Afleveringen
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Dopo l'arresto di due ex agenti dell'Aisi accusati dalla Procura di Roma di spionaggio per aver venduto informazioni alla Russia il ministro degli Esteri ha annunciato l'espulsione degli addetti dell'ambasciata Russa a cui avrebbero passato le informazioni. La reazione di Mosca è arrivata a stretto giro con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che ha dichiarato all'agenzia di stampa Ria Novosti che la Russia “darà una risposta adeguata” alle espulsioni. Ne parliamo con Oleksandr Danylyuk, ex consigliere speciale del direttore del FISU, l’agenzia di intelligence estera ucraina, esperto di minacce ibride, oggi dirige il think-tank Center for Defence Reforms e il nostro Antonio Talia.
Non si placa l'escalation Stati Uniti Iran
Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore dove dirige l'ASERI - Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, autore di "Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale" (Bompiani).
Kobi Michael, analista del Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy e ricercatore all’Institute For National and Security Studies dell’Università di Tel Aviv.
In chiusura parliamo dei vettori cinesi riutilizzabili con Emilio Cozzi.
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Si concludono giovedì sera a Mashhad, in Iran, le cerimonie per i funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei. Una cerimonia di commemorazione che ha portato il feretro addirittura in Iraq, in luoghi simbolo dello sciismo, e che ha messo al centro un chiaro messaggio di compattezza dei fronti sciiti in contrapposizione con il nemico statuinitense. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter.
In chiusura del vertice Nato di Ankara, Donald Trump pare abbia ceduto la licenza di produzione dei Patriot al presidente Zelensky. Non solo, il presidente americano pare essersi riavvicinato ai partner europei congratulandosi per gli sforzi di spesa fatti nell'ultimo anno. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Dopo l'aggressione verso tre navi commerciali nello Stretto, Washington bombarda obiettivi iraniani e cancella la licenza che aveva riaperto le vendite di petrolio di Teheran. Donald Trump lo ha detto chiaramente al vertice Nato ad Ankara: per lui la tregua può considerarsi finita. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.
Andiamo ad Ankara, dove è in corso il vertice Nato con Beda Romano, corrispondente a Bruxelles e inviato in Turchia per Il Sole24Ore.
Infine, Antonio Talia, redattore di "Nessun luogo è lontano" ci parla del caso di spionagio che ha visto coinvolto l'ex agente dei servizi segreti Gavino Raoul Piras.
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"Sono rimasto molto deluso dalla Nato e, francamente, se il summit non si fosse tenuto in Turchia, dove il mio amico è un leader molto forte, una persona molto forte, probabilmente non avrei partecipato", sono state le parole del presidente americano Donal Trump al suo arrivo ad Ankara. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI, e con Riccardo Gasco, Visiting Research Fellow dell’Istanbul Policy Center.
La Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici, condannandola a tre anni di reclusione di cui due sospesi con la condizionale. Eppure la leader della destra francese col suo partito Rassemblement National potrebbe candidarsi alle presidenziali del 2027, ma i giudici oggi l’hanno anche condannata a un anno di braccialetto elettronico. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista a Parigi.
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Prima la lite con Giorgia Meloni, sfociata nella provocazione dell'ordine restrittivo nei confronti della Premier, poi la persuasione nei confronti di Infantino, numero uno della FIFA, affinché venisse revocata la squalifica del giocatore statunitense Folarin Balogun. Donald Trump continua a sfoggiare la sua assertività, spaziando dallo sport alla politica. Commentiamo con Moris Gasparri, esperto di sport globale, Dino Amenduni, esperto in comunicazione politica, e con Marco Diliddo, direttore del Centro Studi Internazionali.
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A volte dialogano, a volte combattono. Dal cessate il fuoco del mese scorso, Stati Uniti e Iran sono indissolubilmente legati in un paradigma dove qualche volta le distanze si accorciano ma molto spesso si dilatano. E in questi giorni la distanza non solo politica ma anche economica, sociale e culturale tra i due Paesi è quanto mai evidente. Da una parte, in varie città iraniane, si svolgono i funerali di Ali Khamenei. Oltre oceano, gli americani si apprestano a festeggiare il 4 luglio, che quest'anno segna 250 anni di indipendenza americana. Due eventi grandiosi, sentiti, partecipati. Che però mettono in evidenza ed espongono al mondo le contraddizioni e le difficoltà che attraversano entrambi i paesi. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, e con Shervin Haravi, avvocata e attivista italo-iraniana, impegnata nella difesa dei diritti umani.
