Afleveringen

  • La Germania ribadisce il proprio no all'offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit su Commerzbank. Berlino, che detiene ancora il 12% dell'istituto tedesco, considera l'offerta insufficiente sotto il profilo finanziario e difende l'indipendenza della banca, ritenuta strategica per il finanziamento dell'economia tedesca e del Mittelstand. Il governo sottolinea inoltre il ruolo di Commerzbank come pilastro della piazza finanziaria di Francoforte e importante datore di lavoro. L'operazione resta politicamente sensibile perché coinvolge una partecipazione pubblica ereditata dalla crisi finanziaria del 2008. UniCredit punta a rafforzare il proprio ruolo di grande banca europea e propone una semplificazione della presenza internazionale di Commerzbank per concentrarne maggiormente l'attività sul mercato tedesco. L'offerta scade oggi e arriva dopo che il gruppo guidato da Andrea Orcel ha comunicato di aver superato la soglia del 30% del capitale, con un'esposizione potenziale complessiva che, considerando anche i derivati, supera il 55%. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24 Ore.

    PNRR: occasione mancata o leva strategica di crescita?

    A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, il dibattito sul PNRR resta aperto tra chi lo considera un'occasione mancata e chi invece lo vede come uno dei principali fattori di modernizzazione del Paese. Al di là degli effetti sulla crescita economica, il Piano ha imposto alla pubblica amministrazione tempi, procedure e obiettivi stringenti, legando l'erogazione delle risorse europee al raggiungimento di precisi traguardi. Questo vincolo ha contribuito ad accelerare gli appalti, digitalizzare processi, ridurre i tempi di aggiudicazione delle gare e migliorare l'efficienza amministrativa. Secondo Banca d'Italia i bandi PNRR hanno registrato tassi di aggiudicazione più elevati e tempi più rapidi rispetto a quelli ordinari, mentre gli investimenti pubblici sono tornati su livelli che non si vedevano da decenni. Gli studi disponibili attribuiscono inoltre al Piano un contributo significativo alla crescita del Pil italiano dal 2021 a oggi. Restano però i limiti strutturali del sistema Paese: diversi obiettivi si sono rivelati troppo ambiziosi, dagli asili nido alle Case della Comunità fino agli studentati universitari, mentre una parte delle risorse è stata riallocata o rifinanziata con fondi nazionali. Con la fine del PNRR si apre così una fase decisiva: da un lato l'eredità di un metodo che ha costretto l'Italia a essere più efficiente, dall'altro il nodo delle opere ancora incomplete e degli obiettivi ridimensionati o rinviati. Il commento è di Luca Dal Poggetto, Analista di Openpolis esperto di Pnrr.

    Urso, su ex-Ilva lo Stato non può dare altre risorse

    La partita dell'ex Ilva resta in una fase di forte incertezza. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che lo Stato non può concedere ulteriori risorse oltre quelle già autorizzate dalla Commissione europea nell'ambito delle regole sugli aiuti di Stato. Il prestito complessivo approvato ammonta a 390 milioni di euro e gran parte delle risorse è già stata erogata. Nel frattempo la situazione industriale continua a essere critica: la produzione resta ai minimi con un solo altoforno in funzione, mentre la cassa integrazione coinvolge a Taranto oltre 3.000 lavoratori. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la decisione della Cassazione di non dissequestrare l'altoforno 1, fermo da un anno dopo l'incendio del maggio 2025. Secondo Urso questo stop è costato finora circa 2 miliardi di euro tra mancata produzione e ammortizzatori sociali. Sul fronte della cessione dell'azienda proseguono le trattative con gli indiani di Jindal e gli americani di Flacks, mentre i sindacati continuano a chiedere una soluzione che garantisca occupazione, produzione e rilancio industriale del sito siderurgico. Ci colleghiamo con Taranto: Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.

  • Il petrolio crolla di oltre il 5% dopo l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, con il Brent tornato sotto gli 83 dollari al barile sui livelli precedenti all'escalation militare. Tuttavia gli analisti invitano alla prudenza: la riapertura dello Stretto di Hormuz sarà graduale e il ritorno alla normalità potrebbe richiedere settimane o mesi. Circa 500 navi restano ancora bloccate nel Golfo Persico e pesano le incognite legate a sicurezza, assicurazioni e capacità produttiva dei paesi esportatori. Ne parliamo con Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore e con Stefano Messina, Presidente Assarmatori.

    Oro e auto spingono l'export: +8,8% ad aprile

    Ad aprile l'export italiano cresce dell'8,8% su base annua grazie soprattutto all'oro diretto in Svizzera, alle automobili e all'elettronica. Nei primi quattro mesi dell'anno le esportazioni aumentano del 3,2%, mentre continuano a distinguersi mercati come Stati Uniti, Cina, India e Svizzera. Intanto da Genova, alla convention mondiale di Assocamerestero, emerge un quadro di forte resilienza del Made in Italy: dopo il record di 643 miliardi nel 2025, le esportazioni potrebbero superare i 660 miliardi nel 2026 nonostante guerre, tensioni geopolitiche e dazi. Interviene Matteo Zoppas, Presidente ICE.

    Le Borse festeggiano l'accordo Usa-Iran, a Milano nuovo record

    Le Borse globali accolgono con entusiasmo l'intesa tra Stati Uniti e Iran. In Asia corre soprattutto la Corea del Sud, mentre in Europa Piazza Affari aggiorna ancora una volta i massimi storici superando per la prima volta quota 52 mila punti. A sostenere i mercati è soprattutto il crollo dei prezzi di petrolio e gas, che alimenta le speranze di un rallentamento dell'inflazione e di politiche monetarie meno restrittive. L'attenzione si sposta ora sulle riunioni di Federal Reserve, Bank of Japan e Bank of England. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore Editoriale UCapital.com

  • Zijn er afleveringen die ontbreken?

    Klik hier om de feed te vernieuwen.

  • SpaceX al suo debutto in Borsa
    SpaceX debutta oggi al Nasdaq con una domanda sempre più frenetica: gli investitori retail hanno messo in campo ordini per oltre 100 miliardi di dollari, per un collocamento record che ha in tutto l'obiettivo di rastrellare almeno 75 miliardi, polverizzando il massimo precedente stabilito da Saudi Aramco nel 2019 con meno di 30 miliardi. Non basta: mille grandi protagonisti istituzionali, tra cui BlackRock che ha piazzato un ordine da 5 miliardi, si sono posizionati per un biglietto d'ingresso nel nuovo sogno di Elon Musk. E un 10% diretto a ordini internazionali. La corsa agli ordini promette di sostenere gli acquisti del titolo una volta in Borsa, gonfiando i guadagni. Molto dipenderà dai dettagli finali: l'azienda non è parsa voler alterare le condizioni del collocamento, con 555,6 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari, per una valutazione complessiva di SpaceX di quasi 1.800 miliardi. Alcuni osservatori non escludono però correzioni in extremis per tenere conto delle circostanze. Gli scambi iniziali non risolvono comunque il rebus del gruppo, in crescita ma in perdita e con fatturato annuale di meno di 19 miliardi: impero dell'innovazione o rischioso minestrone tech, con satelliti, razzi e intelligenza artificiale tenuti assieme dalla vulcanica leadership di Musk e dai suoi progetti visionari, fatti di colonie su Marte, centri dati orbitanti e onnipresente AI. Ne parliamo con Giancarlo Giudici, Co-direttore del Programma Executive in Finance di POLIMI Graduate School of Management.

