Afleveringen
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La premier Meloni è di nuovo in difficoltà con gli alleati. Stavolta la patata bollente è arrivata dal segretario della Nato Mark Rutte che ha dichiarato che l'Italia, con la messa a disposizione delle sue basi, ha aiutato gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. La reazione dell'Iran è stata immediata, e anche quella di Meloni che ha dichiarato con forza che gli aiuti sono stati solo di tipo logistico, come da accordi ufficiali. Ne parliamo con l'ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.
Sale la conta delle vittime del terremoto in Venezuela: 589 vittime, 2.980 feriti, quasi 51 mila dispersi. Ne parliamo con Roberto Da Rin, corrispondente del Sole 24Ore per l'America Latina, e con Marinellys Tremamunno, giornalista italo-venezuelana, corrispondente per Diario las Americas.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, a Villa Eilenroc a Cap d'Antibes, che ospita il 36esimo vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Ne parliamo con Marc Lazar, titolare della cattedra Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss Guido Carli.
Sale ad almeno 164 morti e quasi 1.000 feriti il bilancio provvisorio del sisma che ha colpito nella notte il Venezuela. La comunità internazionale si mobilita. Squadre di soccorso specializzate, coordinate dalle Nazioni Unite, sono in viaggio verso il Paese per aiutare nelle ricerche di sopravvissuti. Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista esperto di America Latina.
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Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Le cinque maggiori potenze militari dell'Europa si riuniscono oggi a Berlino per coordinarsi in vista del vertice Nato di inizio luglio ad Ankara. Si tratta del cosiddetto formato "E5", che comprende Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Polonia e che vede anche la partecipazione del segretario generale della Nato, Mark Rutte, collegato in videoconferenza da Washington. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, Istituto Affari Internazionali.
Secondo l'edizione europea del portale "Politico", alcuni paesi dell'Ue, tra cui Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi, stanno valutando la possibilità di inviare in Ruanda e Uzbekistan i richiedenti asilo respinti, nell’ambito della strategia europea per esternalizzare parte del sistema di rimpatrio dei migranti. Commentiamo la notizia con Alberto Magnani, corrispondente de Il Sole 24 Ore per l'Africa.
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Una delegazione dei talebani arriva in visita a Bruxelles per discutere di possibili rimpatri di cittadini afghani con i funzionari della Commissione europea. Qualche parlamentare europeo protesta, mentre un portavoce della Commissione è costretto a precisare che i colloqui "non significano in alcun modo un riconoscimento" del regime in Afghanistan. Ne parliamo con Marco Borraccetti, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Bologna.
Le tensioni tra Donald Trump e la premier Meloni, gli accordi tra Stati Uniti e Iran, il ritiro delle Idf dal Sud del Libano: ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi.
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Keir Starmer non è più il primo ministro del Regno Unito. Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico e da leader del Partito laburista in un atteso discorso alla nazione davanti al 10 di Downing Street, a Londra. "Ho ereditato un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito", ha detto. Starmer rimarrà formalmente in carica fino a quando il suo partito non avrà individuato il suo successore, per evitare un vuoto totale di potere. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo, esperta di politica britannica.
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Per decenni abbiamo dato per scontata la sicurezza del mare. Oggi, anche per via della guerra tra Iran e Stati Uniti, abbiamo riscoperto che la sicurezza del mare e il transito delle merci non sono sempre assicurati. Porti, choke points e fondali tornano ad essere spazi contesi, dove le potenze globali misurano la propria forza. Ne parliamo con Alessio Patalano, professore al King’s College di Londra, Fabio Caffio, ammiraglio in congedo, docente di diritto marittimo, e con gli ospiti incontrati alla Monaco Blue Initiative.
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L'Iran festeggia la vittoria, Trump festeggia la vittoria. Ma chi ha ragione? Con Brian Katulis, senior fellow al Middle East Insitute, ripercorriamo i 14 punti del memorandum di intesa che ha posto fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti.
Al G7 chi ha portato a casa una vittoria è sicuramente il presidente Volodymyr Zelensky che ha avuto conferma del pieno sostegno dell'Europa e ha strappato una cessione di licenza per la produzione dei Patriot dal presidente americano Donald Trump. Commentiamo con Micol Flammini, Giornalista de Il Foglio, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, l’Istituto Affari Internazionali.
