Afleveringen
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Il contrario dell'ignoranza non è la cultura, è la curiosità. Ma cosa succede quando un grande narratore decide di raccontare se stesso?
Nel diciassettesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia incontra Aldo Cazzullo, una delle firme più prestigiose del Corriere della Sera e tra i più grandi divulgatori della storia e dell'identità italiana. Dalle radici piemontesi nella "Granda" fino ai palazzi della politica romana, Cazzullo si racconta in una conversazione intima che intreccia ricordi d'infanzia — tra il profumo del fieno e una gondola di plastica portata da Venezia — con i grandi eventi della storia contemporanea.In questo viaggio senza filtri, Cazzullo rievoca la sua formazione al liceo classico "Govone" di Alba e l'incontro con la famiglia di Beppe Fenoglio, l'ingresso nel giornalismo a soli 22 anni alla Stampa di Torino tra aristocrazie operaie di tipografi e i tavoli delle pizzerie notturne nel Far West degli anni successivi al terrorismo. Dai retroscena sui giganti della Prima e Seconda Repubblica come Cossiga, Andreotti, Craxi, Pannella e Berlusconi, il racconto si sposta sui grandi personaggi internazionali: dall'emozione per le storiche elezioni di Obama alle confessioni intime e struggenti di Giorgio Armani, fino all'austero humor di Rita Levi Montalcini e all'energia dei campioni dello sport come Nadal e Djokovic. C'è spazio anche per la memoria drammatica del Bataclan e dei delitti di piombo, fino ad arrivare alla straordinaria epopea dei suoi libri di successo mondiale, riscoprendo Francesco "il primo italiano", l'antifascismo come valore universale e l'umanesimo come unico, potente antidoto contro le derive della moderna Intelligenza Artificiale.Aldo Cazzullo è giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Inviato e vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, ha seguito i principali eventi internazionali degli ultimi trent'anni, tra cui cinque Olimpiadi e sei Mondiali di calcio. Autore di oltre 35 bestseller con milioni di copie vendute, è una delle voci più autorevoli nella narrazione della storia, del mito e dei costumi del nostro Paese, capace di rendere la cultura un patrimonio pop e accessibile a tutti.
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Vivere e amare sempre a ruota libera, senza mai rinnegare la bambina di Piazza Ferretto: la storia di Mara Venier è il racconto di un'autenticità che ha conquistato l'Italia.
Nel sedicesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia accoglie Mara Venier, l'indiscussa signora della domenica televisiva e una delle icone più autentiche e amate della cultura popolare italiana. Più che un'intervista, è un viaggio senza filtri nella vita di una donna straordinariamente forte e, al tempo stesso, orgogliosamente fragile. In questa conversazione intima e a tratti commovente, Mara si racconta partendo dalle sue radici veneziane a Cannaregio, passando per la giovinezza a Mestre e per le prime, storiche scelte controcorrente: dal rifiuto di girare per Vittorio De Sica o Giorgio Strehler per fare la mamma a tempo pieno, al divertente "col cazzo" detto a Tinto Brass.
Un ritratto inedito e profondo che attraversa la sfrontatezza degli anni romani nel negozio di stracci "Al tempo perso" insieme a Gabriella Ferri, il dolore silenzioso di perdite importanti, e i grandi amori nati e vissuti sempre con la verità nel cuore, da Jerry Calà a Renzo Arbore, fino al matrimonio con Nicola Carraro preceduto dalle surreali profezie di una cartomante a Via Veneto. C'è spazio per la grande televisione, per la rinascita grazie a Maria De Filippi dopo essere stata definita "troppo vecchia", e per la voglia di continuare a guardare avanti con la stessa meravigliosa curiosità della "maretta" di Piazza Ferretto.
Mara Venier – all'anagrafe Mara Povoleri – è una conduttrice televisiva, attrice e opinionista italiana. Protagonista di oltre venti pellicole cinematografiche e pioniera della televisione di intrattenimento, ha legato indissolubilmente il suo nome a "Domenica In", ridefinendo lo stile della conduzione festiva in Italia grazie a un'empatia naturale, alla spontaneità e a una rara capacità di connettersi con il cuore del grande pubblico.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Insegnare alle macchine l'ergonomia umana senza mai perdere di vista il valore della vita: la storia di Daniele Pucci è il racconto di come la scienza incontra il futuro.