  • Lavoro in aumento ma stipendi in calo per i laureati italianiPiù occupati rispetto a un anno fa, ma meno retribuiti. Con un vantaggio lavorativo e stipendiale che privilegia i laureati rispetto alle laureate e i residenti al Centro-Nord invece che al Sud. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione presentato all università della Basilicata durante il convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria .Nel complesso, le due rilevazioni hanno coinvolto, per i percorsi di laurea, quasi 335 mila persone che hanno completato gli studi nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio, e quasi 700mila per gli esiti occupazionali, intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso occupazionale dei laureati è in aumento. A un anno arriva all 81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e all 80,8% nel secondo livello (in crescita, rispettivamente, di +2,6 e +2,2 punti rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l occupazione tocca il 91,7% nel primo livello, contro il 92,8 per cento del 2024. Nel secondo livello si arriva al 94,4%, che è il valore più alto dell ultimo quindicennio e rappresenta un miglioramento del 4,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno cala al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione precipita fino al 2,6 per cento. Lo stesso segno positivo registrato sul fronte del lavoro non si registra però sugli stipendi. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta è in media di 1.491 euro nel primo livello e 1.495 nel secondo; al netto dell inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo cinque anni per fortuna il quadro migliora. La retribuzione mensile netta è pari a 1.796 euro per i laureati di primo livello e a 1.903 euro per quelli di secondo livello. Con un aumento dell 1,6% per questi ultimi e una sostanziale stabilità per i primi. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia

    La Bce alza costo denaro di 25 punti base 

    Dopo 13 mesi fermi al 2%, i tassi d interesse nell area dell euro sono tornati a salire oggi dello 0,25%, a distanza di un anno esatto dall ultimo taglio. Il tasso sui depositi presso la Bce, mediante il quale il Consiglio direttivo orienta la politica monetaria, passerà dal 2% - livello sul quale è rimasto per 12 mesi- al 2,25 per cento. Come si legge nel comunicato, «Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l inflazione si stabilizzi sull obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l area dell euro». In conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato: "La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica": un aumento di 25 punti base dei tassi "è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema". Lagarde ha anche aggiunto: Con una crescita 2026 rivista allo 0,8% da 0,9% precedente "non è che ci troviamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Lagarde ha citato "i numeri che abbiamo, le prospettive inflazionistiche, i rischi al rialzo sull'inflazione, la solidità della decisione in tutti gli scenari quello negativo, quello molto negativo e quello meno negativo e il fatto che questa decisione regga in tutte le circostanze". Lagarde ha ricordato che per la crescita "si può fare molto di più attraverso riforme strutturali, favorendo un mercato europeo senza ostacoli al commercio, l'unione dei risparmi e degli investimenti e così via". Approfondiamo il tema con Franco Bruni, presidente dell'Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.

    Fabi, su Mps priorità alla tutela a lavoratori e professionalità

    "Le eventuali evoluzioni degli assetti societari che riguardino il Monte dei Paschi di Siena non possono prescindere dalla tutela dell'occupazione, delle professionalità e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo". Così lunedì il coordinatore Fabi del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, Guido Fasano, circa le operazioni che riguardano il settore bancario e coinvolgono Mps. "Le lavoratrici e i lavoratori di Mps - aggiunge - hanno contribuito in modo determinante al rilancio e alla stabilizzazione della banca e rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che deve essere valorizzato e preservato. Riteniamo fondamentale salvaguardare l'integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua identità storica, il suo radicamento nei territori e il valore economico e sociale che continua a rappresentare per il Paese. Qualsiasi progetto futuro dovrà riconoscere e tutelare questo patrimonio, evitando che logiche esclusivamente finanziarie ne compromettano il valore industriale, occupazionale e territoriale. Per questo riteniamo indispensabile un confronto costante con le organizzazioni sindacali, il cui ruolo resta centrale per governare ogni possibile ricaduta sull'occupazione, sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fabi continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, per garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie". Dello stesso tenore le dichiarazioni di ieri di Luigi Vaudo, ex coordinatore Fabi in Piazzetta Cuccia, oggi membro della segreteria Fabi in Mps: "È ormai da oltre un anno e mezzo che le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Mediobanca vivono in una situazione di forte incertezza sul proprio futuro". "Prima l'Ops promossa da Mps - ha aggiunto - oggi le nuove operazioni straordinarie che coinvolgono il settore bancario e che potrebbero determinare ulteriori rinvii e nuove attese incertezze per gli oltre 5.000 dipendenti del Gruppo. Ricordiamo che, poco prima dell'avvio dell'Ops di Mps, era stata approvata all'unanimità la piattaforma per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Un percorso negoziale che è stato successivamente sospeso a causa dell'assenza delle necessarie condizioni di governance", afferma. "Dopo diciotto mesi di instabilità e di continui interrogativi sul futuro societario, riteniamo che sia giunto il momento di riportare al centro dell'attenzione le persone che ogni giorno garantiscono con competenza, professionalità e impegno i risultati del Gruppo Mediobanca", sottolinea. Ne parliamo con Lando Maria Sileoni, segretario generale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).

  • L'Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo per l approvazione del Dl lavoro, nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Lavoro, con 165 voti favorevoli. L Assemblea procederà quindi all esame dei relativi 77 ordini del giorno per passare al voto finale tra la serata di oggi , mercoledì 10 giugno e il pomeriggio di domani. Il provvedimento stanzia circa 1 miliardo e interviene su diversi aspetti, dall introduzione del salario giusto al pacchetto incentivi.
    Il pacchetto lavoro punta sulla stabilizzazione dei contratti a termine con un nuovo incentivo: esonero contributivo del 100% per 24 mesi, fino a 500 euro mensili per ogni dipendente trasformato a tempo indeterminato, purché under 35, mai stabilizzato prima e con contratto a termine non oltre i 12 mesi, convertito tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Viene inoltre prorogato fino a fine anno il bonus per le assunzioni stabili di giovani under 35 svantaggiati , sempre con sgravio totale fino a 500 euro (650 nelle regioni Zes Unica), per 24 mesi o 12 in alcuni casi. Per le donne disoccupate o inoccupate, di qualsiasi età, è previsto uno sconto contributivo di 24 mesi fino a 650 euro, che sale a 800 nelle Zes Unica; anche qui valgono i vincoli di incremento occupazionale netto e assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti.
    Sul fronte conciliazione vita lavoro, l esonero fino all 1% dei contributi, nel limite di 50mila euro l anno per azienda, sarà operativo nel triennio 2026 2028. Il salario giusto viene ancorato al trattamento economico complessivo dei Ccnl delle parti più rappresentative, includendo tutte le voci fisse, le mensilità aggiuntive e il welfare contrattuale: parametro chiave per accedere ai nuovi bonus per giovani, donne e assunzioni nelle Zes. Sui rinnovi contrattuali scatta un meccanismo di adeguamento automatico: entro nove mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono rivalutate del 50% dell IPCA NEI, salvo eccezioni per turismo e sanità dove decide la contrattazione.
    Arrivano anche nuove regole per tirocini extracurriculari (massimo 12 mesi per gruppo di imprese) e per i rider: quando emergono elementi di direzione e controllo, anche tramite algoritmi, il rapporto si presume di lavoro subordinato salvo prova contraria. In previdenza complementare, la quota di capitale riscattabile al pensionamento torna dal 60% al 50% del montante e viene rinviata a ottobre l operatività del pagamento frazionato; si limita inoltre a due mandati consecutivi la durata degli organi dei fondi negoziali. Sullo staff leasing, i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie potranno essere inviati in missione a termine fino a 36 mesi complessivi presso lo stesso utilizzatore, con divieto di clausole che impediscano l assunzione diretta. Infine, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2029, viene sbloccato il distacco lavorativo anche tra aziende di settori e Ccnl diversi, previo accordo sindacale, con l obiettivo dichiarato di salvaguardare occupazione e continuità produttiva.
    Il commento di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.