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Ora che la pace è raggiunta, e deve essere solo firmata in Svizzera, ci si chiede come potrebbe essere gestito lo Stretto di Hotrmuz. È lecito che l'Iran chieda un pedaggio per il transito? Lo chiediamo a Stefano Zunarelli, professore di Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bologna.
Intanto, in Libano la popolazione sta tornando al Sud, anche se le ostilità non sono ancora del tutto cessate. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista Ansa e Limes.
Andiamo poi a Evian, dove il nostro inviato Sergio Nava ci racconta le ultime dal G7.
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Al G7 di Evian le due guerre dominano la scena. Per quella in Medio Oriente, con la previsione di firma dell'intesa venerdì 19 in Svizzera, il focus della missione per la riapertura di Hormuz è stata al centro delle discussioni. Del conflitto in Ucraina, invece, ha parlato direttamente il presidente Volodymyr Zelensky che, dopo un confronto con i presidenti Macron e Trump, ha sottolineato le difficoltà di Mosca e ribadito la necessità per entrambi i Paesi di arrivare a un accordo di pace. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio 24 inviato a Evian, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.
Intorno alle 10 del mattino di ieri Semyon Skrepezkij, artista russo noto per le caricature di Putin e degli altri esponenti del governo di Mosca, è stato ucciso in una cittadina polacca a pochi chilometri dalla Bielorussia. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali all’Università di Swansea, autore di "The President’s Kill List".
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Al termine di un’ennesima giornata campale con l’attacco di Israele in Libano e la minaccia di una ritorsione iraniana, il Pakistan annuncia il raggiungimento dell’accordo fra Stati Uniti e Iran “con la firma il 19 giugno in Svizzera”. Me chi ha vinto questa guerra? Ne parliamo con Gianluca Ansalone, autore di “Estremi. Il mondo in bilico tra caos e polarizzazione”, e con Mattia Ferraresi, giornalista di “Domani”, ex corrispondente dagli Usa, il suo ultimo libro è “Dentro la testa di Trump”.
Intanto, ha preso il via il G7 di Evian. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24, inviato a Evian.
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Per la 38esima volta l'amministrazione Trump anuncia la fine imminente del conflitto con l'Iran. Secondo alcune indiscrezioni, l'accordo comprenderebbe anche lo smantellamento del nucleare anche se Teheran, attraveso il ministro Araghchi, fa sapere di non essere così certo di una possibile soluzione alle porte. Alla complessità della vicenda, si aggiunge poi la scarsa disponibilità di Israele a cessare le ostilità con il Libano dove ancora è forte il potere di Hezbollah. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista del Sole 24Ore inviato in Libano, e con Michel Hélou, segretario generale del Blocco Nazionale libanese.
In Gran Bretagna, due importanti dimissioni, tra cui quella del ministro della Difesa John Healey, hanno indebolito ulteriormente la posizione del primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Marzia Maccaferri, docente di Storia contemporanea e pensiero politico alla Queen Mary University.
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Se è vero che lo sport è una forma di soft power, allora forse Donald Trump non lo sta usando bene in questa Coppa del Mondo che si disputa tra Stati Uniti, Messico e Canada. Le polemiche nate sul divieto di ingresso negli Stati Uniti per l'arbitro somalo Omar Artan, ad esempio, fanno pensare ad una gestione maldestra dell'evento. O forse Trump, anche con i Mondiali, non perde occasione per rafforzare quell'idea degli Stati Uniti come di un Paese "duro", che non ha paura di risultare impopolare agli occhi del mondo? Ne parliamo con Dario Ricci, giornalista di Radio24, conduttore del programma Olympia.
Torniamo poi in Iran, per tentare di capire cosa sta succedendo nel Paese, e in Libano dove Hezbollah è indebolito ma è ancora sostenuto da una parte della popolazione. Cerchiamo di comprenderne le ragioni con Michel Hélou, segretario generale del Blocco Nazionale libanese.
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Manifestazioni di protesta anti immigrati, strade bloccate, bidoni e veicoli dati alle fiamme. Belfast ha reagito così, ieri, dopo l'aggressione con coltello da parte di un immigrato sudanese ai danni di un quarantenne irlandese. Ma l'atmosfera si era già surriscaldata nel Regno Unito a seguito della condanna di Vickrum Digwa, 23 anni di origini sikh, per l'uccisione del diciottenne Henry Nowak nel dicembre scorso. Ne parliamo con Dominic Bryan, professore di Antropologia alla Queen's University di Belfast.