Nel quindicesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia accoglie Daniele Pucci, l'uomo che sta guidando la nuova frontiera dell'interazione tra robotica e genere umano. CEO di Generative Bionics e mente scientifica di livello internazionale, Pucci trasforma l'ingegneria e la "Physical AI" in strumenti al servizio della società. In questa conversazione, si racconta senza filtri: dai primi esperimenti da bambino con un sottomarino artigianale nella vasca da bagno e i trenini automatici programmati a 12 anni, fino alle sfide pionieristiche che lo hanno portato a far decollare Iron Cub, il primo robot umanoide volante al mondo.
Un ritratto inedito che unisce la genialità scientifica alla concretezza della vita: il rifiuto della borsa di studio al MIT per rimanere accanto alla famiglia, l'amore per la robotica riscoperto sul campo, fino ai retroscena sui prototipi testati sul terrazzo di casa e i complessi jet supersonici a 800°C. Parliamo di sogni, di etica e del futuro della sanità e dell'assistenza agli anziani, esplorando i confini della sovranità tecnologica ed eliminando i falsi miti catastrofisti alla "Terminator". Una visione lucida in cui la macchina non sostituisce l'uomo, ma ne diventa il personal trainer fisico e cognitivo, preservando l'unica vera dote insostituibile: la capacità umana di immaginare.
Daniele Pucci è CEO di Generative Bionics, spin-off industriale dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), dove ha guidato linee di ricerca avanzate sulla Physical Intelligence. Riconosciuto dalla MIT Technology Review tra i 35 giovani under-35 più influenti d'Europa nel campo dell'innovazione, è uno dei massimi esperti globali di robotica umanoide e sistemi di controllo, impegnato a sviluppare soluzioni bioniche e robotiche capaci di rispondere alle grandi transizioni demografiche e sanitarie del futuro.
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Capire che non si è belli, ma si piace, e trasformare l'ironia nella colonna sonora di un'epoca irripetibile: la storia di Jerry Calà è il racconto della grande commedia della vita.
Nel quattordicesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia accoglie Jerry Calà, l'uomo che ha ridefinito la comicità italiana e trasformato la spensieratezza in un vero e proprio inno generazionale. Non solo il volto cult di pellicole immortali come Sapore di Mare, Vacanze di Natale e Yuppies, ma un artista poliedrico – attore, regista e showman – che attraversa oltre cinquant'anni di storia dello spettacolo. In questa conversazione, Calà si racconta senza filtri: dagli esordi goliardici a Verona con i Gatti di Vicolo Miracoli alla fame degli inizi a Roma, fino alla consacrazione cinematografica degli anni '80.
Dietro i tormentoni diventati parte del nostro linguaggio quotidiano, emergono aneddoti inediti e risvolti profondamente umani: il rapporto cruciale con l'ex moglie Mara Venier, ancora di salvezza nel momento di massimo sballo da successo; il legame fraterno con Bud Spencer, mentore indimenticabile sul set; fino ai momenti di svolta più drammatici, come il gravissimo incidente stradale sul lungo Adige nel 1994 e l'infarto che lo ha colpito a Napoli nel 2023, superati entrambi con la forza della sua Verona e l'affetto immutato dei suoi fan. Parliamo di cinema, di evoluzione della satira, del peso del politicamente corretto nella comicità di oggi e di una filosofia del divertimento che ancora oggi riempie le piazze e l'Arena di Verona, unendo generazioni diverse sotto il segno della "libidine".
Jerry Calà è un'icona del cinema e del cabaret italiano. Salito alla ribalta negli anni '70 con lo storico gruppo comico "I Gatti di Vicolo Miracoli", ha intrapreso nei decenni successivi una straordinaria carriera solista che lo ha consacrato re della commedia all'italiana, firmando come regista anche sette pellicole, tra cui il cult Ragazzi della notte. Capace di alternare con successo il cinema impegnato – vincendo il Premio della Critica a Berlino con Diario di un vizio – agli show musicali dal vivo, incarna una cifra stilistica fatta di travolgente simpatia, autoironia e un'inconfondibile vicinanza al suo pubblico.
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Dalle radici saracene alla guida della Biennale di Venezia: il racconto senza filtri di un intellettuale controcorrente.
