Afleveringen
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Perugia, ottobre 2007 – Aldo Bianzino, falegname e padre di famiglia, viene arrestato per la coltivazione di alcune piante di cannabis e trasferito nel carcere di Capanne. È un uomo senza precedenti violenti, che entra in cella in buone condizioni. Dopo appena 48 ore di detenzione, tuttavia, viene trovato morto. La versione ufficiale parla inizialmente di cause naturali, ma l’autopsia e le perizie successive fanno emergere elementi difficili da ignorare: lesioni interne, anomalie, incongruenze che spingono la famiglia a chiedere verità. Da quel momento si apre un lungo percorso fatto di indagini, processi e ipotesi che si scontrano, senza mai arrivare a una risposta definitiva. A distanza di anni, il caso Bianzino rimane sospeso tra versioni contrastanti e zone d’ombra, diventando simbolo di un interrogativo più ampio sul sistema carcerario e sulla tutela dei detenuti. Cosa è successo davvero in quelle 48 ore? E perché, ancora oggi, la morte di Aldo Bianzino non ha trovato una verità condivisa? Ne parliamo insieme ad Elle Biscarini e Sara Calini, giornaliste per la testata Umbria24, nonché autrici del podcast “48 ore”.
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Portogallo, 3 maggio 2007 – Madeleine McCann, tre anni, scompare nel nulla mentre dorme nel suo letto durante una vacanza con la famiglia. I genitori sono a cena poco distante, in un resort considerato sicuro. Quando la madre entra nella stanza per controllare i bambini, trova la finestra aperta e il letto vuoto. Da quel momento, prende il via una delle indagini più mediatiche e controverse degli ultimi decenni. Tra piste che si moltiplicano (dal rapimento organizzato al traffico di minori) ed una copertura mediatica senza precedenti, il caso diventa globale. A distanza di anni, emerge il nome di un sospettato, il tedesco Christian Brückner, ma le prove definitive continuano a mancare. Madeleine non è mai stata ritrovata e il caso resta aperto, sospeso tra indizi, errori investigativi e verità mai accertate. Ma cosa è successo davvero quella notte? E perché, dopo quasi vent’anni, uno dei casi più seguiti al mondo resta ancora senza una risposta definitiva? Proviamo a scoprirlo insieme a Fabio Sanvitale: giornalista investigativo, criminologo e conduttore del podcast “Dentro il Mistero”.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Pretoria, 14 febbraio 2013 – Nella notte di San Valentino, quattro colpi di pistola rompono il silenzio di una villa protetta nella periferia della capitale sudafricana. Dietro la porta chiusa di un bagno, una donna di nome Reeva Steenkamp viene colpita a morte. A sparare è Oscar Pistorius, campione paralimpico e simbolo globale di resilienza, l’uomo che aveva fatto della sua storia una leggenda sportiva. Fin da subito, la sua versione è chiara: credeva che dietro quella porta ci fosse un intruso. Le indagini, però riveleranno una storia più complessa, fatta di dettagli tecnici, testimonianze contrastanti e una relazione che, forse, nascondeva tensioni mai emerse del tutto. Il processo si trasforma rapidamente in uno dei più mediatici al mondo: tra sentenze ribaltate, accuse riviste e anni di carcere, infatti, la vicenda giudiziaria di Pistorius segue un percorso tortuoso, lasciando dietro di sé più domande che certezze e, a distanza di oltre 10 anni, il caso continua a dividere… Ma cosa è successo davvero quella notte in casa Pistorius? Si è trattato solo di una tragica fatalità o di un omicidio intenzionale? Proviamo a scoprirlo insieme ad Anna Candelora e Serena Garofano: criminologhe, detentrici di un master di II livello in scienze forensi presso La Sapienza di Roma, ma soprattutto autrici per la pagina Instagram e Facebook “Conversazioni sul Crimine”.
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Colorado, agosto 2018 – Una donna di nome Shanann Watts e le sue due figlie scompaiono nel nulla. A lanciare l’allarme sono amici e vicini, insospettiti da un silenzio improvviso che non sembra appartenere a una famiglia così presente e attiva, soprattutto sui social. Nelle ore successive, il marito Chris Watts si espone pubblicamente, rilascia interviste e lancia appelli accorati per il loro ritorno, mentre l’intero Paese segue con attenzione il caso. Ma dietro quell’immagine di normalità iniziano presto ad emergere crepe profonde. Le indagini si concentrano rapidamente proprio su Chris, tra incongruenze, movimenti sospetti e un comportamento che, col passare delle ore, appare sempre più difficile da spiegare. Nel giro di pochi giorni, la verità prende una piega drammatica, trasformando una semplice sparizione in uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni. Ma chi è davvero Chris Watts? E cosa si cela dietro la sua apparente facciata da buon padre di famiglia? Proviamo a scoprirlo insieme a Luca Mastinu ed Anna Chiara Desole: esperti di cronaca nera ed autori del podcast “Stoner”.
