Afleveringen
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Ormai da quasi due settimane la fragile tregua tra Stati uniti e Iran è un pallido ricordo. Intanto gli Houthi yemeniti hanno aperto un nuovo fronte nel Mar Rosso dichiarando un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita. Dopo l’ennesimo fallimento dei tentativi negoziali, sembra ancora più difficile uscire dall’impasse del Golfo. Ne parliamo con Eleonora Ardemagni, analista ISPI e docente dell’Università cattolica del Sacro Cuore esperta di Yemen e monarchie del Golfo, e Riccardo Barlaam, per anni corrispondente dagli Stati Uniti per Il Sole 24 Ore.
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Prima il web, poi i social network e ora l’intelligenza artificiale, mentre soffrono le edicole e c’è chi parla anche di “Google zero”. L’intelligenza artificiale cambia il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo le notizie. I social perdono centralità per i siti ma ne acquistano per gli utenti, i chatbot diventano nuovi intermediari, gli editori cercano modelli sostenibili mentre politica e piattaforme si contendono le regole, gli strumenti e il controllo dell’informazione. Quale sarà il futuro del giornalismo? Ne parliamo con Francesco Gaeta, giornalista, appassionato osservatore dell’innovazione editoriale.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Taiwan è al centro della competizione globale tra Cina e Stati Uniti. L’isola produce i semiconduttori più avanzati al mondo, indispensabili per l’intelligenza artificiale, e cerca di rafforzare le proprie alleanze di fronte alle crescenti pressioni di Pechino. Da Taipei, il nostro corrispondente Marco Masciaga ci racconta che cosa gli ha detto il ministro degli Esteri taiwanese, Lin Chia-lung, sul futuro di Taiwan, il rapporto con Washington e le sfide geopolitiche che attendono l’isola.
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Il 1° agosto in Venezuela potrebbe aprirsi una nuova fase politica. Il governo di transizione guidato da Delcy Rodríguez e una parte dell’opposizione venezuelana siederanno infatti allo stesso tavolo per avviare un’agenda di lavoro comune con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare la democrazia”, ricostruire le istituzioni del Paese e affrontare le conseguenze del devastante terremoto del 24 giugno. Si tratta del primo dialogo politico strutturato tra il chavismo e rappresentanti dell’opposizione dall’uscita di scena di Nicolás Maduro. Ma funzionerà? Ne parliamo con Francesco Davide Ragno, ricercatore di Storia e Istituzioni delle Americhe all’Università di Bologna.
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In Cina è entrata in vigore una nuova legge sull’unità etnica. A sentirne il nome potrebbe sembrare una norma pensata per promuovere la convivenza tra i 56 gruppi etnici riconosciuti dal Paese. Ma secondo molti osservatori il suo obiettivo è ben diverso: rafforzare l’idea, cara a Xi Jinping, di una sola identità nazionale cinese. Ne parliamo con Maria Adele Carrai, professoressa associata nel Dipartimento di Politica e Relazioni Internazionali dell’Università di Oxford e in precedenza Assistant Professor di Global China Studies alla sede di Shanghai della New York University.
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L’amministrazione Trump ha imposto nuovi dazi al Brasile attraverso una procedura diversa rispetto a quella utilizzata in precedenza. La decisione della Corte Suprema di limitare l’uso dei poteri d’emergenza per imporre tariffe generalizzate ha costretto infatti la Casa Bianca a ricorrere ad altri strumenti giuridici, come la Section 301 del Trade Act. È il primo test concreto di una nuova fase della politica commerciale Usa? Potrebbe essere esteso ad altri partner, compresa l’Unione europea? Ne parliamo con Alessia de Luca, giornalista e responsabile del Daily focus dell’ISPI, e Matteo Muzio, Direttore di Jefferson – Lettere sull’America.
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A più di ottant’anni dal primo test nucleare della storia, le crisi geopolitiche attuali hanno riportato nel dibattito pubblico il tema delle armi atomiche. Rispetto al passato però, oggi la politica internazionale non è un gioco a due tra blocchi contrapposti: le potenze nucleari nel mondo sono nove, gli scenari sono frammentati, gli interessi sempre più complessi, e la nostra conoscenza delle strategie di altri Paesi è limitata. In questo contesto, cosa significa deterrenza nucleare e come si gestiscono i rischi? Ne parliamo con Francesca Giovannini, direttrice del Progetto “Managing the Atom” della Harvard Kennedy School.
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Dal 2021 il Myanmar è nel caos: un colpo di stato militare, la cattura della leader democratica Aung San Suu Kyi, anni di guerra civile con almeno centomila vittime, città in fiamme e milioni di sfollati. Una crisi politica e umanitaria enorme, che però è quasi ignorata al di fuori del Paese. Lontano dagli interessi occidentali, il Myanmar rimane un campo di battaglia in cui al destino dei civili si intrecciano gli interessi delle potenze più vicine, prime fra tutte le rivali storiche India e Cina. Ne parliamo con Massimo Morello, giornalista esperto di Myanmar, autore di “Burma Blue” (2021) e “Asia criminale” (2025).
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Dopo l’AI Act europeo, il tema della regolamentazione dell’intelligenza artificiale è arrivato anche negli Stati Uniti, dove il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per controllare preventivamente i modelli più avanzati. In questo dibattito torna spesso l’equilibrio tra innovazione e sicurezza, e sempre di più si parla anche di etica. Ma che significato ha la morale quando si tratta di intelligenza artificiale? Ne discutiamo con Marianna Ganapini, associate professor di Filosofia e Data Science alla University of North Carolina.
