Afleveringen

  • Matteo Alieno è un cantautore e autore romano e 'stare al mondo' è il titolo del suo nuovo album.

    Al podcast di Pizza e Dischi entra per raccontare cosa vuol dire fare il cantautore oggi, dentro un'epoca in cui la parola stessa si è dilatata fino a comprendere quasi tutti. Per Matteo Alieno chiunque usa la creatività può definirsi artista. Il cantautore per eccellenza resta De Gregori, ma con lui De André, Guccini, Dalla, Battiato, Rino Gaetano: sono le fondamenta di una scuola che oggi è profondamente cambiata. Prima ogni scena aveva la sua identità sonora. Adesso il computer ha tutti i suoni al mondo dentro e proprio per questo diventa impossibile creare un'identità di scena.

    Da lì entriamo in quello che secondo Matteo Alieno è il senso vero dell'arte: incastonare un sentimento nel tempo, chiuderlo in una bolla perché chi lo ascolta cinquant'anni dopo lo senta ancora. È il motivo per cui l'AI non ha senso nell'equazione della creatività: può replicare l'estetica, non la verità.Il fulcro della puntata è però il legame tra questo pensiero e il nuovo album stare al mondo. In apertura del disco c'è il brano 'il protagonista', che contiene la frase 'non sono il protagonista, voglio vivere un po' da turista, non pensare mai a me, cambiare punto di vista, accettare che le cose esistono senza di me'.

    Matteo ci ha raccontato che quel pezzo nasce da un modo di guardare la realtà che è tutto suo: la voglia di stare seduto dal lato del pubblico invece che sul palco, di godersi la vita da fuori. Un sentimento che poi si estende a tutto il disco stare al mondo, che parla proprio di come ci si può stare al mondo quando non vuoi essere il protagonista di niente.

    Attraversiamo anche l'esperienza X-Factor, non come biografia ma come pezzo del suo percorso. Matteo la racconta con onestà: non è stata un'esperienza bellissima, non si trova bene nel gareggiare, è un contesto in cui devi essere perfetto e lui non lo è. Poi bilancia: in quel contesto lavorano professionisti fortissimi, la sua chitarra è tornata un'altra chitarra, il palco lo ha imparato a vivere in modo diverso. Verso la fine c'è anche un aneddoto pazzesco su come Matteo Alieno ha aperto Gazzelle al Circo Massimo.

    Ma quello vi lasciamo scoprirlo dall'episodio.

    🎙 OSPITE

    Matteo Alieno, cantautore

    💿 VINILE COLLAB

    Cortesia di Discoteca Laziale. Catalogo: [https://www.discotecalaziale.com]

    CHAPTERS:

    00:00 - Intro
    03:05 - Se qualcuno usa la creatività è un artista
    03:50 - Il primo cantautore che mi viene in mente è De Gregori
    06:00 - L'indie in realtà non è mai esistito
    06:36 - Il pubblico oggi è più attento ai numeri dei discografici
    08:16 - Prima il pedale grunge, ora il computer ha tutti i suoni
    10:40 - L'ultimo genere vero uscito è la trap
    12:46 - Tutti sanno tutto ma abbiamo paura di esprimerci
    13:50 - Il senso vero dell'arte è incastonare un sentimento
    16:38 - L'AI non ha senso in questa equazione
    19:16 - I migliori anni della nostra vita di Renato Zero era stata rifiutata da tutti
    21:42 - A Battisti dicevano che era stonato, ma nel suo tono c'era verità
    24:50 - Una canzone deve essere 100% testo e 100% musica (Gino Paoli)
    25:22 - Il rap ha dato molta luce ai testi
    29:06 - Non consiglierei mai al me adolescente di fare musica per i numeri
    34:23 - C'è sempre qualcosa di nuovo da dire
    37:28 - Non ho la pretesa di essere portavoce di una generazione
    39:38 - Quando scrivo da solo, tengo per me. Con altri, entro nella loro testa
    42:40 - Non sono il protagonista, voglio vivere un po' da turista
    47:20 - X-Factor per me non è stata un'esperienza bellissima
    49:58 - Ero stonato ed è giusto essere eliminato in quel contesto
    52:23 - La chitarra portata a X-Factor è tornata diversa
    55:04 - Ho aperto Gazzelle al Circo Massimo con due giorni di preavviso
    58:15 - L'impianto spento sul palco e la simpatia di 50.000 persone
    1:01:04 - Pizza e disco preferito
    1:03:43 - Il regalo di Discoteca Laziale (Amy Winehouse Back to Black)

  • Falso Nueve è un A&R, e nella sua carriera ha firmato Madame quando aveva 16 anni e Sangiovanni prima che diventasse Sangiovanni.