    Perché nell'industria dell'auto il modello asiatico supera quello occidentale

    Recensione di Paolo Bricco della Scorsa settimana: Il libro di Francesco Zirpoli, Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile (Laterza, pagg. 234, 16), evidenzia la (attuale) superiorità del modello asiatico sul modello occidentale.Non lo fa in maniera ideologica e prescrittiva. Lo fa descrivendo soprattutto i deficit e i ripiegamenti di quello occidentale. Scrive Zirpoli, il più accreditato economista italiano di impronta organizzativista specializzato in automotive industry: «La superiorità tecnologica dei produttori asiatici e la conseguente capacità di offrire al mercato auto di piccole dimensioni rendono lo scenario di rivitalizzazione dell'endotermico inutile al fine di salvare il declino europeo. I produttori europei non riusciranno a fermare con l'edulcorazione degli obiettivi ambientali della regolamentazione l'avanzata di marchi come MG (che fa capo al gigante statale cinese SAIC) o BYD (impresa privata cinese che produce ibride molto avanzate e che recentemente ha aperto stabilimenti in Ungheria e Turchia), i quali saranno sempre più popolari sul mercato europeo, così come non argineranno Toyota e Hyundai-Kia, che continueranno ad avanzare forti di una base produttiva in Europa già molto sviluppata».
    La sua considerazione, che dalla analisi dei prodotti si proietta sugli equilibri geopolitici, ha due sottostanti:
    Il primo, condivisibile, è la natura analogica dell'auto occidentale, rispetto a una auto asiatica ormai pienamente digitalizzata. Zirpoli ricorda come, entro i prossimi cinque anni, oltre il 40% del valore di una macchina sarà determinato dalla sua componente software. Su questo Zirpoli ha ragione. Prima i giapponesi e i coreani e adesso i cinesi hanno fabbricato e fabbricano auto con una sostanza tecnologica e immateriale fin dal processo di ideazione concettuale, passando per l'accorciamento dei tempi di realizzazione e arrivando alla connettività, al grado di guida autonoma e all'esperienza di chi guida superiore rispetto alle auto europee e americane. Ha altrettanto ragione Zirpoli quando, in maniera precisa e informata, mostra come la variante peggiore di questa arcaicità dell'auto occidentale sia rappresentata dalla vecchia Fiat, di cui impietosamente Zirpoli identifica l'inizio del declino ingegneristico nella capitolazione di Vittorio Ghidella, l'ultimo vero car-guy italiano, a favore di Cesare Romiti.
    Il secondo sottostante alla considerazione geopolitica della (attuale) prevalenza del modello asiatico, che sembra trasparire dal libro di Zirpoli, è la ineluttabilità (o, meglio, la razionalità da efficienza sistemica) del destino dell'auto elettrica. Il corollario, non condivisibile, è il giudizio di arretratezza e di cecità assegnato da Zirpoli a chi, in Europa, ritiene che sia stato sbagliato affidare la transizione tecnologica in senso unitariamente eco-green, con policy calate dall'alto. Fa bene Zirpoli a ricordare che le case automobilistiche tedesche, in particolare Volkswagen, hanno sostenuto il Greendeal. Ma il loro errore di calcolo nella transizione e nei tempi non cambia la natura ottusamente dirigista di queste misure.
    Il commento di Francesco Zirpoli, professore ordinario di economia e gestione dell'innovazione e direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) dell'Università Ca' Foscari Venezia

    Federvini, export giù nel primo trimestre ma +8,7% gli spumanti in Gdo

    Primo trimestre in frenata per le esportazioni italiane di vino con un calo a valore del 13,3%; segno positivo, invece, per gli spiriti con 5,8% nei primi due mesi. Sul fronte interno salgono le vendite nel canale della Grande distribuzione organizzata di vini (+2,2%) e spumanti (+8,7%), mentre sui consumi fuori casa, pesa l'effetto dell'inflazione, tranne che nella ristorazione di fascia alta. È il quadro tracciato nel corso dell'assemblea generale di Federvini oggi a Roma, settore che si trova ad affrontare un pericoloso mix tra evoluzione dei consumi, tensioni commerciali, equilibri geopolitici e ridefinizione delle rotte commerciali. "Siamo portatori di un valore strategico-economico, culturale, identitario che nessun dazio può intaccare, anche se il 2025 ci ha messo alla prova - ha detto il presidente di Federvini Giacomo Ponti - le nostre imprese hanno dimostrato una capacità di adattamento straordinaria, ora è fondamentale che la ratifica dell'accordo Ue-Usa si concluda, visto che l'attuale regime al 10% in vigore fino al 24 luglio". E ha aggiunto, "non possiamo pensare di sostituire il mercato americano, dobbiamo invece diversificare, innovare, presidiare i tavoli europei". E i consumatori americani restano fedeli al made in Italy. Di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, secondo l'Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma, la stragrande maggioranza dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d'acquisto, il principale driver di scelta resta l'alta qualità percepita associata ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all'Aceto Balsamico di Modena Igp (42%). Tornando in Italia in Gdo, secondo l'Osservatorio, oltre a vino e spumanti, avanzano anche gli spiriti (+2,9% a volume), trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il Gin, mentre la Grappa rimane in terreno negativo. Segno positivo, invece, per gli aceti, in crescita sia a valore (+2,4%) che a volume (+1%), trascinati dall'aceto di mele e dalla stabilità dell'Aceto Balsamico di Modena Igp.
    È intervenuto a Focus Economia Giacomo Ponti, presidente Federvini.

