Afleveringen
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Professore di economia e uomo delle istituzioni, António de Oliveira Salazar diventa dittatore quasi per caso, e visto che c’è, decide di trasformare la vita del Portogallo in una routine ossessivo-compulsiva. Parla poco, sorride meno, ha la varietà di vestiti di Dylan Dog e governa il Paese come un registro contabile. È vero, il suo carisma è paragonabile a quello di una lampadina da 40 watt in un’enorme stanza buia, ma la sua storia ha un incredibile colpo di scena! Dopo aver tenuto in pugno l’intero Paese per decenni, Salazar viene sconfitto da un nemico imprevedibile: una sedia! Un piccolo incidente domestico che lo trasforma nel protagonista del più gigantesco Truman Show che si sia mai visto.
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Autrice di romanzi incredibilmente pomposi e inutilmente ridondanti, Amanda McKittrick Ros diventa inaspettatamente famosa per l’involontario effetto comico dei suoi scritti: così brutti da diventare interessanti. Pubblica il suo primo libro con ambizione, sicurezza e i soldi del marito. Il suo entusiasmo, impermeabile alla realtà, la convince di avere una missione morale di “educatrice letteraria”: si rivolge ai lettori dandogli degli incapaci, accusa i recensori di non avere l’intelligenza per comprendere il suo lavoro, millanta di avere tantissimi lettori. E su questo non si sbaglia! Nei salotti buoni la gente si raduna per delle letture appassionate delle sue opere: vince chi rimane serio più a lungo. Lei si lancia in invettive cariche di rancore: scrive, combatte e declama, sempre coerente con se stessa, ma sempre, completamente, fuori luogo. Adorabile!
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Aleister Crowley è probabilmente l’occultista più celebre di tutti i tempi. Come nei peggiori “B movie” decide di farsi chiamare “La Grande Bestia 666”, e con il nome, il grosso della sua carriera è fatto. Si occupa di esoterismo, astrologia e poesia. Fa tutto male e lascia ogni cosa a metà (sedute spiritiche comprese). Scrive anche un libro (sotto dettatura di un’entità cosmica, dice lui), ma gli errori grammaticali fanno dubitare dell’infallibilità celeste. Un bel giorno decide di improvvisarsi scalatore e parte per la vetta del K2, ma il suo ego ipertrofico lo porta a litigare malamente con tutta la spedizione, che fa spallucce e torna indietro. Tra finti suicidi, svariati deliri di onnipotenza, riti magici, sesso e tanta droga, Crowley diventa un'icona dell’occultismo pop: i Beatles lo inseriscono sulla copertina di un loro album, Jimmy Page gli compra casa e Ozzy Osbourne gli dedica una canzone, trasformandolo per sempre in leggenda.
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Da bambina chiacchiera con piante e fiori, da adulta riempie ossessivamente il mondo con milioni di pallini. Yayoi Kusama è la regina delle installazioni psichedeliche: passa gli anni ’60 a dipingere corpi nudi, scrivere lettere d’amore a Nixon, vendere palle specchiate alla Biennale di Venezia e riempire il mondo di zucche a pois. Poi il colpo di scena: decide che se tutti le danno della “fuori di testa”, non ha senso convincerli del contrario. Si trasferisce in un ospedale psichiatrico e decide di conquistare il mondo da lì, da vera supervillain dell’arte contemporanea. Tra parrucche rosso semaforo, abiti che sembrano una coccinella sotto acidi e specchi infiniti, Yayoi trasforma le sue ossessioni in un brand di successo, e lo fa meglio di chiunque altro.
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Improvvisato imprenditore presso sé stesso, Joshua Abraham Norton entra nella storia quando tenta un’improbabile (quanto fallimentare) operazione finanziaria per monopolizzare il riso peruviano. La manovra non ha alcun senso e gli costa tutto quello che ha, ma invece di abbassare il tiro, Norton decide che è il momento giusto per puntare alla gloria e si autoproclama “Imperatore degli Stati Uniti” (si, esatto, imperatore). Da lì in poi, come si dice, è storia: emana decreti, scioglie il Congresso, abolisce i partiti, stampa moneta, si nomina “Protettore del Messico”, va in giro in uniforme e ordina la costruzione del ponte di San Francisco. Non ha nessun potere, nessun budget e nessuno che lo ascolti seriamente, ma per essere un imperatore senza impero, ha senza dubbio un eccellente senso dello spettacolo.
