Afleveringen
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Le fanfiction — quelle storie scritte dai fan, ma ambientate in universi narrativi già esistenti — non sono nate con internet, anzi. L’abitudine di prendere personaggi già esistenti e riscriverne le vicende è vecchia di secoli: la praticavano gli autori medievali che rielaboravano di continuo le avventure di re Artù, e secondo alcuni studiosi vi rientra persino la Divina Commedia di Dante, che prende figure reali e immaginarie e le muove dentro un mondo costruito da lui. Da qualche decennio, però, a scriverle sono soprattutto donne e persone queer, che nelle fanfiction trovano lo spazio per esplorare desideri e relazioni raccontati di rado altrove. Una forma di creatività gratuita e comunitaria che solo negli ultimi anni l'industria dell'intrattenimento ha imparato a riconoscere, e ha provato a sfruttare.
Fonti e ulteriori letture:Textual Poachers: Television Fans and Participatory Culture, di Henry Jenkins, 1992Cultura convergente, di Henry Jenkins, 2014Fan, blogger e videogamers, di Henry Jenkins, 2008“Fanfiction isn’t about muting the original stories. It’s about heightening them”, di Constance Grady, su Vox, 2016“Hamlet, The Divine Comedy, and 3 other pieces of classic literature that are also fan fiction”, di Constance Grady, su Vox, 2016"Spock Among the Women", di Camille Bacon-Smith, New York Times Book Review, 1986"Pornography by Women for Women, with Love", in Magic Mommas, Trembling Sisters, Puritans & Perverts, di Joanna Russ, 1985“Universo CLAMP”, di Daria Signorotto, in Quants Magazine, 2014Dummy System, podcast di Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce su EvangelionA hole new world, podcast di Eleonora Caruso e Georgia Cocchi Pontalti sulle fanfiction gay“Why every woman you know is frothing-at-the-mouth feral for Heated Rivalry”, di Kayla Kibbe, in Cosmopolitan USA, 2026“Why Women Love Gay Male Romance”, di Matt Lachman, in Cleveland Scene, 2026“Euphoria, Larry Stylinson and fan fiction’s obsession with making famous men gay”, di Alim Kheraj, in The Telegraph, 2019"Paideia Between Online and Offline: A Netnographic Research on Fan Fiction Communities", di Diana Salzano, Felice Addeo, Antonella Napoli, Maria Esposito, in Italian Journal of Sociology of Education, 2017“Meet the Greatest Artists of Our Generation (They’re TikTok Fan Editors)”, di Annabel Iwegbue, in Cosmopolitan USA, 2025“How Short-Form Clips Took Over the Internet”, di Charlie Warzel, in The Atlantic, 2026“The Archive of Our Own just won a Hugo. That’s huge for fanfiction”, di Aja Romano, su Vox, 2019Il manifesto di @astolat su Archive of One's OwnTwilight, video di ContraPoints su YouTube -
Tendiamo a pensare che i fandom siano un fenomeno recente, nato con internet e i social network. In realtà l'impulso che li muove è antichissimo: si riconosce nei tifosi delle corse delle bighe dell'antica Roma, che ne indossavano i colori e incidevano maledizioni contro gli aurighi avversari, e nei pellegrini medievali che attraversavano l'Europa per venerare le reliquie dei santi con la stessa intensità di chi oggi viaggia per mezzo mondo pur di vedere un concerto. A tenere insieme fenomeni così distanti sono bisogni che non sono mai cambiati: provare emozioni che la vita di tutti i giorni concede di rado, ritagliarsi uno spazio in cui sentirsi liberi, e trovare qualcuno con cui condividere ciò che si ama.
Fonti e ulteriori letture:«Screaming, Crying, Throwing up: The Medieval Art of Fandom», di Katherine Churchill, nella newsletter Mixed Feelings, 2025«Relational Virginity and Nonbinary Gender: La Vie De Sainte Euphrosine and La Vie De Saint Alexis», di Katherine Churchill, in The Journal of Medieval Religious Cultures, 2024Il libro di Margery Kempe. Autobiografia spirituale di una laica del Quattrocento, a cura di Gabriella del Lungo Camiciotti, 2002Interaction Ritual Chains, di Randall Collins, 2005«Is “six-seven” really brain rot?» di Joshua Rothman su The New Yorker, 2025Listening and Longing: Music Lovers in the Age of Barnum, di Daniel Cavicchi (2011)Foglie d’erba, di Walt Whitman«Fandom Before “Fan”», di Daniel Cavicchi, in Reception: Texts, Readers, Audiences, History, 2014«Hiiki Renchū (Theatre Fan Clubs) in Osaka in the Early Nineteenth Century» di S. Matsudaira, in Modern Asian Studies, 1984Queer Pulp: Perverted Passions from the Golden Age of the Paperback, di Susan Stryker, 2001The Great Good Place: Cafes, Coffee Shops, Bookstores, Bars, Hair Salons, and Other Hangouts at the Heart of a Community, di Ray Oldenburg, 1999Bowling Alone: The Collapse and Revival of American Community, di Robert Putnam, 2001The Ritual Process, Victor Turner, 1969 -
Zijn er afleveringen die ontbreken?
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Da quando esiste la cultura di massa, coloro che amano in modo intenso prodotti considerati di nicchia o di cattivo gusto vengono raccontati dai media – e da chi non li capisce molto bene – come persone instabili, infantili o addirittura squilibrate. Vale per le fan dei Beatles che li accolsero durante il primo tour, nel 1964, così come per quelle che oggi si accampano fuori dagli stadi con giorni d’anticipo. Ma anche per gli uomini appassionati di fumetti, fantasy o videogiochi, a lungo descritti come dei nerd mai cresciuti e indesiderabili, chiusi in cameretta tra modellini e collezioni di strani oggetti.
Dove chiedere aiutoSe sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22. -
Lunedì 29 giugno comincia Superfan, un nuovo podcast del Post che racconta nel dettaglio i fandom, le comunità di appassionati che si formano attorno ai prodotti culturali più svariati, dalle band ai videogiochi, dalle celebrità alle squadre sportive. Cinque puntate per parlare, con tantissimi esempi provenienti da periodi storici e continenti lontani tra loro, di cosa sono i fandom, da dove vengono, a che bisogni psicologici e sociali rispondono e di come siano diventati una delle forze culturali, economiche e politiche più rilevanti del nostro tempo.
Tutte le puntate sono scritte e raccontate dalla giornalista del Post Viola Stefanello, che da anni si occupa di sottoculture digitali.