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Il Sud Africa sta vivendo una crisi economica e sociale profonda. Nelle ultime settimane gli stranieri in cerca di prospettive migliori nel Paese sono diventati il bersaglio delle violenze di movimenti anti-immigrazione sudafricani. Come si è arrivati a questa situazione? Quali sono le origini di questo diffuso sentimento xenofobo e quali sono le prospettive per il Sud Africa? Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente dall’Africa del Sole 24 Ore, con base a Nairobi.
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Le pressioni americane per aumentare i budget militari e il disimpegno di Washington in Europa, le ambizioni geopolitiche di Erdogan, Il difficile equilibrio diplomatico degli europei. In questo appuntamento con Macro tracciamo il bilancio del vertice Nato appena concluso ad Ankara: l’Alleanza Atlantica è di fronte a un bivio esistenziale?Ne parliamo con Gregory Alegi, docente di Storia e Politica degli Stati Uniti all’Università Luiss, e Valeria Giannotta, Direttrice Scientifica dell’Osservatorio Turchia del CESPI
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L’operazione americana contro l’Iran ha riaperto una domanda che accompagna la politica estera di Washington da oltre vent’anni: come si vince una guerra nel 21esimo secolo? Ne parliamo con Gianraffaele Percannella, analista militare e geopolitico.
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La Coppa del Mondo non è mai soltanto una competizione sportiva. Da quasi un secolo è infatti uno specchio della storia contemporanea: racconta l’ascesa e il declino delle grandi potenze, le guerre, le dittature e la competizione per il soft power. Ne parliamo con Aldo Liga, Research Fellow del centro MENA dell’ISPI
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Per anni, quando si parlava dell’economia europea, l’attenzione era rivolta soprattutto alla Germania, considerata il motore del continente. Oggi, però, gli equilibri sembrano essersi ribaltati. Mentre Berlino fatica a ritrovare slancio e la crescita nell’Eurozona resta debole, c’è un Paese che continua a sorprendere: la Spagna. Ne parliamo con il collega del Sole 24 Ore Luca Veronese, esperto di economia e politica internazionale
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La Cina torna a bussare alla porta dell’Europa e lo fa partendo dal Nord. La visita del ministro degli Esteri Wang Yi in Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia dal 2 all’8 luglio arriva in un momento delicatissimo: Bruxelles e Pechino hanno appena riaperto il dialogo commerciale dopo anni di tensioni, mentre sul tavolo ci sono i dossier più strategici, dalle terre rare ai semiconduttori, dall’intelligenza artificiale alla sicurezza, fino alle nuove rotte dell’Artico. Nel frattempo, Bruxelles cerca di ridurre le proprie dipendenze dalla Cina senza compromettere i rapporti economici, ma al suo interno restano posizioni molto diverse. Il Vecchio Continente riuscirà davvero a parlare con una sola voce? E, soprattutto, Pechino vede ancora l’Europa come un partner?
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Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti celebrano i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza. La ricorrenza storica arriva in un’America diversa da quella immaginata dai Padri fondatori: più polarizzata, più potente sul piano militare ma più incerta sulla propria identità. In questa puntata di Macro ne parliamo con Matteo Muzio, direttore di “Jefferson – Lettere sull’America”, per capire che cosa raccontano davvero questi 250 anni di storia americana e quale America potrebbe nascere dopo questo anniversario e soprattutto con e dopo questo presidente.
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Nelle ultime settimane la guerra in Ucraina si è spostata sempre di più in profondità nel territorio russo. Kiev è arrivata a colpire una raffineria alle porte di Mosca e Putin ha ammesso che gli attacchi ucraini creano problemi. Intanto l’ex generale e ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Valery Zaluzhny, ha confermato la sua intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali, che potrebbero svolgersi il prossimo autunno. Siamo di fronte a una svolta in un conflitto ormai nel suo quinto anno? Come reagirà la Russia messa alle strette? Che spazio di intervento ha l’Europa di fronte al disinteresse degli Stati Uniti? Ne parliamo con Antonella Scott, collaboratrice del Sole 24 Ore esperta di Russia e del conflitto in Ucraina.
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Tra il 2022 e il 2024 in India sono nate 918 femmine ogni mille bambini maschi. Un numero ben al di sotto della norma fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è il sintomo di un fenomeno culturale ancora difficile da contrastare: gli aborti selettivi delle figlie femmine. Nell’episodio di oggi cerchiamo di capire le origini di questa pratica e il suo impatto sulla società indiana insieme a Marco Masciaga, corrispondente dall’Asia del Sud del Sole 24 Ore con base a New Delhi.
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Guerre senza soluzione, nazionalismi, migrazioni e intelligenza artificiale stanno riscrivendo gli equilibri del pianeta. Con Massimo Faggioli, storico della Chiesa e autore di Leone XIV e la Chiesa globale, Macro analizza l’avvio del nuovo pontificato, il baricentro del cattolicesimo sempre più nel Sud del mondo e le sfide che possono riportare la Chiesa al centro del dibattito globale.
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Difesa, riarmo, industria militare e autonomia strategica. Il vertice di Berlino tra le principali potenze europee arriva mentre gli Stati Uniti chiedono agli alleati di assumersi più responsabilità e l’amministrazione Trump spinge per un progressivo disimpegno dal continente. L’Europa è davvero pronta a camminare con le proprie gambe o resta ancora troppo dipendente da Washington per sicurezza, tecnologia e leadership politica?
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