    Ha lavorato per molti anni in Sugar (dove era in trattativa per firmare Shiva nel 2018, prima che firmasse Sony), e tutt'ora lavora come A&R consultant nell'industria musicale italiana.Per la prima volta a Pizza e Dischi entra dentro lo studio chi i talenti li firma. Falso Nueve racconta cosa significa davvero fare l'A&R nel 2026: intercettare il potenziale di un artista prima che lo identifichino tutti gli altri, e spesso prima che ne sia cosciente l'artista stesso.

    Con lui abbiamo attraversato vent'anni di scena: il momento in cui ha firmato Madame, la prima volta che ha visto Sangiovanni a un compleanno di Madame senza averlo mai sentito cantare, perché Amici era il contenitore perfetto per il suo personal branding, come ha preparato il provino con Gucci Bag, la regola di Rick Rubin per riconoscere una grande canzone, perché lo scouting oggi sta tornando dal vivo e in studio e perché la musica fast è una questione sociologica, non solo dell'industria.

    Una puntata densa di intuizioni, aneddoti e nomi propri, raccontata da chi le scelte le ha fatte davvero. Per chi sta provando a entrare nell'industria, per chi ne fa già parte, e per chi vuole capire come funziona la macchina che porta un artista dal nulla al palco.

    🎙 OSPITE

    Falso Nueve, A&R

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    Cortesia di Discoteca Laziale. Catalogo:[https://www.discotecalaziale.com]

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  • Daniele Giordano lavora in Discoteca Laziale da 20 anni. È entrato nel 2006, a 22 anni, e l'hanno messo al reparto jazz. Oggi è Head of e-commerce e digital operations di uno dei principali punti di riferimento italiani per la musica in fisico, e per i firmacopie degli artisti più importanti del Paese.

    Per la prima volta nella storia di Pizza e Dischi, il partner brand diventa l'ospite. Con Daniele abbiamo attraversato vent'anni di mestiere: la storia romantica della famiglia che dal dopoguerra fonda l'attività partendo da un banchetto a Roma, il paradosso dello streaming che ha rilanciato il vinile invece di ucciderlo, il cambiamento antropologico dell'acquirente musicale (oggi compri per status, non solo per gusto), il ritorno del CD nel 2025 grazie al K-POP, i firmacopie da Lucio Dalla a Tha Supreme delle 3 di notte, le pizzette famose che richiedono tutti gli artisti e come è cambiato il rapporto del negozio con le case discografiche.Una puntata densa di storie vere dal dietro le quinte dell'industria musicale italiana, raccontate da chi quel dietro le quinte lo presidia da quando il rap italiano era ancora di nicchia.

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    Daniele Giordano, Head of e-commerce e digital operations di Discoteca Laziale

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  • Talento o ossessione: cosa serve davvero per fare il musicista nel 2026? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con il Maestro Giovanni Sciabbarrasi, in arte Sciabba: pianista, coach vocale, compositore e direttore d'orchestra al Festival di Sanremo 2020.Il primo ospite del podcast con una formazione accademica completa: conservatorio, composizione, jazz, prassi esecutive. Sciabba racconta cosa significa costruire una vera carriera musicale in un'industria che spesso premia i fenomeni di passaggio: dal lavoro con oltre 150 cantanti tra Amici e progetti privati, arrangiamenti per lo Zecchino d'Oro, alla direzione dell'orchestra di Sanremo per Giordana Angi a 26 anni, alle dieci anni di storia d'amore con la musica brasiliana e l'incontro con Carlinhos Brown a Salvador.Una conversazione onesta e a tratti spiazzante in cui Sciabba ammette di non considerarsi 'un grande talento' e spiega perché ammira più l'ossessione e la costanza della pura natura, perché la formazione resta la differenza tra un fenomeno e una carriera, e cosa significa essere un musicista poliedrico in un'industria che vuole prodotti facili da inquadrare.