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Nato a Londra nel 1899, Alfred Hitchcock è considerato uno dei registi più influenti della storia del cinema. Cresciuto in un ambiente segnato da rigore e disciplina, sviluppa fin da giovane una sensibilità particolare per il senso di colpa, la paura e il controllo, elementi che diventeranno centrali nella sua filmografia. Dopo i primi anni nel cinema britannico, il suo trasferimento a Hollywood segnerà l’inizio di una carriera straordinaria, fatta di successi e di uno stile inconfondibile, capace di trasformare lo spettatore in parte attiva del racconto. Il suo cinema, apparentemente semplice, nasconde una struttura complessa e profondamente moderna, capace di influenzare intere generazioni di registi. Ma qual era il segreto di Alfred Hitchcock? E perché, a distanza di decenni, i suoi film continuano a farci paura? Ne parliamo insieme a Laura Scaramozzino: editor, coach letteraria, nonché autrice premiata di novelle e romanzi noir.
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4 ottobre 1992, Foligno - Sembra una domenica pomeriggio come tutte le altre, quando a Foligno il piccolo Simone Allegretti, di soli quattro anni, scompare nel nulla mentre giocava nel cortile di casa sua. Comincia una disperata ricerca ed un dramma, quello che vedrà come protagonista il cosiddetto mostro di Foligno, destinato a concludersi soltanto nove mesi dopo con un bilancio atroce: due bambini assassinati. Il cadavere di Simone, nudo, coperto di sangue, soffocato e poi accoltellato alla gola, viene trovato due giorni dopo in una scarpata nei boschi del folignate. Poco prima, in una cabina telefonica di Foligno, era stato trovato un biglietto: è firmato “Il mostro” ed è solo l’inizio di un incubo che terrorizzerà per mesi tutta la regione… Ma chi è il mostro di Foligno? E cosa lo spinse a commettere dei delitti così perturbanti? Proviamo a scoprirlo insieme a Sonia Filippi, autrice di genere noir, con all’attivo una produzione di oltre 20 romanzi gialli.
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Stoccolma, 1984 – In diversi punti della città vengono ritrovati resti umani, smembrati e abbandonati in modo frammentario. La polizia fatica a capire a chi appartengano: mancano infatti alcune parti fondamentali, tra cui la testa e le mani. Il caso sconvolge l’opinione pubblica e apre un’indagine complessa, segnata fin da subito da incertezze e zone d’ombra. Solo in seguito quei resti verranno collegati alla scomparsa di Catrine Da Costa, una giovane donna sparita nel nulla settimane prima. Le indagini si concentrano rapidamente su due medici, mentre emerge una testimonianza destinata a dividere profondamente gli investigatori: quella di una bambina, ritenuta inizialmente decisiva ma sempre più controversa con il passare del tempo. Il processo che ne segue diventa uno dei più discussi della storia svedese: prove fragili, errori investigativi e un verdetto che assolve gli imputati, lasciandoli però marchiati per sempre. A distanza di decenni, il caso resta senza una verità definitiva, sospeso tra giustizia e dubbio. Ma allora chi ha ucciso davvero Catrine Da Costa? E perchè? Proviamo a scoprirlo insieme a Giulia Lazzaris, esperta di cronaca nera e autrice del podcast “The Whispers”.
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13 dicembre 1995 – Il capitano di corvetta Natale De Grazia è in viaggio verso La Spezia, impegnato in un’indagine delicata legata a un traffico illecito che si muove nelle acque del Mediterraneo. Durante il tragitto in automobile accusa un malore improvviso e muore poche ore dopo. La versione ufficiale parla di morte naturale, ma fin da subito emergono dubbi e incongruenze che alimentano sospetti mai del tutto chiariti… De Grazia stava infatti lavorando su uno dei capitoli più oscuri della cronaca italiana: quello delle cosiddette “navi a perdere”, imbarcazioni cariche di rifiuti tossici e pericolosi fatte affondare deliberatamente per eliminare ogni traccia. Un sistema che, tra anni ’80 e ’90, avrebbe coinvolto interessi economici enormi, rotte internazionali e possibili complicità difficili da ricostruire. Ma cosa scoprì davvero il capitano De Grazia prima di morire? E soprattutto: si trattò di una morte naturale o di qualcosa di più torbido? Proviamo a scoprirlo insieme a Maria Vittoria Sparano, laureata in Lettere Classiche ed autrice del podcast “A chi interessa”.