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Nell’Inghilterra aristocratica del primo ottocento, le dame passano il tempo tra tè, biscotti e vestiti fatti con le tende della nonna. Tutte tranne Mary Godwin, che invece preferisce passeggiare nei cimiteri in cerca di avventure amorose. Il suo Halloween Tinder in versione drama-emo ha un discreto successo e le fa trovare l’amore e anche l’ispirazione: quando ha solo 18 anni scrive per gioco “Frankenstein”, che apre le porte al romanzo gotico moderno (ma lei questo non lo sa). Sposa Percy Shelley, poeta romantico, e grande appassionato di libertà, tanto che dimentica di dirle che è già sposato con figli. Neanche il tempo di capire che succede, che lui muore. Mary inizia a viaggiare per l'Europa con il cuore di Percy chiuso in una scatola di velluto. Eh no, non è una metafora romantica, solo un macabro souvenir.
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Da bambino, sulle strade polverose di Rio, Carlos Henrique Raposo sembra una promessa del calcio, ma presto capisce che non è così. Il fatto che lui lo capisca, però, non vuol dire che anche gli altri debbano saperlo. Negli anni Ottanta entra nelle squadre più importanti del Brasile con naturalezza, faccia tosta e soprattutto senza nessuna intenzione di giocare a calcio. Non è capace e nemmeno gli interessa. È atletico, affabile e dotato di una parlantina in grado di convincere chiunque di qualunque cosa. Se la carriera da sportivo non è il suo, la vita da calciatore sì: alberghi di lusso, stipendi generosi, fama e un’infinita serie di scuse per non toccare palla. Tra infortuni immaginari, trasferimenti strategici e altre idee molto creative, riesce nell’incredibile impresa di non giocare mai e farsi pagare per farlo. Per ventisei anni consecutivi.
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Una delle poche persone capace di essere contemporaneamente first lady, attrice melodrammatica e fenomeno soprannaturale. Eva Perón, per gli amici Evita, fa piangere l’Argentina dai microfoni della radio e dal balcone di Casa Rosada, accoglie i poveri con lo spirito di Biancaneve, ma indossando vistosi gioielli e costosissimi abiti firmati. Quando il paese la acclama vicepresidente, lei manda la pubblicità. Suspense per giorni e poi rinuncia, lascia il grembiule e abbandona per sempre la cucina di Masterchef… (ah no!). Ma il vero colpo di scena arriva dopo la sua morte, quando il suo cadavere imbalsamato gira il mondo come se fosse una rockstar, sparisce, poi ricompare, poi sparisce di nuovo, consacrando Evita alla storia come la più improbabile santa laica che la storia ricordi.
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Giovane, americano, con la passione per misteri sacri e metalli preziosi, un bel giorno Joseph Smith riceve la visita di un angelo dal nome che sembra una birra: Moroni. L’angelo gli indica delle tavole d’oro ricoperte da scritte incomprensibili. Per tradurle, Joseph usa una pietra magica, poi prende l’Unico Anello e va verso Monte Fato… Aspettate! Fermi tutti! Errore mio, quella è un’altra storia! Lui guarda dentro la pietra e detta parole che trasudano fede e fantasia. Nasce così il Libro di Mormon! Da qui parte la saga: profeti dai nomi spaziali, guerre epiche tra Nefiti e Lamaniti. Gesù che dopo la resurrezione, fa un salto in America per un saluto ai fan. Un’epopea americana che mescola tutto e non dimentica nulla. Joseph, a buon diritto, diventa un profeta, fonda una chiesa, conquista seguaci, città e pure qualche guaio con la legge. Ma che gli vuoi dire? In fondo è stato capace di trasformare una storia senza senso nel più grande cliffhanger teologico d’America!