  • Le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia sono spesso influenzate tanto dalla politica e dalle personalità quanto dalla massimizzazione del profitto. Questo rende l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa, per un valore di 30 miliardi di euro, una rara eccezione." È quanto scrive il Financial Times in un editoriale pubblicato nella sezione Lex dal titolo "L'offerta di Intesa per il Monte dei Paschi di Siena ripristina un po' di buon senso nella scena delle Fusioni e Acquisizioni italiane". "Intesa ha scelto l'obiettivo giusto, nel senso che le prospettive di MPS, istituto di credito toscano, non sono brillanti. La banca è alle prese con la complessa integrazione della rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. Inoltre, la sua governance è estremamente fragile: gli azionisti, in perenne conflitto tra loro, hanno recentemente estromesso e reintegrato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio in rapida successione. La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, Mps è stata quotata a un prezzo inferiore al suo valore contabile tangibile, risultando quindi sottovalutata rispetto agli standard bancari europei", osserva il quotidiano della City. Nella sua mossa su Mps "Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe migliorare la sua offerta di un paio di miliardi senza compromettere il valore dell'azienda. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca dovesse avere successo, si ritroverebbe anche con la quota del 16% di Mediobanca in Generali, ampiamente considerata un asset strategico per l'Italia. Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe essere allettante anche per il Primo Ministro Giorgia Meloni, in quanto ridurrebbe le possibilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altri accordi graditi a Roma è che anche il capitalismo italiano potrebbe considerare questo un successo", scrive il Financial Times.
    Il commento di Salvatore Rossi, economista, dal 2013 al 2019 ha ricoperto la carica di direttore generale di Banca d'Italia e Daniel Gros, direttore Institute for European Policy Making, Bocconi.

    Brennero, maxi danni dai divieti «serve l'arbitro Ue per i valichi»

    Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l'economia italiana, l'export, l'agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l'asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un'infrastruttura europea strategica per il sistema economico. Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l'autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l'eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo. Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l'industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell'importanza di questo corridoio alpino per tutta l'economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l'attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l'obiettivo di aprire l'opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l'Italia e il cuore dell'Europa». È intervenuto Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo.

    Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzione

    La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall ufficio giudiziario, l ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, Tommaso Miele, (in quiescenza dal febbraio scorso), l'avvocato già Consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa , Giacomo Francesco Saccomanno, e l'imprenditore Vincenzo Virgoglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l esame di legittimità della Corte dei Conti sull approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell opera pubblica. Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l avvocato e l imprenditore indagati al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa , avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell esigenza citata . Secondo l impianto accusatorio i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa . Inoltre il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell interesse della Stretto di Messina Spa , una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Il commento di Ivan Cimarusti, Il Sole 24 Ore.

  • Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Opas volontaria totalitaria da 30,6 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena, mossa destinata a ridisegnare il risiko bancario italiano. Carlo Messina (nella foto) ha definito l'operazione un'opportunità unica per rafforzare la leadership europea del gruppo e creare una piattaforma italiana del wealth management con 2.000 miliardi di euro di masse. L'offerta prevede 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più un euro in contanti per ogni azione Mps, con un premio del 12,5% rispetto all'ultima chiusura di Borsa. L'obiettivo è raggiungere almeno il 66,67% del capitale e procedere all'integrazione della banca senese, mentre sul fronte occupazionale il gruppo annuncia oltre 13mila nuove assunzioni entro il 2029. Contestualmente Intesa ha autorizzato l'acquisto del 3,01% di Generali, mossa collegata agli equilibri che potrebbero emergere in caso di successo dell'operazione. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24 Ore e con Carlo Altomonte, Università Bocconi.

    Unioncamere, la produttività cresce con i giovani: +7,2% nelle imprese che attraggono talenti

    L'invecchiamento della forza lavoro pesa sempre di più sulla competitività delle imprese italiane. Secondo le analisi di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, le aziende che riescono ad attrarre e trattenere giovani under 35 registrano una produttività superiore del 7,2%, mentre quelle con una maggiore presenza di giovani crescono più rapidamente in termini di fatturato e occupazione. Oggi il 60% delle imprese ha superato la soglia anagrafica oltre la quale tende a ridursi la propensione all'innovazione. Sullo sfondo il problema dei cervelli in fuga e della carenza di laureati Stem: tra il 2026 e il 2029 potrebbero mancare oltre 13mila laureati specializzati all'anno, mentre il rientro anche solo della metà dei giovani emigrati negli ultimi cinque anni genererebbe un beneficio economico stimato in 12 miliardi di euro. Interviene Andrea Prete, presidente di Unioncamere

    Trump: valutiamo partecipazione del governo in grandi aziende IA

    L'amministrazione Trump sta valutando l'ipotesi di acquisire partecipazioni nelle principali aziende dell'intelligenza artificiale, un'idea inizialmente proposta dal ceo di OpenAI Sam Altman e ora considerata come parte della strategia americana per rafforzare la leadership tecnologica nei confronti della Cina. La Casa Bianca ritiene che una presenza pubblica nel capitale delle società possa garantire benefici economici ai cittadini e rafforzare il controllo su una tecnologia sempre più strategica. L'ipotesi divide però il mondo politico e finanziario, tra chi vede un nuovo modello di politica industriale e chi teme conflitti d'interesse, rischi regolatori e possibili derive speculative. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com

  • Anche le tecnologie più meravigliose non cambiano un'azienda fino a che non sono adottate per modificare un processo o creare nuovi prodotti o servizi. L'intelligenza artificiale non fa eccezione, anzi: l'adozione è una parte integrante del processo creativo. Non è una tecnologia che si compra e si usa: va compresa a fondo, progettata, sperimentata, per potersene fidare. «Con l'intelligenza artificiale si innova e si accelera il business, non ci si limita a limare qualche costo» dice Enza Truzzolillo, ad di Lenovo Italia. «I progetti di valore sono pensati in relazione alle caratteristiche di ogni singola azienda». Ne consegue che l'adozione non è un processo immediato. Una finestra su questa realtà si trova nei risultati della ricerca realizzata da un comitato Giovani Imprenditori della Confindustria in collaborazione con Lenovo e che verrà presentato domani durante il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo. Alla survey hanno partecipato 621 imprenditori. La metà di queste aziende è in crescita e il 23 per cento ha una quota di export sul fatturato superiore al 30 per cento. Un quarto di queste aziende ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro: tutte le altre sono più piccole. Ebbene: tra queste aziende solo il 18,7 per cento usa l'intelligenza in modo strutturato, due terzi sono in fase di studio o test. Il 71 per cento ritiene che sia un'opportunità. L'81 per cento valuta che le aziende italiane siano in ritardo rispetto a quelle europee. Il problema centrale è visto nella preparazione del personale. Ci espone la ricerca Enza Truzzolillo, AD di Lenovo in Italia.

  • A fine marzo la Commissione europea ha pubblicato uno studio sulle imposte patrimoniali che riaccende un dibattito mai davvero sopito. Il rapporto evidenzia come, nonostante la crescente concentrazione della ricchezza e la pressione fiscale sul lavoro, le patrimoniali abbiano prodotto gettiti limitati nella maggior parte dei Paesi europei. Germania e Svezia le hanno abolite, la Francia le ha ridimensionate, mentre Svizzera, Norvegia e Spagna continuano a sperimentare modelli differenti. Secondo lo studio, il problema non è tanto lo strumento quanto la sua applicazione: senza basi imponibili solide, registri affidabili e coordinamento internazionale, il rendimento resta modesto e gli obiettivi di equità difficili da raggiungere. Ne parliamo con Marco Cerrato, avvocato tributarista e partner di Maisto e Associati.