    Durante la puntata parliamo di:

    — Lo studio come metodo da applicare a tutto, non come accumulo di nozioni

    — Cosa significa lavorare con oltre 150 cantanti come coach

    — La differenza tra coaching e teaching musicale

    — Talento o ossessione: la verità di chi è dentro il mestiere

    — I suoi maestri eterni: Franco Battiato e Lucio Dalla

    — Il Brasile, Carlinhos Brown e la ricchezza ritmica del Sud America

    — Bad Bunny, C Tangana e Rosalía: pescare nelle proprie origini funziona

    — La direzione dell'orchestra di Sanremo 2020 con Giordana Angi a 26 anni

    — Suonare in diretta mondiale e la baldoria notturna del Festival— Il momento musicale più felice: ad Amici con Stash e Arisa su Lucio DallaUna puntata per chi lavora nel settore

    — produttori, vocal coach, autori, manager

    — e per chi vuole capire la differenza tra fare il musicista da professionista e farlo da fenomeno.

    🎙 OSPITE Giovanni Sciabbarrasi (Sciabba) — Pianista, vocal coach, compositore, direttore d'orchestraInstagram: @giovanni.sciabbarrasi

    🍕 PIZZA E DISCHI - Tutti i gusti della musica

    Speaker: Lorenzo 'Colewsky' Caratelli

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  • Esiste ancora l'indie nel 2026? E se sì, cos'è diventato? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con Scarda, cantautore romano e una delle voci più rappresentative della scena indie italiana degli ultimi dieci anni.Con lui abbiamo ripercorso un'epoca intera: dalla Roma del 2016 e dalle serate al Solito Dandy e a Spaghetti, dove tutti i nomi che oggi riempiono i palazzetti suonavano insieme a venti euro a serata, fino al momento in cui Calcutta sfondò il muro che separava l'underground dalle radio nazionali, aprendo la strada a una generazione intera.Una conversazione onesta e a tratti scomoda, in cui Scarda ammette apertamente di essersi 'snaturato' nel tentativo di fare il salto al mainstream, e racconta cosa sta tornando oggi: una nuova ondata di libertà artistica, un ritorno al sound rozzo e sporco, una scena che si sta rimettendo in moto dopo dieci anni di omologazione.

    Buona visione!

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    00:38 Esiste ancora l'indie nel 2026?

    02:17 Si può smettere di essere indie (Calcutta vs Pinguini Tattici Nucleari)

    03:57 Quali artisti definiscono l’indie nel 2026

    04:33 Libertà artistica e ritorno underground (line up MI AMI)

    07:12 L'effetto nostalgia accelerato e il Covid come spartiacque

    09:21 Roma 2016, Solito Dandy, Spaghetti e le domeniche sera

    12:22 La community prima di Spaghetti Unplugged

    14:55 Indie e live: la partita si gioca online

    17:18 Le etichette indie storiche: Bomba, 42 Records, Maciste, Picicca

    19:39 Calcutta sfonda il muro tra underground e mainstream / Radio Deejay

    22:51 Dalla coerenza intellettuale al supporto incondizionato

    24:23 Chi si snatura e chi no quando passa al mainstream (Pinguini Tattici Nucleari)

    26:37 “Io mi sono snaturato” — la confessione personale

    35:22 Mobrici, numeri Spotify e vivere di musica

    39:37 Smetto Quando Voglio: come è nata la canzone e il David di Donatello

    41:35 Aneddoto al Quirinale (Sophia Loren, Franco Ricciardi)

    47:29 Game indie

    49:34 Pizza e disco preferito (De André)

    51:50 Regalo del disco (Imagine Dragons — Discoteca Laziale)

  • L'RnB in Italia esiste davvero? E se sì, chi lo fa veramente? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con Martina May, cantautrice e autrice romana, una delle voci più riconosciute del genere in Italia.


    Cresciuta ascoltando James Brown, Aretha Franklin, Otis Redding e tutta la grande musica afroamericana, Martina ha attraversato vent'anni di scena urban, dalle jam di Roma con la generazione del Danno fino alla scrittura per artisti come Anna Tatangelo e Geolier, di cui ha co-scritto 'Guapo'.
    Con lei abbiamo ripercorso la storia dell'RnB italiano e americano, dalla generazione MTV/BET/Match Music di Beyoncé, TLC e Usher, fino alla scena di oggi e al modo (spesso superficiale) in cui il termine 'RnB' viene usato dalle testate musicali per artisti che con il genere hanno poco a che fare.