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Nato a Crotone nel 1950 e cresciuto tra Calabria e Roma, Rino Gaetano è stato uno dei cantautori più originali e imprevedibili della musica italiana. Con il suo stile ironico e surreale, fatto di parole taglienti, giochi linguistici e riferimenti enigmatici, riuscì a raccontare l’Italia degli anni Settanta come pochi altri artisti della sua generazione. La notte del 2 giugno 1981, però, la sua carriera si interrompe bruscamente: Rino Gaetano muore a soli trent’anni in seguito a un grave incidente stradale a Roma. Intorno a quella notte sono nate negli anni numerose domande e polemiche, soprattutto riguardo ai soccorsi e alle circostanze che seguirono l’incidente. Ma cosa è successo davvero Rino Gaetano? E perché, a più di quarant’anni dalla sua morte, la sua musica continua a essere ascoltata, discussa e reinterpretata dalle nuove generazioni? Proviamo a scoprirlo insieme a Morena Rossi, copywriter, creative producer presso il gruppo Orange Media, ma soprattutto podcaster e autrice della serie “Icone”.
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Nel cuore di Torino, tra palazzi barocchi e piazze eleganti, si nasconde un lato oscuro fatto di simboli enigmatici, presenze misteriose e antiche leggende. Da secoli, la città è considerata uno dei vertici di due triangoli esoterici: quello della magia bianca con Praga e Lione e quello della magia nera con Londra e San Francisco, una doppia anima che alimenta storie di alchimia, occultismo e apparizioni inspiegabili. A partire dalla misteriosa “porta del diavolo” nascosta sotto la Mole Antonelliana al celebre Portone del Diavolo di via XX Settembre, passando per i fantasmi che popolano palazzi e vicoli della città, Torino appare come un labirinto di racconti in cui storia e folklore si intrecciano continuamente. Ma queste storie sono solo frutto della fantasia popolare o nascondono frammenti di verità dimenticate? E perché proprio Torino sembra essere diventata una delle città più ricche di leggende oscure e racconti paranormali in Europa? Proviamo a scoprirlo insieme a Fabio Granaro: giornalista, esperto di comunicazione, nonchè autore del podcast “Torino Nera”.
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Roma, 9 aprile 1953 – Wilma Montesi, una giovane donna di 21 anni, esce di casa per una passeggiata e senza però rientrare a casa. Due giorni dopo, il suo corpo verrà ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica, in circostanze che fin da subito sollevano dubbi e interrogativi. La prima versione ufficiale parla di una morte accidentale, ma qualcosa non torna… Nel giro di poche settimane, il caso assume una dimensione completamente diversa. Emergono voci su feste segrete, droga e ambienti dell’alta società romana. Il nome di Piero Piccioni, figlio di un importante esponente politico, finisce al centro di uno scandalo senza precedenti. La stampa amplifica ogni dettaglio, trasformando il caso Montesi nel primo grande processo mediatico italiano, tra accuse, smentite e colpi di scena. Ma chi uccise davvero Wilma Montesi, e perchè? E quanto ha influito il potere nel determinare la versione ufficiale dei fatti? Proviamo a scoprirlo insieme a Guido Guenci, giornalista ed autore del podcast “Ti ricordi Wilma Montesi?”.
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Austria, aprile 2008 – Elisabeth Fritzl, una donna 42enne, ricompare dopo 24 anni di assenza. Per tutto quel tempo era stata rinchiusa in un bunker sotterraneo costruito dal padre, Josef Fritzl, sotto la casa di famiglia. In quella prigione segreta, Elisabeth ha subito abusi continui, ha partorito sette figli e ha vissuto completamente isolata dal mondo. La moglie di Fritzl, che viveva al piano di sopra, sostiene di non essersi mai accorta di nulla. L’intera vicenda scuoterà profondamente l’opinione pubblica mondiale, svelando una storia di controllo, manipolazione e mostruosità dietro l’apparenza di una rispettabile famiglia borghese. Ma come è stato possibile che un simile orrore si protraesse per quasi un quarto di secolo, senza che nessuno sospettasse nulla? E cosa ha spinto Josef Fritzl a segregare e violentare la propria figlia per decenni? Proviamo a scoprirlo insieme ad Irene Locci, dottoranda all’università di Assas, esperta di cronaca nera ed autrice del podcast “Redrum”.