    Federmeccanica, la produzione italiana cresce ma il quadro resta critico

    La metalmeccanica italiana torna a crescere nel primo trimestre del 2026 con una produzione in aumento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% su base annua. A trainare il recupero è soprattutto l'automotive, mentre restano sotto pressione gli ordini esteri e la tenuta finanziaria delle imprese. Cresce l'export, ma aumentano ancora di più le importazioni e pesano le difficoltà sui principali mercati europei. A preoccupare le aziende è anche il conflitto in Medio Oriente: quasi sei imprese su dieci temono effetti significativi, soprattutto sul fronte dei costi energetici e della logistica. Interviene Alessia Miotto, vicepresidente di Federmeccanica.

    Al via il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo

    Prende il via domani a Rapallo il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria dedicato al tema "People. La nostra promessa di futuro". Al centro del confronto il tema dei giovani, della fuga dei talenti e delle politiche per trattenere competenze e nuove energie nel Paese. Dal 2011 al 2024 oltre 630 mila under 35 hanno lasciato l'Italia e, secondo le stime, nei prossimi anni potrebbero mancare oltre 5 milioni di lavoratori. Tra le proposte che saranno presentate a Rapallo una borsa per sostenere la nascita di nuove imprese e un alleggerimento dell'Irpef per i lavoratori under 35. Facciamo il punto con Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

  • La Commissione europea apre a una flessibilità fiscale limitata per sostenere gli investimenti energetici e accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Bruxelles propone di utilizzare fino allo 0,3% del Pil annuo tra il 2026 e il 2028, entro un tetto complessivo dello 0,6% del Pil, mentre richiama l'Italia a mantenere il percorso di risanamento dei conti pubblici e a evitare misure generalizzate contro il caro energia, considerate costose e poco efficaci. Il commento è di Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani Università Cattolica.

    Dal 5 al 7 giugno l'edizione 2026 di Sport Business Forum

    Dal 5 al 7 giugno Radio 24 sarà a Belluno per la terza edizione dello Sport Business Forum, la manifestazione che mette a confronto sport, imprese e territori. L'evento, che coinvolgerà Belluno, Treviso, Trieste e Gorizia, proporrà incontri, interviste e approfondimenti sul ruolo dello sport come motore di sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale, con un focus particolare sull'eredità delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e sull'impatto della filiera sportiva veneta, che genera quasi 8 miliardi di euro di valore economico. Ci colleghiamo con Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

    Ocse, in Italia shock da prezzi energetici, Pil +0,5% nel 2026

    L'Ocse stima per l'Italia una crescita del Pil dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. A pesare sono il nuovo shock energetico e le tensioni in Medio Oriente, che frenano consumi, investimenti ed esportazioni. Secondo l'organizzazione, il rincaro dell'energia rischia inoltre di annullare i recenti recuperi dei salari reali, mentre la forte dipendenza italiana dai combustibili fossili importati rende il Paese particolarmente esposto all'evoluzione del conflitto. Ne parliamo proprio con Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ocse.

  • È ancora aperta la partita sul futuro degli sconti sulle accise. A pochi giorni dalla scadenza del 6 giugno, nel governo si moltiplicano le valutazioni su costi e benefici di un nuovo eventuale intervento sui carburanti, senza che sia ancora maturata una decisione definitiva. Dalla primavera a oggi il taglio delle accise ha cambiato più volte intensità: si è partiti da uno sconto consistente, attorno ai 24 centesimi al litro, per arrivare a una progressiva riduzione. Nell'ultimo decreto il governo ha dimezzato lo sconto sul gasolio, portandolo a circa 12 centesimi al litro, mentre per la benzina il taglio è rimasto più contenuto, attorno ai 6 centesimi. Una modulazione dettata dall'esigenza di contenere l'impatto sui conti pubblici: il conto complessivo dell'operazione sfiora i 2 miliardi di euro, una cifra che rende difficile immaginare ulteriori proroghe senza coperture solide.

    OSPITE: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia

    SoftBank investe 75 miliardi in Francia per costruire il più grande hub IA d Europa

    SoftBank scommette sulla Francia per accelerare la corsa europea all'intelligenza artificiale (IA). Il gruppo giapponese guidato da Masayoshi Son ha annunciato, secondo quanto rivelato dal Financial Times, un impegno fino a 75 miliardi di euro per sviluppare una vasta rete di infrastrutture dedicate al calcolo avanzato, un progetto che, se completato, diventerebbe il più grande complesso di data center per l IA del continente. L investimento rappresenta il più importante impegno nel settore dell'intelligenza artificiale assunto da SoftBank al di fuori degli Stati Uniti e offre un importante successo politico al presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia dell'edizione 2026 di Choose France , l evento con cui Parigi cerca ogni anno di attirare capitali e investimenti internazionali.


    La decisione - secondo il quotidiano britannico - è maturata rapidamente dopo una cena tra Macron e Son svoltasi a Tokyo all inizio di aprile. In quell'occasione il presidente francese avrebbe illustrato i punti di forza del Paese per ospitare infrastrutture ad alta intensità energetica, puntando in particolare sulla disponibilità di energia nucleare e su procedure autorizzative accelerate per gli impianti legati all'intelligenza artificiale. «SoftBank è orgogliosa di assumere questo importante impegno nei confronti della Francia», ha dichiarato Son. Secondo il fondatore e amministratore delegato del gruppo, le capacità industriali francesi, la disponibilità di competenze specializzate e l ambizione nazionale nel settore tecnologico rendono il Paese uno dei candidati più credibili a diventare un polo europeo dell'intelligenza artificiale. Uno dei principali poli sorgerà a Dunkerque, dove SoftBank collaborerà con Schneider Electric per creare un hub dedicato sia alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale sia alla produzione di tecnologie robotiche. La posizione geografica del sito, affacciato sul Mare del Nord e vicino a importanti mercati come Londra, Bruxelles e Amsterdam, è considerata uno degli elementi strategici dell'iniziativa.

    OSPITE: Danilo Ceccarelli, collaboratore del Sole 24 ore da Parigi

     

    Easyjet vola in Borsa sulla manifestazione di interesse di Castlelake

    Easyjet bolla come "altamente opportunistica la tempistica" con cui la società di investimento Castlelake sta valutando un'offerta per il vettore britannico e afferma di "non aver avuto alcuna discussione, né di aver ricevuto alcun approccio o proposta" dal potenziale acquirente. 

    Venerdì scorso, a Borsa chiusa, Castlelake aveva reso noto di disporre di una quota del 2,1% nel vettore britannico e di valutare un'offerta a non meno di 403,23 pence ad azione. Sul listino di Londra Easyjet balza stamattina dell'11,6% a 444,1 pence. Il board di Easyjet, si legge nella risposta del vettore britannico, pubblicata poco prima dell'apertura di Borsa, "ha chiaro il proprio dovere di massimizzare il valore per gli azionisti e prenderà in considerazione qualsiasi proposta" ponendo attenzione "in particolare alla valutazione e alla fattibilità" dell'operazione. Con riguardo al primo punto il board rileva "il timing altamente opportunistico" di un'offerta nel momento in cui "il prezzo delle azioni è temporaneamente depresso a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente e del suo impatto sulla fiducia dei clienti e sui prezzi del carburante". In tema di fattibilità il cda "rileva le considerevoli sfide normative, finanziarie e operative associate a una potenziale acquisizione di easyJet". 

    Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano, autore di "Alitalia La privatizzazione infinita"

     

    Nvidia sfida Intel e Apple con un nuovo superchip per Pc

    Nvidia entra nel mercato dei chip per pc con il nuovo RTX Spark Superchip, che debutterà nei pc fissi e portatili delle principali marche dal prossimo autunno. L'annuncio, riferiscono i media internazionali, è stato fatto dal ceo di Nvidia, Jensen Huang, alla fiera Computex a Taipei. Il 'superchip' di Nvidia rappresenta una sfida diretta a gruppi come Intel, Qualcomm, Amd e Apple, aprendo una nuova linea di business per il colosso da 5,1 trilioni di dollari di capitalizzazione. "Il più efficiente chip per pc mai costruito", come lo ha definito Huang, sarà utilizzato da Dell, Asus, Hp, Lenovo, Microsoft, Acer e Msi.

    Il superchip di Nvidia, che lavorerà con il software Windows di Microsoft, è una combinazione di un microprocessore e di un chip grafico, realizzato con la collaborazione di MediaTek, e consentirà di eseguire applicazioni e modelli di intelligenza artificiale. La sua fabbricazione aumenta la competizione nel settore dei chip per pc e segnala come Nvidia, che occupa una posizione dominante nel settore dei semiconduttori per le infrastrutture di intelligenza artificiale, stia ampliando la sua offerta, sviluppando chip integrati che alimentano l'intero computer, con l'obiettivo di intercettare i flussi di spesa dei consumatori per sostituire pc datati, messi a dura prova dalle nuove applicazioni di intelligenza artificiale, con laptop più performanti.

    OSPITE: Alessandro Plateroti, Direttore editoriale Ucapital.com

  • La Commissione europea invita gli Stati membri a riprogrammare fondi di Coesione e Just Transition Fund per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia, accelerando investimenti energetici a rapido impatto e misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La proposta di Raffaele Fitto ha però sollevato critiche dal Comitato europeo delle Regioni, che accusa Bruxelles di usare i fondi di coesione come “bancomat di emergenza”, sottraendo risorse già impegnate allo sviluppo territoriale e alla transizione energetica. Il commento è di  Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore

    Per gli elettrodomestici italiani l'unica salvezza è l'altagamma?

    Il mercato europeo degli elettrodomestici continua a crescere nei volumi ma perde valore, mentre i competitor asiatici conquistano quote di mercato grazie a prezzi più bassi. Nel 2025 i prodotti importati dall’Asia hanno superato quelli europei per quota di mercato. Il caso Electrolux di Cerreto d’Esi diventa emblematico: l’abbandono della produzione di alta gamma, più artigianale e redditizia, ha accelerato la crisi dello stabilimento. Operai e sindacati denunciano anni di tagli ai costi e scarsi investimenti in innovazione, mentre la produzione standardizzata viene spostata all’estero. Ne parliamo con Francesco Casoli, Presidente Elica

    Export italiano: crescita a doppia cifra in Cina, Svizzera, Usa e India. Rallenta il Medio Oriente

    Ad aprile l’export italiano extra-Ue cresce dell’11,3%, trainato soprattutto da Cina, Svizzera, Stati Uniti e India, con vendite che sfiorano i 28 miliardi di euro. Rallenta invece il Medio Oriente, ancora penalizzato dagli effetti della guerra dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran: nel primo quadrimestre il calo verso l’area è del 16%. A sostenere il made in Italy sono soprattutto energia, beni intermedi e beni strumentali. Migliora anche l’avanzo commerciale con i Paesi extra-Ue, nonostante l’aumento del deficit energetico legato ai rincari delle materie prime. Interviene Marco Fortis, Vicepresidente Fondazione Edison e Co-Presidente Comitato Scientifico Fondazione Edison.

  • Il fermo nazionale dell autotrasporto previsto dal 25 al 29 maggio è stato sospeso dopo l'incontro di venerdi 22 Maggio a Palazzo Chigi fra Governo e associazioni di categoria. La protesta era nata per l'aumento dei costi del carburante, con il gasolio passato in meno di due mesi da 1,70 a oltre 2,10 euro al litro, e per gli effetti considerati insufficienti del taglio generalizzato delle accise. Dal confronto con l'esecutivo è arrivato un pacchetto da circa 300 milioni di euro sotto forma di credito d imposta per compensare parte dei rincari sostenuti dalle imprese nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto ai prezzi medi di febbraio: non uno sconto diretto alla pompa, ma un ristoro fiscale per alleggerire l impatto del caro diesel sui bilanci delle aziende. Ne abbiamo parlato con Claudio Donati, segretario generale di Assotir.

     

    Semiconduttori: da inizio anno rally del 72%. Ma BOFA dice non è Bolla

    La domanda esplosa dei data center e degli hyperscaler globali ha fatto impennare i prezzi delle DRAM e consolidato il potere contrattuale dei produttori, oggi sostenuti da accordi pluriennali con i grandi operatori tecnologici. E se la domanda cresce, l'offerta si adegua. Nel suo ultimo State of Union sull'industria dei semiconduttori, Bank of America ha rivisto al rialzo in modo significativo le proprie previsioni relative alle dimensioni del mercato globale dei semiconduttori. La banca prevede che il mercato potenziale complessivo dei semiconduttori raggiungerà circa mille e trecento miliardi di dollari entro il 2026 (rispetto alla precedente previsione di mille miliardi di dollari), per arrivare a circa 2mila miliardi di dollari entro il 2030. Il rapporto sottolinea che l'intelligenza artificiale (IA) e i data center (compresi i sistemi di elaborazione, le reti e lo storage) saranno i principali motori di crescita, mentre il settore industriale (rifornimento delle scorte e robotica) fungerà da motore secondario. E a proposito del rischio "bolla" nel suo report BOFA scrive: "L'intelligenza artificiale ha ancora forza strutturale. Il peso dei semiconduttori negli indici di borsa è di circa il 18% nell S&P500 ed è vero che aumenta la sensibilità macroeconomica del mercato. Ma il movimento è guidato dagli utili, il rapporto prezzo/utili da qui ai prossimi 12mesi è di 1:25, sostanzialmente inalterato da inizio anno ed è ancora sotto i precedenti picchi. Ci sono poche evidenze di un'inflazione speculativa dei multipli, elemento che supporta la secolarità del really nel contesto della crescita strutturale A.I."