Gli Stati Uniti hanno sferrato nella notte un attacco sull'Iran, concentrato nella zona dello Stretto di Hormuz, come rappresaglia per l'abbattimento, lunedì, di un elicottero Apache americano sempre nello spazio aereo dello Stretto. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi, e con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.
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Mentre Tump impone la tregua a Netanyahu, in considerazione dei negoziati in corso, il ministro Ben-Gvir attacca l'Italia chiamandolo il Paese delle ciabatte. L'offesa, che alluderebbe ad una simpatia degli italiani per gli arabi, scaturisce dalla decisione della procura di Roma di iscrivere il ministro Ben-Gvir nella lista degli indagati per reati di tortura nei confronti degli attivisti della Flottilla. Ne parliamo con Nello Del Gatto, collaboratore a Gerusalemme, e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore in Libano.
Il legame tra la Cina e la Corea del Nord non è mai stato così forte. Questa sarebbe la conclusione della visita di Xi Jinping a Pyongyang. Ne parliamo con Giulia Pompili, giornalista della redazione esteri del Foglio.
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Dopo l'attacco di Israele a Beirut, mossa sconsigliata da Donald Trump, anche l'Iran ha ripreso gli attacchi verso Israele. Il presidente Pezeshkian ha assicurato che l'Iran non si ritirerà dai negoziati e anche Donald Trump invita a seguire il percorso della diplomazia già avviato. Ne parliamo con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Sissi Bellomo, giornalista de Il Sole 24Ore, Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24Ore inviato in Libano, e con Laura Silvia Battaglia, autrice di “I partigiani di Allah. Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente” (Mondadori).
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Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha proposto al suo omologo russo di mettere da parte la mediazione degli Stati Uniti, impegnati in Iran, e vedersi direttamente per trattare la pace. Putin si è detto favorevole ad un incontro a Mosca ma non intende rinunciare ai territori del Donetsk e del Lugansk, né a Zaporizhzhia e Kherson. Intanto, in Montenegro si discute dell'allargamento dell'Unione europea ai Balcani, mentre in Armenia, dove si andrà al voto domenica 7 giugno, il partito filo-occidentale del primo ministro uscente Nikol Pashinyan è dato per favorito. Ne parliamo con Anna Zafesova, giornalista esperta di Russia, Marilisa Lorusso, analista di Osservatorio Balcani e Caucaso, e con Giorgio Fruscione, ricercatore e analista di Ispi, esperto di Balcani.
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Mentre Washington e le cancellerie europee esultano per la firma del cessate il fuoco condizionato che dovrebbe mettere fine al conflitto nel Paese dei Cedri, i raid israeliani non cessano e ci si chiede quanto possa essere plausibile il disarmo di Hezbollah. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore inviato in Libano.
La Camera dei Rappresentanti ha approvato ieri una misura che potrebbe costringere il presidente Trump a porre fine alla guerra in Iran, in una mossa che segna la prima sfida della Camera bassa del Congresso contro la Casa Bianca. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, autore di "Storia culturale degli Stati Uniti - Dagli anni Settanta a oggi" (Carocci).
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Mentre il pesidente Trump assicura che i negoziati con l'Iran non si sono interrotti, l'esercito iraniano diffonde immagini dei missili contro obiettivi Usa nel Kuwait. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore, inviato in Libano.
Anche le tensioni tra Ucraina e Russia si acuiscono: Kiev colpisce obiettivi vicino a San Pietroburgo proprio mentre nella città di Vladimir Putin è in corso il Forum economico. Ne parliamo con Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, e con Giuliano Noci, prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano, autore di “Disordine. Le nuove coordinate del mondo” (Il Sole24 Ore Libri).
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Mentre il presidente Trump, a più riprese, snocciola affermazioni di presa di distanza dalla Nato, nei cieli al confine con la Russia la situazione si fa caotica. Gli sconfinamenti sono sempre più frequenti, così come le attività di disturbo dei sistemi Gps dei droni. Ne parliamo con Antonio Talia, giornalista e autore di "Nessun luogo è lontano", di ritorno dalla Lennart Meri Conference svoltasi a Tallinn.
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