisivo per il destino dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente”, ha dichiarato, auspicando un dibattito consapevole e responsabile.
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Mario Draghi è intervenuto oggi in Senato per presentare il suo Rapporto sulla competitività europea, mettendo in guardia sulle minacce che incombono sull’Unione. L’ex presidente del Consiglio ha ribadito che la Russia rappresenta un pericolo concreto per l’Europa e che, di fronte al disimpegno degli Stati Uniti, è indispensabile una difesa comune. Ha poi evidenziato altre sfide cruciali, come il caro energia, la fuga di capitali e l’eccessiva regolamentazione, sottolineando la necessità di un mercato unico dell’intelligenza artificiale e di investimenti mirati in tecnologia e sicurezza.
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlerà domani con l’omologo russo Vladimir Putin per discutere di una possibile fine della guerra in Ucraina. Intanto, la sua amministrazione ha deciso di ritirarsi da un organismo internazionale dell’UE che indaga sui crimini di guerra russi. Mosca ribadisce la contrarietà alla presenza di peacekeeper NATO in Ucraina, mentre il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, sottolinea la necessità di una tregua prima di ipotizzare una missione ONU. Il Consiglio Affari Esteri dell’UE, presieduto da Kaja Kallas, discute nuovi aiuti militari a Kiev. Il ministro Antonio Tajani conferma la posizione del governo italiano, in attesa degli sviluppi del colloquio tra Trump e Putin.
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Migliaia di persone si sono radunate a Roma per sostenere un’Europa più forte e unita, ma la sinistra ha dato l’ennesima prova della sua incoerenza: divisa tra pacifisti e interventisti, ha mostrato il volto di una politica incapace di scegliere. Sullo sfondo, un Putin che sa benissimo come sfruttare le debolezze di chi, per paura o convenienza, continua a oscillare tra compromessi e ambiguità.
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Durante un intervento al Parlamento europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di un cambio di passo nella strategia di difesa europea. Citando Alcide De Gasperi, ha ricordato che la pace nell’Unione non può più essere data per scontata. “Dobbiamo costruire una difesa comune non per attaccare, ma per dissuadere chiunque voglia minacciare l’Europa unita”, ha affermato.
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A pochi giorni dal centesimo giorno della nuova Commissione europea, la presidente Ursula von der Leyen ha illustrato i risultati raggiunti e le sfide all’orizzonte. In un contesto globale segnato da instabilità e competizione strategica, l’UE ha rafforzato le proprie politiche su tre pilastri: prosperità, sicurezza e democrazia. Tra le iniziative chiave, l’accordo commerciale con il Mercosur dopo vent’anni di negoziati, la nomina del primo Commissario per la Difesa e il pacchetto REARM Europe da 800 miliardi di euro per rafforzare la capacità militare del continente. Sul fronte interno, focus su competitività, riduzione della burocrazia e nuove regole per i rimpatri nel quadro del Patto su migrazione e asilo.
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La Suprema Corte ha stabilito che i migranti trattenuti sulla nave nel 2018 devono essere risarciti, scatenando un’ondata di reazioni politiche e istituzionali. Il governo accusa le toghe di ingerenza nelle scelte politiche, mentre l’Anm risponde con l’annuncio di una nuova fase di mobilitazione in tutta Italia.
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A Bruxelles, al termine del Consiglio europeo straordinario, Zelensky ha ribadito la volontà dell’Ucraina di raggiungere la pace. Incontro bilaterale con Macron in vista di una riunione militare l’11 marzo. Putin attacca Macron dopo le sue dichiarazioni sulla minaccia russa. La posizione italiana è stata espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ribadito la perplessità sull'invio di truppe europee - sarebbe complicato - e dunque meglio pensare a soluzioni più durature come quella di estendere l'articolo 5 della Nato all'Ucraina.
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