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Padova, 15 gennaio 2016 – Isabella Noventa è un’impiegata di 55 anni, conosciuta per il suo carattere riservato e una vita semplice. Una sera d’inverno esce per cena con un uomo che ha frequentato a lungo, il suo ex compagno Freddy Sorgato, ma non farà più ritorno a casa. Le indagini si aprono su un’apparente sparizione, ma ben presto emergono dettagli inquietanti: un video di sorveglianza mostra una figura incappucciata che si aggira per il centro di Padova, con indosso un piumino bianco identico a quello di Isabella. Da lì, prende forma una vicenda torbida, tra triangoli sentimentali, bugie incrociate e una rete di relazioni segnate da rancore e ossessioni. A rendere il tutto ancora più misterioso: un corpo che nessuno riesce a trovare, versioni dei fatti che si contraddicono e una serie di indizi lasciati come in una messinscena. Ma che fine ha fatto davvero Isabella Noventa? Proviamo a scoprirlo assieme a Valentina Schifilliti: laureata in Sociologia con indirizzo crimininologico ed autrice del podcast “Hannibal Fletcher”.
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Tra le rotte tempestose dell’Oceano Atlantico, i marinai hanno tramandato per secoli il racconto di una nave fantasma capace di apparire tra le onde per poi svanire nel nulla. È l’Olandese Volante, un vascello maledetto che, secondo la leggenda, sarebbe condannato a navigare in eterno dopo che il suo capitano sfidò una tempesta e il destino. Nei secoli, presunti avvistamenti e testimonianze hanno alimentato il mito, trasformandolo in uno dei racconti più inquietanti della tradizione marinaresca, tra superstizione, presagi di morte e fenomeni inspiegabili. Alcuni parlano di illusioni ottiche, altri di eventi troppo precisi per essere casuali. Tra storia, folklore e simbolismo, l’Olandese Volante è diventato un archetipo universale della paura dell’ignoto e della punizione eterna. Ma quanto c’è di vero in questa leggenda? E perché continua ancora oggi a esercitare un fascino così potente? Proviamo a scoprirlo insieme a Lorenzo Manara: divulgatore storico e autore del podcast “Leggende Affilate”.
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Los Angeles, gennaio 2013 – Elisa Lam, una studentessa canadese di 21 anni, arriva in California per un viaggio in solitaria. Dopo qualche giorno, si registra al Cecil Hotel, una struttura con un passato inquietante, situata nel cuore di Skid Row. Poco dopo il suo arrivo, Elisa scompare nel nulla. L’unico indizio è un video di sorveglianza girato all’interno dell’ascensore dell’hotel, in cui appare visibilmente agitata, come se stesse cercando di fuggire da qualcosa di invisibile. Il filmato diventa virale, alimentando una serie di teorie online. Due settimane più tardi, il suo corpo viene ritrovato in un serbatoio d’acqua sul tetto dell’edificio. Le autorità parlano di un tragico incidente, ma molti aspetti rimangono inspiegabili: com’è riuscita ad accedere a un’area sigillata? Perché nessuno si è accorto di nulla? E che ruolo ha avuto il passato oscuro del Cecil Hotel, già teatro di suicidi, omicidi e presenze sinistre? Ne parliamo assieme a Fabio: esperto di occulto e conduttore del podcast “Le Storie Strane”.
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Gabby Petito è una ragazza americana di 22 anni, originaria dello stato di New York. Nell’estate 2021 decide di partire per un viaggio in roulotte alla scoperta dei parchi nazionali americani insieme al fidanzato Brian Laundrie. Documentano ogni tappa sui social, diventando in poco tempo un simbolo della vita da nomadi digitali. Ma dietro ai sorrisi e ai tramonti condivisi su Instagram si nasconde una realtà ben più complessa. Già perchè alla fine di agosto, Gabby scompare nel nulla, mentre Brian torna a casa da solo, si chiude nel silenzio e si rifiuta di collaborare con le autorità. Inizia così una delle indagini più seguite degli ultimi anni, alimentata da testimonianze online, video amatoriali e migliaia di utenti impegnati a ricostruire ogni dettaglio. Quando il corpo di Gabby viene ritrovato, emergono verità sconvolgenti sulla loro relazione e sulla dinamica dell’omicidio. E mentre la polizia cerca Brian, la tensione mediatica esplode. Ma come è morta Gabby Petito? E cosa è successo davvero tra lei ed il suo fidanzato? Proviamo a scoprirlo insieme alla conduttrice del podcast “Crime Scene”.