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Sono almeno 21 i morti e circa 85 i feriti nei raid russi di stanotte su Kiev, come comunicato dal Servizio statale di emergenza dell’Ucraina. Nel frattempo, 34 residenti sono stati tratti in salvo. Ne parliamo con Piero Meda, direttore Paese in Ucraina per WeWorld, Luca Rifiorati, coordinatore dei progetti EMERGENCY in Ucraina, Robin Meldrum, country coordinator di Msf per l'Ucraina.
Il capo della delegazione negoziale iraniana ha nuovamente smentito che agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sarà concesso di accedere ai siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato alla televisione di stato che non è vero che agli ispettori sarà permesso di ispezionare i siti di Fordow, Natanz e Isfahan. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico di Ispi, e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter.
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Nel giorno del 105° anniversario della fondazione del Partito comunista cinese, Xi Jinping ha affermato che «il grande rinnovamento della nazione cinese è ormai inarrestabile» e che il socialismo con caratteristiche cinesi ha «creato una nuova forma di civiltà umana», offrendo ai Paesi in via di sviluppo un percorso alternativo verso la modernizzazione. Ne parliamo con Alessandro Arduino, docente al Lau Institute del King’s College di Londra e fellow researcher al RUSI (Royal United Services Institute).
Pechino rinforza i legami anche con la Bielorussia di Alexander Lukashenko, storico alleato di Putin. Ne parliamo con Micol Flammini, giornalista de il Foglio.
L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione di Hormuz con l'Iran: un pedaggio su base volontaria. Lo riporta il New York Times. Commentiamo con Giuliano Noci, docente al Politecnico di Milano e Prorettore del polo territoriale cinese dell'ateneo.
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l’ordine esecutivo firmato nel gennaio del 2025 dal presidente Donald Trump che voleva negare la cittadinanza per i figli di immigrati senza permesso di soggiorno. Ma questa è solo l'ultima di una serie di sentenze in risposta ad alcuni provvedimenti del presidente. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, autore di "Storia culturale degli Stati Uniti - Dagli anni Settanta a oggi" (Carocci).
Per la prima volta dallo scoppio della guerra, Vladimir Putin ha ammesso le difficoltà del Paese rispetto al fabbisogno energetico, duramente messo alla prova dagli ultimi attacchi di Kiev ad alcune importanti raffinerie. Ne parliamo con Antonella Scott, giornalista de Il Sole24Ore, esperta di Russia.
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Dopo l'accordo firmato da Israele e Libano il 26 giugno, Hezbollah si sfila accusando Israele di non aver interrotto gli attacchi. L'esercito israeliano avrebbe infatti lanciato diversi attacchi nelle aree meridionali nella giornata di domenica, mentre aerei da combattimento israeliani avrebbero preso di mira edifici residenziali nella città meridionale di Nabatieh e nella vicina città di Mayfadoun. Ne parliamo con Jacopo Mocchi, giornalista a Beirut, e con Giuseppe Dentice, analista OSMED (Osservatorio Mediterraneo) dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V.
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La premier Meloni è di nuovo in difficoltà con gli alleati. Stavolta la patata bollente è arrivata dal segretario della Nato Mark Rutte che ha dichiarato che l'Italia, con la messa a disposizione delle sue basi, ha aiutato gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. La reazione dell'Iran è stata immediata, e anche quella di Meloni che ha dichiarato con forza che gli aiuti sono stati solo di tipo logistico, come da accordi ufficiali. Ne parliamo con l'ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.
Sale la conta delle vittime del terremoto in Venezuela: 589 vittime, 2.980 feriti, quasi 51 mila dispersi. Ne parliamo con Roberto Da Rin, corrispondente del Sole 24Ore per l'America Latina, e con Marinellys Tremamunno, giornalista italo-venezuelana, corrispondente per Diario las Americas.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, a Villa Eilenroc a Cap d'Antibes, che ospita il 36esimo vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Ne parliamo con Marc Lazar, titolare della cattedra Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss Guido Carli.
Sale ad almeno 164 morti e quasi 1.000 feriti il bilancio provvisorio del sisma che ha colpito nella notte il Venezuela. La comunità internazionale si mobilita. Squadre di soccorso specializzate, coordinate dalle Nazioni Unite, sono in viaggio verso il Paese per aiutare nelle ricerche di sopravvissuti. Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista esperto di America Latina.
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Le cinque maggiori potenze militari dell'Europa si riuniscono oggi a Berlino per coordinarsi in vista del vertice Nato di inizio luglio ad Ankara. Si tratta del cosiddetto formato "E5", che comprende Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Polonia e che vede anche la partecipazione del segretario generale della Nato, Mark Rutte, collegato in videoconferenza da Washington. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, Istituto Affari Internazionali.