Nel dodicesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia accoglie Pietrangelo Buttafuoco, una delle voci più colte, provocatorie e affascinanti del panorama culturale italiano. Scrittore, giornalista e "saraceno di sangue", Buttafuoco è l'uomo che oggi guida la Biennale di Venezia con una visione che sfida il conformismo e rivendica la libertà dell'arte sopra ogni cosa. In questa conversazione, Buttafuoco si racconta tra ricordi d’infanzia e sfide istituzionali: dai primi passi in Sicilia tra l'odore della colla dei manifesti elettorali e il mito dei vinti, alla sua profonda ricerca spirituale che lo ha portato all'Islam e al nome di Jaffar, fino al "caso" del padiglione russo e alla battaglia contro l'istinto di censura del politicamente corretto.
Un ritratto denso di citazioni e aneddoti inediti, dove il racconto della "Buttanissima Sicilia" si intreccia con l'amicizia per i grandi maestri come Giuliano Ferrara e Giovanni Minoli. Parliamo di libri che salvano la vita, dell'Africa come dinamo del futuro e di quella capacità tutta siciliana di vedere il mondo attraverso la lente della trascendenza. Un incontro che ci ricorda come, in un’epoca di pensieri omologati, la vera rivoluzione sia ancora saper distinguere il verde del prato dall'azzurro del cielo.
Pietrangelo Buttafuoco è giornalista, scrittore e saggista. Ha collaborato con le più importanti testate italiane — dal Foglio a Repubblica, dal Giornale al Fatto Quotidiano — e ha diretto il Teatro Stabile di Catania e quello d'Abruzzo. Dal 2024 è Presidente della Biennale di Venezia. Autore di best-seller come "Le uova del drago" e "Buttanissima Sicilia", Buttafuoco fonde nelle sue opere eleganza linguistica, analisi politica e una costante tensione metafisica.
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Vincere tutto senza mai perdere il gusto per la battuta: la storia di Adriano Panatta è il racconto di un'epoca irripetibile.
Nel dodicesimo episodio de Il Fienile, Luca Zaia accoglie Adriano Panatta, l'uomo che ha ridefinito il tennis italiano e che ha trasformato il talento in uno stile di vita. Non solo un campione del Roland Garros e della Coppa Davis, ma un’icona pop che ha vissuto gli anni '70 da protagonista assoluto. In questa conversazione, Panatta si racconta senza filtri: dalla storica "maglietta rossa" in Cile — un atto di dissenso silenzioso diventato leggenda — agli aneddoti esilaranti con Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi, fino al ruolo chiave avuto nella scoperta del talento di Loredana Bertè e all'amicizia fraterna con Paolo Bertolucci.
Un ritratto inedito di un uomo che ha vinto tutto restando sempre fedele a se stesso, capace di alternare la terra rossa ai record di velocità in offshore, sempre con quella naturalezza che lo rende unico. Parliamo di sport, di musica, di amicizia e di una visione del tennis che oggi, nell'era della perfezione scientifica di Sinner, ci appare come una favola d'altri tempi.
Adriano Panatta è una leggenda del tennis mondiale. Vincitore del Roland Garros e della Coppa Davis nel 1976, è stato il primo tennista italiano a raggiungere la quarta posizione nella classifica mondiale. Oltre ai successi sportivi, ha saputo esplorare mondi diversi — dall’offshore ai rally, fino alla conduzione televisiva — sempre con una cifra stilistica che fonde classe, ironia e una naturale propensione a non prendersi mai troppo sul serio.
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Il viaggio più difficile non è quello verso una meta lontana, ma quello dentro se stessi, per restare fedeli ai propri valori anche quando non sono "di moda".
Nell’undicesimo episodio de Il Fienile, Licia Colò ci accompagna in un viaggio che parte dalle radici venete di Bussolengo per arrivare agli angoli più remoti del pianeta. In questa conversazione intima, la "signora dei viaggi" si racconta oltre l’immagine pubblica: dagli esordi a Bim Bum Bam con Paolo Bonolis agli insegnamenti di Maurizio Costanzo, fino alla nascita dell’Arca di Noè.
Licia condivide aneddoti incredibili, come l'incontro ravvicinato con un facocero in Swaziland o la ricerca dello scalpo dello Yeti a 4000 metri d'altezza, ma affronta anche temi attuali: il rapporto con la figlia Liala, la difesa degli animali, la spiritualità e la sua personale visione della civiltà. Scopriamo così una Licia inedita, che ama la lentezza della Val di Non e che, paradossalmente, nel tempo libero sceglie di non viaggiare per ritrovare la propria serenità.