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Veterano della guerra di Corea, carpentiere semianalfabeta e guru carismatico: John Africa fonda “MOVE” nel 1972 con una missione che farebbe impallidire gli hippie di ogni epoca. Niente carne, niente cosmetici, niente banche, niente automobili, niente energia elettrica e niente tecnologia in generale. Il che (incredibilmente) non gli impedisce di installare degli enormi altoparlanti intorno a casa per diffondere messaggi politici giorno e notte. La polizia di Philadelphia prende la cosa nel migliore dei modi e risponde con sobrietà e moderazione: sganciando una bomba C-4 sulla sua abitazione e forzando in questo modo John a incontrare la tecnologia faccia a faccia (con risultati prevedibilmente disastrosi). È la prima e unica volta che il suolo americano viene bombardato da un attacco aereo, e a farlo sono gli americani.
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Otto Skorzeny potrebbe essere il protagonista di un film d’azione hollywoodiano: un gigante di quasi due metri con una cicatrice da cattivo in faccia e la sorprendente capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Arruolato nelle SS, fallisce tutte le missioni che gli vengono assegnate. Caso vuole, però, che riesca a farsi passare per l'eroe dell'Operazione Quercia, il blitz tedesco del settembre ‘43 che libera Mussolini dal Gran Sasso. Un’operazione barzelletta, ma non importa, la sua fama esplode: diventa il “liberatore del duce”. Anche se la guerra finisce, Skorzeny non si butta giù, può dare ancora molto e non si fa problemi a cambiare casacca a seconda dell’occorrenza: da criminale a consigliere di presidenti, passando per presunto agente del Mossad, senza mai, neanche per sbaglio, aver fatto davvero qualcosa.
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Philip K. Dick è stato uno scrittore capace di immaginare universi paralleli, androidi con crisi esistenziali e paranoie cosmiche. Ma chi era veramente questo tizio dal cognome che sembra uno scherzo del destino?
Beh, immaginate un incrocio tra un filosofo greco, un hippie reduce da Woodstock e un investigatore privato ossessionato dalla presenza di entità aliene. Aggiungeteci una spruzzata di genio visionario, un pizzico di follia e un'abbondante dose di anfetamine, e il gioco è fatto! Purtroppo, il suo viaggio intergalattico si interrompe bruscamente nel 1982, ma la sua eredità è ancora molto viva. -
Per sfondare nel mondo della musica servono talento, carisma e capacità di interpretazione. Alcuni, aggiungono che sarebbe utile anche saper cantare. Ecco, Florence Foster Jenkins non aveva nessuno di questi requisiti. Eppure, fedele fan della propria autostima, decide che il canto è il suo destino. Sfila sul palco con costumi di pizzo e piume, mentre lancia rose al pubblico come una Maria Callas in delirio di onnipotenza. Senza alcun senso del ridicolo invita amici e VIP ai suoi recital e (pagando) fa in modo che i giornali parlino di lei come di una grande artista. Il pubblico, tra risate soffocate e applausi sarcastici, la incorona "regina del trash", tanto che andare ad ascoltare Florence Jenkins mentre rovina ogni canzone che prova a cantare, diventa una cosa da fare.
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Genio dell’inganno militare, Dudley Clarke è stato un ufficiale britannico capace di trasformare il deserto egiziano in un parco divertimenti a tema, con tanto di carri armati gonfiabili, manichini in divisa e un'intera divisione di paracadutisti totalmente inventata. Nella vita di Clarke tutto è così insolito, da riuscire (quasi) sempre alla perfezione. Non mancano tocchi da vaudeville: come quando viene arrestato, vestito da donna, durante un’imprecisata (quanto improbabile) operazione sotto copertura. I suoi superiori si affrettano a insabbiare la cosa, lui dichiara: “Le scarpe col tacco erano un inferno, ma ho tenuto duro”. Manda in giro sosia di generali inglesi a stringere mani e confondere i nemici, inventa finti spostamenti, di finte truppe, in finte operazioni militari, diventando presto il più grande illusionista di guerra di tutti i tempi: l’uomo capace di vincere le battaglie mentre il nemico guarda dall’altro lato.