Secondo l'edizione europea del portale "Politico", alcuni paesi dell'Ue, tra cui Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi, stanno valutando la possibilità di inviare in Ruanda e Uzbekistan i richiedenti asilo respinti, nell’ambito della strategia europea per esternalizzare parte del sistema di rimpatrio dei migranti. Commentiamo la notizia con Alberto Magnani, corrispondente de Il Sole 24 Ore per l'Africa.
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Una delegazione dei talebani arriva in visita a Bruxelles per discutere di possibili rimpatri di cittadini afghani con i funzionari della Commissione europea. Qualche parlamentare europeo protesta, mentre un portavoce della Commissione è costretto a precisare che i colloqui "non significano in alcun modo un riconoscimento" del regime in Afghanistan. Ne parliamo con Marco Borraccetti, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Bologna.
Le tensioni tra Donald Trump e la premier Meloni, gli accordi tra Stati Uniti e Iran, il ritiro delle Idf dal Sud del Libano: ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi.
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Keir Starmer non è più il primo ministro del Regno Unito. Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico e da leader del Partito laburista in un atteso discorso alla nazione davanti al 10 di Downing Street, a Londra. "Ho ereditato un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito", ha detto. Starmer rimarrà formalmente in carica fino a quando il suo partito non avrà individuato il suo successore, per evitare un vuoto totale di potere. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo, esperta di politica britannica.
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Per decenni abbiamo dato per scontata la sicurezza del mare. Oggi, anche per via della guerra tra Iran e Stati Uniti, abbiamo riscoperto che la sicurezza del mare e il transito delle merci non sono sempre assicurati. Porti, choke points e fondali tornano ad essere spazi contesi, dove le potenze globali misurano la propria forza. Ne parliamo con Alessio Patalano, professore al King’s College di Londra, Fabio Caffio, ammiraglio in congedo, docente di diritto marittimo, e con gli ospiti incontrati alla Monaco Blue Initiative.
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L'Iran festeggia la vittoria, Trump festeggia la vittoria. Ma chi ha ragione? Con Brian Katulis, senior fellow al Middle East Insitute, ripercorriamo i 14 punti del memorandum di intesa che ha posto fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti.
Al G7 chi ha portato a casa una vittoria è sicuramente il presidente Volodymyr Zelensky che ha avuto conferma del pieno sostegno dell'Europa e ha strappato una cessione di licenza per la produzione dei Patriot dal presidente americano Donald Trump. Commentiamo con Micol Flammini, Giornalista de Il Foglio, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, l’Istituto Affari Internazionali.
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Ora che la pace è raggiunta, e deve essere solo firmata in Svizzera, ci si chiede come potrebbe essere gestito lo Stretto di Hotrmuz. È lecito che l'Iran chieda un pedaggio per il transito? Lo chiediamo a Stefano Zunarelli, professore di Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bologna.
Intanto, in Libano la popolazione sta tornando al Sud, anche se le ostilità non sono ancora del tutto cessate. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista Ansa e Limes.
Andiamo poi a Evian, dove il nostro inviato Sergio Nava ci racconta le ultime dal G7.
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Al G7 di Evian le due guerre dominano la scena. Per quella in Medio Oriente, con la previsione di firma dell'intesa venerdì 19 in Svizzera, il focus della missione per la riapertura di Hormuz è stata al centro delle discussioni. Del conflitto in Ucraina, invece, ha parlato direttamente il presidente Volodymyr Zelensky che, dopo un confronto con i presidenti Macron e Trump, ha sottolineato le difficoltà di Mosca e ribadito la necessità per entrambi i Paesi di arrivare a un accordo di pace. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio 24 inviato a Evian, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.
Intorno alle 10 del mattino di ieri Semyon Skrepezkij, artista russo noto per le caricature di Putin e degli altri esponenti del governo di Mosca, è stato ucciso in una cittadina polacca a pochi chilometri dalla Bielorussia. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali all’Università di Swansea, autore di "The President’s Kill List".
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Al termine di un’ennesima giornata campale con l’attacco di Israele in Libano e la minaccia di una ritorsione iraniana, il Pakistan annuncia il raggiungimento dell’accordo fra Stati Uniti e Iran “con la firma il 19 giugno in Svizzera”. Me chi ha vinto questa guerra? Ne parliamo con Gianluca Ansalone, autore di “Estremi. Il mondo in bilico tra caos e polarizzazione”, e con Mattia Ferraresi, giornalista di “Domani”, ex corrispondente dagli Usa, il suo ultimo libro è “Dentro la testa di Trump”.
Intanto, ha preso il via il G7 di Evian. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24, inviato a Evian.
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