    Il commento di Filippo Diodovich Senior analyst di IG

     

    Sanchez a Roma. Italia e Spagna a confronto: a cosa si deve il miracolo di Madrid

    Le tensioni geopolitiche in corso, dalla guerra in Ucraina ai dazi imposti dagli Stati Uniti e ora lo shock energetico determinato dall attacco israelo-americano all Iran, stanno avendo come del resto in tutti i paesi europei conseguenze pesanti sull economia italiana. Lo attestano le stime della Commissione europea che collocano la crescita per l Italia allo 0,5% quest anno e allo 0,6% il prossimo, con rischi evidenti di ulteriori revisioni al ribasso. Ma se si scorrono dati e tabelle del Rapporto annuale dell Istat, se ne trae la conclusione che il problema della bassa crescita nel nostro Paese è di lunga durata, come emerge dal confronto con le principali economie europee, e soprattutto con quella spagnola. Da tempo si parla di miracolo spagnolo per le indubbie performance messe a segno da Madrid. È effettivamente tale? L Istat rileva in particolare che tra il 2022 e il 2025 la crescita del Pil ha raggiunto il 9% in Spagna, a fronte del 2,3% in Italia. Un risultato che riflette «una maggiore capacità dell economia spagnola di generare una crescita più sostenuta della domanda interna e dell attività produttiva, anche attraverso incrementi della produttività e un maggiore orientamento verso settori a tecnologia più avanzata, specialmente nei servizi». Vi è senza dubbio dietro queste cifre l effetto della regolarizzazione degli immigrati irregolari. Del resto la principale fonte di immigrati in Spagna è l America latina, dove si parla lo spagnolo. Poi si registra il traino dei servizi e del Pnrr. Nel periodo 2022-2025 in Spagna si è registrata una crescita da consumi ed esportazioni pari rispettivamente a 6,8 e 3,6 punti percentuali, rispetto al 2,2 e 0,2% messo a segno in Italia nello stesso periodo. In sostanza in Spagna si evidenzia un maggiore dinamismo dei consumi delle famiglie che secondo l Istat è riconducibile sia a fattori demografici sia a una crescita sostenuta dei redditi reali. Ma ancora una volta su questa fondamentale componente demografica un effetto predominante lo si deve all aumento della popolazione spagnola tra i 15 e i 64 anni (+4,6% tra il 2022 e il 2025), superiore a quello italiano (+1,6%, grazie alla forte espansione della componente degli stranieri regolari (+22,3% contro il +4,6% in Italia). Chiediamo chiarimenti al collega Dino Pesole che ne ha scritto nei giorni scorsi.

    E' stato ospite a Focus Economia Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore

     

    Ey-Oxford Economics, in Italia Pil a +0,4% nel 2026, pesano shock energetici

    La guerra in Medio Oriente e i conseguenti shock energetici hanno innescato un forte rallentamento della crescita a livello globale, pur senza configurare al momento una recessione mondiale. È quanto emerge dal rapporto presentato durante l'evento 'Scenari macroeconomici e intelligenza artificiale: implicazioni, sfide e opportunità', organizzato da Oxford Economics in collaborazione con Ey, in cui viene stimata una crescita del Pil italiano dello 0,4% nel 2026 (UN O,1% IN MENO RISPETTO ALLA STIMA DELL'FMI DI OGGI), "in un contesto - si legge in una nota - di elevata incertezza e domanda interna poco dinamica". Secondo l'analisi, nel 2027 si osserverà una lieve accelerazione della crescita del Pil (+0,6%), riconducibile a un andamento dei consumi privati e della domanda estera positivi, a fronte di una leggera contrazione degli investimenti, quest'ultima dovuta alla fine di importanti incentivi fiscali, all'esaurimento del Pnrr e a un contesto di maggiore incertezza. Per l'Eurozona, il rapporto stima una crescita dello 0,7% nel 2026, con un'inflazione media intorno al 3%, quasi il doppio rispetto alle previsioni precedenti, con un picco intorno al 3,5% nel secondo e terzo trimestre.

    L'analisi di Ey e Oxford Economics si è concentrata su quattro settori produttivi rilevanti per l'economia italiana, ovvero alimentare, tessile, automotive e il comparto dei macchinari, stimando una crescita moderata della produzione tra il 2025 e il 2027. Il settore alimentare dovrebbe registrare una crescita stabile e moderata nel medio periodo (+1,8% nel 2026 e nel 2027), sostenuta prevalentemente dall'export, a fronte di consumi interni deboli e dei rischi legati all'aumento dei costi per l'agricoltura. Il settore del tessile e dell'abbigliamento crescerà in misura contenuta nel biennio 2026- 2027 (rispettivamente +1,2% e +1,3%), trainato quasi esclusivamente dall'export, mentre la domanda interna sarà stagnante e peseranno le pressioni dei competitor internazionali, in particolare asiatici. Per quanto riguarda il comparto dei macchinari, l'analisi sostiene che attraverserà una fase di normalizzazione dopo il ciclo espansivo legato agli incentivi, tornando a una crescita stabile (+1,7% nel 2026 e +1,8% nel 2027), sostenuta dall'export e da una graduale ripresa della domanda interna. Il settore crescerà debolmente (+0,9% nel 2026 e +0,5% nel 2027), con export di segno positivo ma investimenti in contrazione. La transizione verso l'elettrico resta un elemento critico, con il rischio di ridimensionare la produzione domestica. Il settore automotive crescerà debolmente (+0,9% nel 2026 e +0,5% nel 2027), con export di segno positivo ma investimenti in contrazione; la transizione verso l elettrico resta un elemento critico, con il rischio di ridimensionare la produzione domestica.

    Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, ai microfoni di Vincenzo Miglietta.

  • Oggi siamo in diretta dalla Torre dell’Arsenale di Venezia, dove da domani al 31 maggio si terrà la settima edizione del Salone Nautico di Venezia. Attese 300 imbarcazioni, di cui 240 in acqua, e 270 espositori provenienti da Italia, Europa e Mediterraneo orientale. Il Salone conferma la vocazione internazionale della città e il ruolo strategico dell’Arsenale come hub nautico tra Adriatico, Balcani e Mar Nero, puntando su innovazione, sostenibilità e tradizione marittima veneziana. L’evento è promosso dal Comune di Venezia e organizzato da Vela spa con la Marina Militare Italiana. Passano nei nostri studi: Luigi Brugnaro, sindaco uscente di Venezia, Avv. Alberto Galassi, amministratore delegato uscente di Ferretti Group ed esperto di nautica, Giovanni Da Ponte, maestro d'ascia.

    Doccia fredda in Borsa per la prima Ferrari elettrica

    Dopo la presentazione ufficiale della Ferrari Luce, prima vettura 100% elettrica della Casa di Maranello, il titolo Ferrari è arrivato a perdere oltre il 6% a Piazza Affari. Il progetto era stato svelato in tre fasi tra caratteristiche tecniche, interni e reveal finale a Roma davanti a clienti e media selezionati. Sul mercato emergono però dubbi su design, prezzo e strategia del modello, giudicato da molti distante dai canoni storici Ferrari. Dure anche le parole di Luca Cordero di Montezemolo: “Si rischia la distruzione di un mito”. Si collega con noi Mario Cianflone, Il Sole 24Ore.

  • Nel giorno dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone, cresce il dibattito sul potere delle Big Tech e delle oligarchie tecnologiche americane. Nel testo il Pontefice richiama il rischio di una nuova “torre di Babele” dominata dalla tecnologia senza giustizia e fraternità. Intanto al summit FutureProofSociety di Brescia Carlo Calenda attacca duramente le tecnopotenze Usa e Meta, accusando gli “oligarchi americani” di voler influenzare il futuro dell’Europa e criticando il rapporto tra le Big Tech e Donald Trump. Interviene Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com

    Ue, 5 Paesi (tra cui l Italia) chiedono più protezione sui beni dalla Cina

    Italia, Francia, Spagna, Lituania e Olanda chiedono all’Unione europea di rafforzare gli strumenti di difesa del mercato unico contro protezionismo, dumping e sovraccapacità industriale, con un chiaro riferimento alla Cina. Nel documento circolato a Bruxelles i cinque Paesi denunciano la perdita di un milione di posti di lavoro industriali in Europa tra il 2019 e il 2025 e propongono più controlli, più indagini e modifiche normative per contrastare pratiche commerciali considerate elusive dei dazi europei. Il commento è di Fabio Scacciavillani, economista, editorialista Il Sole24 Ore.