Licia Colò è una conduttrice, autrice e divulgatrice, simbolo della televisione naturalistica italiana. Con programmi come Alle falde del Kilimangiaro ed Eden, ha trasformato la curiosità per il mondo in una missione di vita, educando milioni di persone al rispetto per l'ambiente e alla bellezza della diversità.
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Le grandi storie non si misurano solo in dischi d'oro. Si misurano nella capacità di restare fedeli alle proprie radici, nel coraggio di affrontare le prove più dure con il sorriso e nella forza di sognare ancora, anche dopo aver scalato tutte le classifiche.
Nel decimo episodio de Il Fienile, con Red Canzian attraversiamo una storia che intreccia il mito della musica italiana con le radici più profonde del territorio veneto: dalle stanze affrescate di Villa Borghesan a Quinto di Treviso, dove Red è cresciuto in una "comune" di famiglie semplici, fino alla conquista dei palcoscenici più prestigiosi del mondo.È un viaggio tra ricordi analogici e grandi intuizioni: la prima chitarra da cinquemila lire comprata a rate in via Barberia, l’emozione dello "Stroppolo d’Oro" presentato da un giovanissimo Pippo Baudo e quel leggendario provino per i Pooh a Roncobilaccio, tra rotoli di carta igienica usati per insonorizzare la stanza e un basso mai preso in mano prima. Una carriera immensa, fatta di 100 milioni di dischi venduti, migliaia di concerti e successi senza tempo che hanno unito intere generazioni.Ma la conversazione va oltre la celebrazione artistica. Red racconta con sincerità i tratti più intimi del suo percorso: la passione per i suoi oltre 200 bonsai, la pittura "mancina", la scelta etica del veganesimo e l’incontro con Paul McCartney. Fino alla sfida più difficile, la battaglia contro la malattia affrontata proprio al debutto del suo grande progetto "Casanova Opera Pop", superata grazie a una forza di volontà incrollabile e al legame indissolubile con la sua famiglia e la moglie Bea.
Red Canzian è un musicista, cantante e compositore italiano, storico bassista e voce dei Pooh. Artista poliedrico, pittore e produttore, è un simbolo di coerenza e creatività che ha saputo trasformare la propria passione in un impegno di vita, continuando a innovare la scena artistica internazionale con la stessa curiosità e "fame" degli inizi.
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La libertà non è un regalo, è una conquista che passa per l’inquietudine e il coraggio di guardare fuori dalla finestra. Nasce dalla fatica, dai maestri giusti e dalla voglia di non accettare mai una vita a "pedalata assistita".
Nel nuovo episodio de Il Fienile, Luca Zaia incontra Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e una delle voci più graffianti della cultura italiana. Un racconto che parte dalle radici venete per abbracciare il mondo intero, seguendo il filo rosso di una curiosità intellettuale mai addomesticata. Dagli anni della formazione a Padova fino ai palchi dei più importanti teatri, Crepet attraversa decenni di storia sociale con la precisione di un chirurgo dell'anima.
È una conversazione densa di aneddoti inediti e rivelazioni personali: dal tè affumicato bevuto a 19 anni con Peggy Guggenheim davanti a un Jackson Pollock, alla militanza con Franco Basaglia durante la rivoluzione che portò alla chiusura dei manicomi, fino ai viaggi su una vecchia Citroën DS grigio topo. Ma il dialogo va oltre la biografia: Crepet lancia una provocazione frontale alla società moderna, criticando la "cultura della comodità" e la tendenza dei genitori a trasformarsi in amici dei figli, eliminando ogni ostacolo dal loro percorso.
Paolo Crepet è un esploratore dell’umano che ha vissuto l'India delle caste, la Praga sotto l'oppressione sovietica e le notti di Bahia ascoltando Caetano Veloso. In questo episodio, ci invita a "riprenderci l'anima", a riscoprire il valore del sacrificio e a non aver paura di quella sana inquietudine che è, da sempre, il vero motore della libertà.
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La vera eccellenza non ha bisogno di copioni. Nasce da radici profonde, intuizioni coraggiose e da quel legame indissolubile che solo una famiglia può costruire.