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Nata a Los Angeles nel 1926 con il nome di Norma Jeane Baker, Marilyn Monroe è diventata uno dei volti più iconici del cinema americano. Attrice, modella e cantante, incantò Hollywood con la sua bellezza magnetica e un talento spesso sottovalutato. Ma dietro il sorriso perfetto e l’immagine costruita da studio e media, si celava una donna profondamente insicura, segnata da una vita di abbandoni, delusioni e fragilità emotiva. Dopo il successo di film come A qualcuno piace caldo e le sue celebri relazioni con personaggi come Joe DiMaggio, Arthur Miller e i fratelli Kennedy, la sua parabola si interruppe bruscamente il 5 agosto 1962, quando venne trovata senza vita nella sua casa di Brentwood. Ufficialmente, fu un suicidio. Ma nel corso dei decenni si sono moltiplicate le teorie: overdose accidentale, omicidio mafioso, insabbiamento politico, perfino coinvolgimenti dei servizi segreti. Ma cosa ha ucciso davvero Marilyn Monroe? E perchè a distanza di oltre sessant’anni, la sua morte rimane uno dei casi più enigmatici e controversi del secolo scorso? Proviamo a scoprirlo insieme a Carlotta Toschi: avvocato penalista, detentrice di un master in diritto di famiglia, ma soprattutto podcaster e autrice della serie "Dark Diaries".
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Sanremo, febbraio 1992 – In una città famosa per la musica e il turismo, a pochi giorni dall’inizio dell’omonima kermesse, due donne vengono trovate brutalmente assassinate nelle loro abitazioni, a distanza di appena 24 ore l’una dall’altra. Le scene del crimine raccontano una ferocia cieca, il cui autore si rivelerà essere un uomo dalla routine apparentemente normale di nome Paolo Savini: padre di famiglia, impiegato al cimitero comunale, ma anche responsabile di due dei delitti più efferati nella storia della Riviera ligure. Sotto il peso di prove sempre più schiaccianti, Savini si toglierá la vita prima di essere arrestato, lasciando dietro di sé interrogativi inquietanti. Chi era davvero l’uomo che la stampa ribattezzò “il Mostro di Sanremo”? Cosa spinse un insospettabile becchino a trasformarsi in assassino seriale? E cosa rivelano oggi gli atti d’indagine, i profili psicologici e gli errori investigativi su uno dei casi più oscuri e meno raccontati della cronaca nera italiana? Proviamo a scoprirlo insieme all’autrice del podcast “Black Praline”.
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Firenze, aprile 1478 – È una domenica di primavera quando, durante la Messa solenne nel cuore della Cattedrale, la storia cambia volto. Due giovani rampolli della famiglia Medici, Lorenzo e Giuliano, sono il bersaglio di un agguato spietato orchestrato da rivali potenti: i Pazzi. Giuliano morirà sotto decine di colpi, mentre Lorenzo riuscirà a salvarsi e darà il via a una delle vendette più implacabili del Rinascimento. Dietro questa congiura non ci sono solo interessi familiari, ma anche ambizioni papali, banche, guerre e alleanze oscure. Ma perché Firenze, culla dell’arte e del pensiero, fu anche teatro di una violenza così feroce? Che ruolo ebbero la Chiesa e il popolo? E in che modo Lorenzo il Magnifico riuscì a trasformare un attentato in un trionfo politico? Proviamo a scoprirlo insieme a Margherita Vitali, detentrice di un master in divulgazione storica ed autrice del podcast “Passato prossimo”.
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Verona, novembre 1994 – Eleonora Perfranceschi, ex impiegata delle Poste, vive sola con la figlia Nadia in un appartamento nel quartiere di San Michele Extra. Quando scompare improvvisamente nel nulla, Nadia parla di un viaggio imprevisto. Ma qualcosa non torna. Dopo giorni di silenzio, il corpo di Eleonora viene trovato sul ciglio di una strada, seminudo e abbandonato come quello di una sconosciuta. La scena sembra suggerire una rapina finita male, ma gli inquirenti non si lasciano ingannare. A pochi passi da lei, ci sono due figure insospettabili: sua figlia Nadia e il fidanzato Marco Rancani. Le indagini ricostruiscono un delitto calcolato, messo in atto con lucidità e motivato dal desiderio di una vita libera, agiata e senza regole. Un piano che parte dal veleno e si conclude con uno strangolamento. Ma chi ha veramente ideato tutto? Quanto ha influito l’ambiente familiare? E com’è possibile che una figlia arrivi a uccidere la propria madre con tanta freddezza? Proviamo a scoprirlo assieme a Monocratica: esperta di cronaca nera e voce del podcast “Inchiostro Nero”.
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