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Musa e moglie di John Lennon, ma soprattutto regina incontrastata del “non si capisce, ma è arte”, Yoko Ono ha costruito la sua carriera confondendo il pubblico con performance più simili a incidenti domestici che a vere e proprie opere d’arte: canzoni talmente brutte che potrebbero essere usate come allarme antincendio, vestiti tagliati, momenti di introspezione dentro un sacco di tela e poi tanti nudi, nudi ovunque. La donna che convinse Lennon a passare giornate intere a letto come forma di protesta per la pace nel mondo, è lei stessa un assurda e incomprensibile opera d’arte (rimane il dubbio che “assurdo” sia davvero sinonimo di “arte”). La sua influenza su Lennon l’ha spesso messa al centro di critiche che la vogliono come la causa dello scioglimento dei Beatles, ma questo vorrebbe darle davvero troppa importanza, la verità è che non ebbe nemmeno quel ruolo. A pensarci bene è difficile capire perché sia diventata un'icona mondiale, ma è successo (anche se nessuno ne sentiva il bisogno).
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Robert O'Hara Burke è l’uomo che meglio di tutti ha dimostrato come NON esplorare l'Australia. Nel 1860 decide di attraversare il continente per aprire nuove rotte commerciali. Parte con 14 tonnellate di bagagli, nei quali ci sono (in ordine sparso) un set d’argenteria, un tavolino da tè (con sedie coordinate), un gong di bronzo per avvisare tutto il deserto che “è pronta la cena!”, una macchina per fare il burro e qualche centinaio di chili di zucchero. Dimentica solo (ma può capitare) l’attrezzatura per cacciare e quella per filtrare l’acqua. Nonostante tutto arriva (quasi) al suo obiettivo, e nella strada di ritorno raggiunge (quasi) in tempo il campo base. Vi vorrei dire che alla fine sopravvive a tutto questo, ma anche qui tocca aggiungere un “quasi”.
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Leader dei Black Sabbath, inventore involontario dell’heavy metal e forse anche del caos domestico: Ozzy Osbourne è passato alla storia per episodi che sembrerebbero eccessivi anche in una barzelletta: dal celebre morso a un pipistrello, sul palco, con tanto di applausi, svenimento e corsa al pronto soccorso, alle formiche sniffate per “curiosità scientifica”. Nel reality “The Osbournes” passa dall’essere “il Principe delle Tenebre” a combattere, con un inglese biascicato, con il telecomando della TV. A conti fatti, il vero miracolo di quest’uomo non è aver creato l’heavy metal, ma averlo fatto sopravvivendo a se stesso contro ogni aspettativa e limite biologico. Alla fine anche il supereroe del rock ha ceduto all’insistenza degli anni, o forse è solo un’altra delle sue assurde trovate.
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George Armstrong Custer è forse il miglior esempio di come il talento non sia affatto necessario quando hai un grande ego. Ultimo degli ultimi all’accademia militare, diventa ufficiale per pura coincidenza, e da quel momento mette in scena una serie di trovate grottesche al solo scopo di farsi notare: passa dal lavare piatti sotto le cannonate di artiglieria, allo sfilare al fronte con eleganti cravatte di seta e giacca a frange. Disposto a tutto pur di prendersi le luci della ribalta, riesce nell’impresa di far imbestialire tutte le tribù di nativi americani: migliaia di guerrieri che fino al giorno prima si scannavano tra loro, riuniti contro di lui. Nella sua ultima battaglia a Little Bighorn, scambia l’ego per strategia e oltre ogni fantasia suicida, decide di affrontare migliaia di guerrieri Lakota e Cheyenne dividendo le forze e finendo malissimo. Un ottimo ufficio stampa trasformerà questo pavone vanaglorioso in una leggenda senza tempo.
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Imelda Romualdez nasce bella, povera e con grandi sogni. Sposa il presidente-dittatore delle Filippine Ferdinand Marcos e da lì parte il musical: si autoproclama regina del glamour, ministra di tutto, cantante, stilista, ambasciatrice e decoratrice. Costruisce teatri, Livella montagne, cena con Nixon, canta con Sinatra e litiga con i Beatles. Ma è con le scarpe che diventa leggenda: Quando il popolo si stufa e scaccia i Marcos, ne trovano 2.700 paia nel palazzo presidenziale, ma lei smentisce indignata: “Erano almeno 3.000!”. Non demorde mai: torna, si candida e viene pure eletta. In fondo, chi non voterebbe per un’arzilla nonnina in tacco 12? Imelda non è una first lady: è un genere musicale, una telenovela, un tutorial di trucco con poteri istituzionali. La dimostrazione vivente che con abbastanza cipria e faccia tosta, puoi trasformare la politica in uno show di dubbio gusto.
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