Nel nuovo episodio de Il Fienile, Luca Zaia incontra Massimiliano e Raffaele Alajmo, le menti dietro l’eccellenza mondiale de Le Calandre. Un racconto che attraversa la storia di una famiglia capace di riscrivere le regole della ristorazione internazionale partendo dal Veneto.
Dalla conquista della terza stella Michelin — con Massimiliano diventato all’epoca lo chef più giovane della storia a ricevere il riconoscimento — fino alla creazione di un brand globale che oggi firma locali iconici a Venezia, Parigi e Marocco. È una conversazione ricca di aneddoti inediti e retroscena familiari: dai giochi da bambini in cui Raffaele "abbandonava" il fratello nel parco, alle corse folli in macchina attraverso la Francia, fino alle cene "sperimentali" con i mostri sacri della cucina mondiale.
Ma il dialogo va oltre i successi: gli Alajmo raccontano la loro filosofia della "fluidità", la scelta rivoluzionaria di togliere le tovaglie dai tavoli di lusso e la loro visione sull'autenticità in un mondo della cucina sempre più dominato dalla spettacolarizzazione televisiva.
Massimiliano Alajmo è chef e artista del gusto, custode di piatti leggendari come il Cappuccino di seppia e il Risotto zafferano e liquirizia. Raffaele Alajmo è l’anima manageriale e visionaria del gruppo, l'uomo che trasforma l'ospitalità in un'opera d'arte.
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Le grandi icone non si costruiscono solo con l'immagine. Si costruiscono con la forza di ricominciare, con il coraggio di dire la verità e con la capacità di restare se stessi anche quando il mondo intero ti ha già dato un’etichetta.
Nel settimo episodio de Il Fienile, con Sabrina Salerno attraversiamo una storia che ha segnato la cultura pop internazionale: dalle radici tra Genova e Sanremo alla conquista delle classifiche mondiali, dai primi passi nel mondo dello spettacolo fino a diventare un’icona della musica dance celebrata in tutto il mondo.È un viaggio tra determinazione, palcoscenici e grandi incontri: l’audizione sfacciata davanti a Claudio Cecchetto, il successo planetario di Boys, i primati nelle classifiche del Regno Unito accanto a giganti come Michael Jackson e Madonna, e i tour memorabili negli stadi della Russia prima della caduta del Muro. Una carriera che spazia dalla musica al cinema, dalla televisione ai grandi live che ancora oggi riempiono le arene.Ma la conversazione va oltre la celebrazione. Sabrina racconta con estrema franchezza i passaggi che hanno segnato il suo percorso personale: la ricerca di un focolare mai avuto nell’infanzia, la complessa riconciliazione con il padre e la recente, coraggiosa battaglia contro la malattia. Da lì nasce una riflessione profonda sulla forza interiore, sull'importanza vitale della prevenzione e sulla capacità di trasformare il dolore in una nuova consapevolezza, vivendo il presente con gentilezza e autenticità.Sabrina Salerno è una cantante, attrice e showgirl italiana, nota a livello mondiale come una delle principali icone della musica anni '80 e '90. Con oltre 20 milioni di dischi venduti e una carriera che attraversa musica, cinema e TV, è un simbolo di resilienza e indipendenza, che ancora oggi continua la sua attività artistica internazionale.Co-prodotto da H-FARM e SHADO.
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Nel sesto episodio de Il Fienile, con Federico Faggin attraversiamo una storia che ha cambiato il mondo: dall’infanzia a Vicenza alla Silicon Valley, dalle prime invenzioni fino alla nascita del microprocessore, il cervello di tutti i computer moderni.È un viaggio tra intuizione, ricerca e rivoluzione tecnologica: il lavoro sui circuiti integrati, la creazione dello Z80, l’invenzione del touchpad e delle tecnologie alla base del touchscreen, gli incontri con protagonisti della Silicon Valley – tra cui Steve Jobs – e il momento in cui la tecnologia diventa parte della vita quotidiana di tutti.Ma la conversazione va oltre l’innovazione. Faggin racconta anche il passaggio che ha cambiato il suo percorso: la scoperta della coscienza come tema centrale della sua ricerca. Da lì nasce una riflessione profonda su libero arbitrio, intelligenza artificiale, scienza, spiritualità ed entropia, fino alla convinzione che la coscienza sia più fondamentale della materia.Federico Faggin è un fisico, inventore e imprenditore italiano naturalizzato statunitense. È universalmente riconosciuto come l’inventore del microprocessore Intel 4004 e come uno dei pionieri della rivoluzione digitale che ha reso possibile il personal computer, Internet e gli smartphone. Dopo una carriera che ha trasformato la tecnologia moderna, oggi dedica la sua ricerca allo studio scientifico della coscienza, attraverso la Faggin Foundation.Co-prodotto da H-FARM e SHADO.