    Durante la puntata parliamo di:
    - Cos'è davvero l'RnB e cosa lo distingue dal pop e dalla trap
    - Perché in Italia il genere fatica a trovare spazio nelle radio mainstream
    - Giorgia e la nostra ricerca di una 'Whitney Houston italiana'
    - I rapper napoletani e perché il napoletano funziona meglio dell'italiano sulle ritmiche
    - L'aneddoto su Anna Tatangelo e come è nata la collaborazione tramite Mixer T
    - Il dietro le quinte di 'Guapo' di Geolier
    - La decisione di dire no ai talent show
    Una conversazione che parte dalle radici afroamericane del genere e arriva dentro la scena urban italiana di oggi.
    Pizza e Dischi - Tutti i gusti della musica 🍕💿

    Conduce: Lorenzo 'Colewsky' Caratelli

    Ospite: Martina May

  • Lo streetwear ha cambiato il rap e la trap in Italia. In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con Stefano Paolini, ex-socio di Big Soup e oggi alla guida di Minimaaarket.
    Lo streetwear in Italia non è nato nei negozi: è nato nei video, nei live, nelle crew, nei primi collettivi rap. Da Club Dogo e Truceklan fino alla nuova scena trap, passando per Guè Pequeno, Sfera Ebbasta, Tony Effe, Lazza e LowLow, abbiamo ricostruito come l'estetica sia diventata parte centrale dell'identità artistica nella musica urban italiana.
    Durante la puntata parliamo di:
    - Perché in Italia non avremo mai un Travis Scott
    - Il vero valore (e i limiti) del merchandising dei rapper italiani
    - Il rapporto tra artisti e brand di moda
    - L'esplosione dei prezzi nello streetwear
    - Roma vs Milano: la fuga di cervelli dalla Capitale
    - Domenico Formichetti, l'unico stilista italiano arrivato a Drake
    - Una classifica dei rapper italiani con il miglior stile
    Una conversazione che ti fa capire come moda e musica non siano mai state così legate come oggi.
    Tutti i gusti della musica 🍕💿


    Conduce: Lorenzo 'Colewsky' Caratelli
    Ospite: Stefano Paolini (Minimaaarket)

  • Abbiamo aggiunto un posto a tavola per Giorgio Di Mario!Il mondo della musica non è solo quello che vediamo. Dietro ogni artista, ogni brano e ogni successo esiste un sistema fatto di scelte, relazioni, strategie e lavoro quotidiano che spesso resta invisibile a chi guarda da fuori.

    In questa prima puntata di Pizza e Dischi abbiamo ospitato Giorgio Di Mario, manager, editore e fondatore di Romance Art Factory, realtà con cui segue diversi progetti nel panorama musicale contemporaneo, tra cui Il Tre, insieme ai percorsi di Jason, Havoc ed Elliot. La conversazione entra nel merito di cosa significa oggi fare management musicale, partendo dall’esperienza diretta di chi lavora ogni giorno a stretto contatto con gli artisti.

    Si parla di:

    - come nasce e si sviluppa un progetto artistico

    - quanto contano timing e scelte nel percorso di un artista

    - la differenza tra un brano che esplode e una carriera che si costruisce nel tempo

    - il ruolo (spesso sottovalutato) del team e delle figure professionali dietro le quinte

    - le dinamiche reali di piattaforme come TikTok e il loro impatto sui progetti musicali

    - cosa significa oggi lavorare all’interno dell’industria discografica.

    Dalla crescita de Il Tre fino al caso di “Te lo prometto”, passando per esempi come Random, Lazza e Ultimo, la puntata offre uno sguardo concreto su come funziona davvero questo settore, al di là delle percezioni esterne. Uno dei temi centrali è proprio questo: far partire una canzone non significa costruire un artista. E ancora: il management non si insegna, si costruisce sul campo, tra errori, esperienza e confronto con chi questo lavoro lo vive da più tempo.

    Pizza e Dischi nasce con l’obiettivo di rendere più accessibili questi temi, raccontando il mondo della musica e dell’intrattenimento attraverso le esperienze dirette di chi ne fa parte. Una conversazione chiara, diretta e senza filtri, pensata per chi vuole capire meglio cosa succede davvero dietro la musica.

    Tutti i gusti della musica, buona visione 🍕💿