    Cdp Equity, ok ad aumento della partecipazione in Nexi al 29,9%

    Il Cda di Cdp Equity ha deliberato la possibilità di incrementare la partecipazione in Nexi fino al 29,9%, escludendo però esplicitamente un’Opa. L’operazione prevede anche contratti derivati fino all’8% del capitale e punta, spiega Cdp, a sostenere l’evoluzione innovativa e industriale del gruppo dei pagamenti digitali, che processa 1.800 miliardi di euro di transazioni in oltre 25 Paesi. L’aumento della quota arriva in una fase delicata per Nexi, dopo il cambio di amministratore delegato e l’uscita dal capitale dei fondi Bain, Advent e Clessidra. Il commento è affidato a Celestina Dominelli, Il Sole 24Ore.

    Qualità della vita generazionale, la nuova mappa del benessere in Italia: a Firenze, Bolzano e Trieste i tre primati

    Presentata al Festival dell’Economia di Trento la sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani del Sole 24 Ore, costruita su 60 indicatori territoriali. L’indagine misura servizi, opportunità, relazioni sociali e qualità della vita delle diverse fasce generazionali in un Paese segnato dalla crisi demografica e dalla desertificazione commerciale. Firenze guida la classifica dei bambini, Bolzano quella dei giovani e Trieste quella degli over 65. Dall’analisi emerge un’Italia ancora spaccata territorialmente, con il Sud spesso in coda alle graduatorie, mentre crescono il peso degli affitti, il consumo di antidepressivi e le difficoltà scolastiche rispetto al pre pandemia. Ne parliamo con Michela Finizio, Il Sole 24 Ore.

  • Ha preso il via mercoledì e si protrae e fino a domenica 24 Maggio il Festival dell'Economia di Trento con le prime due giornate ricche di appuntamenti che vedono la presenza di esponenti del governo, imprenditori, manager ed economisti. La manifestazione, realizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell'Università, è giunta alla sua ventunesima edizione.  Passano a trovarci nei nostri studi di Piazza Fiera Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi, Aspen Institute Italia,  e Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese

     

  • È entrato nel vivo il Festival dell'Economia di Trento, organizzato dal Il Sole 24 Ore e da Trentino Marketing, con una seconda giornata dedicata ai temi del commercio internazionale, dei dazi Usa, dell’economia sociale, dell’agricoltura e dell’intelligenza artificiale. Attesi numerosi esponenti del governo, tra cui Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida e Alessandra Locatelli. Grande spazio anche ai giovani, con interventi di Corrado Passera e del presidente Inps Gabriele Fava. Protagonista anche Radio 24, in diretta da Piazza Fiera con Focus Economia, Effetto Giorno, La Zanzara e altri programmi live. Ne parliamo con Maurizio Rossini, AD di Trentino Marketing e con Stefano Besseghini, ex presidente Arera.

    L'Italia guarda a Oriente nel disordine globale

    Dopo il bilaterale tra Giorgia Meloni e Narendra Modi, Italia e India hanno elevato i rapporti a partenariato strategico speciale, fissando l’obiettivo di raggiungere 20 miliardi di euro di interscambio entro il 2029 e firmando sette accordi su trasporti, agricoltura e contrasto ai reati economico-finanziari. Sullo sfondo resta però un quadro internazionale sempre più instabile: a Pechino Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rafforzato la cooperazione strategica tra Cina e Russia, criticando le operazioni americane in Iran e America Latina, senza però chiudere l’intesa sul gasdotto Power of Siberia 2, considerato cruciale da Mosca. Il commento è di Giulio Sapelli, Università Statale Milano.

    Bruxelles taglia le stime sull'Eurozona allo 0,9% con lo shock energia

    La Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita per Eurozona e Unione Europea a causa del nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Per l’Eurozona il Pil 2026 è ora previsto a +0,9%, mentre per l’Italia la crescita scende allo 0,5%. Intanto il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli avverte sui rischi di una nuova fiammata inflazionistica causata dalla guerra in Iran e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Secondo il rapporto annuale Istat, nonostante la resilienza dell’economia italiana e il forte calo dei disoccupati dal 2019, l’aumento dei prezzi energetici potrebbe frenare la ripresa e aggravare la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, ancora inferiore dell’8,6% rispetto al periodo pre-pandemia. Ne parliamo con Marco Buti, professore all’Istituto Universitario Europeo ed ex Direttore Generale Affari Economici della Commissione Europea.

  • Il Centro studi di Confindustria avverte che il protrarsi della crisi energetica e la mancata riapertura dello stretto di Hormuz stanno ampliando l’impatto sull’economia italiana. Crescono inflazione e sfiducia di famiglie e imprese, mentre rischiano di rallentare consumi, servizi e investimenti. L’industria regge grazie al Pnrr ma emergono segnali di indebolimento, con domanda più debole e ordini in calo. In sofferenza anche il settore servizi, soprattutto turismo e trasporti. L’export italiano resta resiliente nonostante il crollo delle vendite verso il Medio Oriente, compensato dalla crescita in Cina, Svizzera e nei principali Paesi Ue. Interviene Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.

    Stellantis, accordi con Dongfeng e Jaugar Land Rover. Focus sul Nord America accordi con i produttori cinesi per gli stabilimenti europei
    Raffica di annunci per Stellantis alla vigilia dell’Investor Day. Il gruppo ha firmato un memorandum con Jaguar Land Rover per valutare collaborazioni sullo sviluppo di prodotti e tecnologie negli Stati Uniti. Parallelamente, Stellantis amplia la partnership con Dongfeng con l’obiettivo di creare una joint venture europea dedicata ai veicoli elettrici e a nuova energia del gruppo cinese. Intanto Antonella Bruno rivendica la crescita del 13% dei volumi in Italia nei primi quattro mesi dell’anno. Ma la Fiom denuncia l’esclusione degli stabilimenti italiani dalle nuove alleanze industriali e accusa Stellantis di non aver investito sufficientemente su impianti e linee produttive nel Paese. Il commento è affidato a Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore.

    La premier pronta ad accontentarsi della misura tampone
    Bruxelles lavora a una soluzione per aiutare l’Italia ad affrontare la crisi energetica senza modificare il Patto di Stabilità. L’ipotesi è quella di consentire l’utilizzo di fondi di coesione rimodulati e risorse residue del Pnrr, per un pacchetto complessivo tra i 3 e i 5 miliardi di euro. Una misura tampone che eviterebbe nuovo debito ma che resta distante dalla richiesta italiana di una clausola di salvaguardia sull’energia sul modello di quella concessa per la difesa. Secondo Gianni Trovati, il governo continua comunque a puntare sull’esenzione dal Patto per ottenere maggiore flessibilità di bilancio. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.