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Le grandi carriere non si costruiscono solo con il talento. Si costruiscono con disciplina, rinunce, cadute, ripartenze. E con la forza di restare in piedi anche quando tutti ti guardano.
Nel quinto episodio de Il Fienile, con Federica Pellegrini ripercorriamo una carriera che ha cambiato la storia del nuoto italiano: dagli inizi in Veneto alle prime Olimpiadi, dai record alle vittorie che l’hanno resa un’icona dello sport mondiale. Ma dentro questo racconto ci sono anche i momenti più duri: la pressione, la solitudine, i disturbi alimentari, le sconfitte e la fatica di restare sempre all’altezza del proprio nome.
È una conversazione autentica, che attraversa lo sport e la vita: il rapporto con la famiglia, il legame con il fratello, l’importanza degli allenatori, la svolta dopo la carriera agonistica, la televisione, Pechino Express, Ballando con le Stelle, il matrimonio a Venezia e la costruzione di una nuova dimensione personale e professionale.
Federica Pellegrini è una campionessa italiana di nuoto tra le più grandi di sempre. Prima nuotatrice azzurra a vincere un oro olimpico, primatista, plurimedagliata tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, ha segnato un’epoca nei 200 e 400 stile libero diventando uno dei volti più riconoscibili dello sport italiano. Dopo il ritiro ha continuato a mettersi in gioco tra televisione, progetti formativi e impegno nel movimento olimpico internazionale.
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I grandi eventi non nascono sul palco. Nascono molto prima: da un’intuizione, da un rischio, da un dettaglio che può cambiare tutto.
Nel quarto episodio de Il Fienile, con Marco Balich entriamo nel dietro le quinte dei grandi eventi che cambiano l’immaginario collettivo: dalle cerimonie olimpiche ai concerti epocali, fino alla sfida creativa di Milano Cortina 2026. Un viaggio tra intuizioni, pressione e scelte che non si improvvisano, dove ogni dettaglio conta e l’emozione diventa progetto. E, a sorpresa, tutto può partire anche da una maestra.
Marco Balich è un regista e direttore artistico italiano di fama internazionale, tra i protagonisti assoluti delle grandi cerimonie e dei mega-eventi globali. Ha firmato cerimonie olimpiche e momenti iconici in più edizioni dei Giochi, tra cui Torino 2006, oltre a progetti internazionali come Rio 2016 e numerosi eventi di portata mondiale. È stato Direttore Creativo della Cerimonia di Apertura di Milano Cortina 2026, con una visione centrata su umanità, bellezza italiana e pace.
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La diplomazia non si studia solo nei manuali. Si vive nelle notti di crisi, nelle trattative silenziose e nelle decisioni prese quando il mondo cambia direzione.
Nel terzo episodio de Il Fienile, con Giorgio Starace parliamo dei retroscena della diplomazia vissuta sul campo: dalle missioni più delicate tra Libia e Medio Oriente fino ai giorni che hanno preceduto la guerra in Ucraina, passando per Cina, India e Giappone. Un racconto vero, tra pressione, intuizioni e passaggi profondamente umani.
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Un’icona non nasce per caso. Nasce da intuizioni, scelte controcorrente e da quella libertà che trasforma un bar in un pezzo di storia.
Nel secondo episodio de Il Fienile, con Arrigo Cipriani entriamo nella storia dell’Harry’s Bar e di Venezia: il luogo dove sono nati cocktail e piatti leggendari e dove sono passate alcune delle più grandi icone della cultura mondiale. Un racconto fatto di aneddoti, memoria e visione, tra libertà, stile e identità italiana.
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Le Olimpiadi non nascono in un giorno. Nascono da scelte, intuizioni, incontri decisivi. E anche da qualche momento di lucida follia, dove serve coraggio e audacia.
Nel primo episodio de Il Fienile, con Giovanni Malagò parliamo dei retroscena – quelli che non si sono mai sentiti – della nascita di Milano Cortina 2026: dalle trattative più delicate ai passaggi più umani.
Un racconto vero, senza filtri.