Afleveringen
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Sono passati cinquant’anni dal disastro dell’ICMESA: là dove sorgeva la fabbrica c’è un bellissimo parco, noto come Bosco delle Querce. Sotto le radici dei suoi alberi, si trovano due vasche impermeabilizzate che contengono i rifiuti tossici. Ma qual è oggi il ruolo del Bosco delle Querce di Seveso e Meda? È un luogo di riparazione per la comunità, o solo un gradevole parco urbano? Questo luogo, inoltre, è oggi minacciato dal passaggio dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, che lo priverà di due ettari. Un parco “intoccabile”, sacrificato con una deroga in nome di un progresso che forse non è veramente tale.
Si ringraziano per aver contribuito con la loro voce a questa puntata: Lauretta Mandruzzato, Maurizio Zilio, Laura Centemeri, Bruno Ziglioli e Damiano Disimine.
Autrice dei testi, voce e sound design: Elena ColomboMusiche ed effetti sonori: PixabayCopertina: Gabriele Masetti -
La diossina ha effetti teratogeni, cioè può provocare malformazioni nello sviluppo del feto. Nel 1976 l’interruzione di gravidanza non era ancora legale in Italia, ma a Seveso venne data alle gestanti della zona contaminata la possibilità di ricorrere all’aborto terapeutico. Questa scelta spaccò la comunità, portando spesso a colpevolizzare le donne anziché i veri responsabili del disastro: i dirigenti della Givaudan e della Hoffmann-La Roche. Una comunità, peraltro, destinata a dividersi anche su un altro tema: come procedere alla bonifica dell’area contaminata?
Si ringraziano per aver contribuito con la loro voce a questa puntata: Lauretta Mandruzzato, Maurizio Zilio, Laura Centemeri, Bruno Ziglioli.
Autrice dei testi, voce e sound design: Elena Colombo
Musiche ed effetti sonori: Pixabay Copertina: Gabriele Masetti -
Zijn er afleveringen die ontbreken?
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“Non rubarmi i pomodori”: è dall’avvertimento di una portinaia che comincia il racconto di Lauretta Mandruzzato, operaia della ENCOL, azienda di abbigliamento che si trovava proprio vicino all’ICMESA. La fuoriuscita della nube tossica era avvenuta sabato 10 luglio 1976; eppure, due giorni dopo, le persone tornarono a lavorare all’ICMESA e alla ENCOL, inconsapevoli di quanto accaduto. I capi dell’ICMESA parlarono solo di una generica “fuga di erbicida”, ma ben presto divenne chiaro che qualcosa di più complesso era successo. Solo il 19 luglio, ben nove giorni dopo, i dirigenti dell'azienda comunicarono la verità: quella nube conteneva diossina.
Si ringraziano per aver contribuito con la loro voce a questa puntata: Lauretta Mandruzzato, Maurizio Zilio, Bruno Ziglioli.
Autrice dei testi, voce e sound design: Elena Colombo Musiche ed effetti sonori: Pixabay Copertina: Gabriele Masetti -
Cinquant’anni fa si verificava il disastro dell’ICMESA. Ma la fabbrica, con sede a Meda,
inquinava il territorio brianzolo già da tempo: in questa puntata, Lauretta Mandruzzato ci
racconta della sua infanzia accanto all’ICMESA. Il fiume colorato dagli scarichi tossici, i forti
odori provenienti dalla fabbrica e gli animali morti prematuramente per i veleni si intrecciano
con i ricordi della sua infanzia e i giochi con le sorelle. Le radici del disastro, infatti,
affondano in profondità, ben prima di quel tragico 10 luglio 1976.
Si ringraziano per aver contribuito con la loro voce a questa puntata: Lauretta Mandruzzato,
Laura Centemeri, Bruno Ziglioli.
Autrice dei testi, voce e sound design: Elena Colombo
Musiche ed effetti sonori: Pixabay
Copertina: Gabriele Masetti