Afleveringen

  • Presentato alla Camera il XXV Rapporto annuale Inps. Crescono occupazione e numero di lavoratori assicurati, con la disoccupazione ai minimi storici, ma l'Italia resta ultima tra i grandi Paesi Ue per tasso di occupazione e persistono ampi divari di genere. Sul fronte dei salari, l'aumento delle retribuzioni non ha compensato pienamente l'inflazione e, secondo l'Ocse, i salari reali italiani restano ancora i più penalizzati tra le principali economie, con prospettive deboli anche per il 2026. Ne parliamo con Andrea Garnero, Economista presso il Dipartimento Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE.

    Il 31esimo rapporto Comieco in anteprima a Focus

    Domani sarà presentato a Napoli il 31° Rapporto Comieco. Nel 2025 la raccolta differenziata di carta e cartone raggiunge i 4 milioni di tonnellate, con il Mezzogiorno che traina la crescita e supera per la prima volta il milione di tonnellate raccolte. Il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici sale al 93%, mentre resta aperta la sfida della qualità della raccolta nel Sud e dell'ulteriore sviluppo della filiera. Interviene Roberto Di Molfetta, Direttore Generale Comieco.

    Transizione energetica, Unem: "Serve un'industria più forte"

    Nel nuovo Manifesto di FuelsEurope, realizzato con il contributo di Unem, la raffinazione europea chiede una strategia industriale che accompagni la transizione energetica. L'obiettivo è valorizzare il ruolo delle raffinerie nella produzione di carburanti rinnovabili e low carbon, preservando competitività, sicurezza energetica e capacità industriale europea attraverso regole stabili e investimenti. Il commento è di Gianni Murano, Presidente Unem.

  • Zijn er afleveringen die ontbreken?

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  • Proseguono le tensioni tra Stati Uniti e Iran nonostante la tregua e i negoziati sul nucleare. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi attacchi reciproci e cresce l'allarme per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dove altre due navi sono state colpite dopo gli episodi dei giorni scorsi. L'Organizzazione marittima internazionale denuncia l'aumento dei rischi per la navigazione e segnala che quasi 6.000 marittimi restano bloccati nel Golfo, mentre aumenta il timore di nuove interruzioni del traffico marittimo. Facciamo il punto con Stefano Messina, Presidente di Assarmatori.

    Unicredit al 49,65% dei diritti di voto in Commerz
    Unicredit ha chiuso l'Ops su Commerzbank con adesioni complessive al 17,6%, portando la partecipazione in azioni al 44,37% e al 47,59% considerando gli strumenti convertibili. Una quota che, dopo l'annullamento delle azioni proprie di Commerzbank, corrisponderà al 49,65% dei diritti di voto e consentirà a Piazza Gae Aulenti di esercitare un controllo di fatto sulla governance della banca tedesca. Proseguono intanto il dialogo con gli stakeholder e l'iter autorizzativo dell'operazione. Ne parliamo con Luca Davi - Il Sole 24 Ore.

    Cosmetica Italia: fatturato record a 18 miliardi ma il settore chiede una strategia nazionale
    L'Assemblea pubblica di Cosmetica Italia ha presentato l'Osservatorio 2026 realizzato da TEHA-The European House Ambrosetti, che fotografa un settore in forte crescita. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto il record di 18 miliardi di euro, mentre l'intera filiera vale 49 miliardi, occupa 500 mila persone e continua a trainare l'export e gli investimenti nella sostenibilità. La categoria chiede alle istituzioni una strategia nazionale basata su semplificazione normativa, maggiori incentivi alla ricerca e sviluppo e politiche di sostegno alla competitività internazionale dell'Italian Beauty. Il commento è di Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia.

    L'emergenza casa travolge le famiglie Affitti lievitati del 22%
    L'emergenza abitativa coinvolge ormai oltre 1,5 milioni di famiglie e interessa sempre più anche il ceto medio. Secondo il dossier IFEL "La questione abitativa", tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione sono aumentati in media del 22,6%, rendendo sempre più difficile sostenere il costo della casa. Il rapporto critica il Piano Casa del Governo, ritenuto insufficiente ad affrontare in modo strutturale il problema, e chiede interventi di lungo periodo sul mercato e sulle politiche abitative. Interviene Alessandro Canelli, Presidente IFEL.

  • Il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio sarà incentrato sulle spese per la difesa, oltre che sui dossier Ucraina e Iran. L'Italia si presenterà con una spesa pari al 2,8% del Pil, raggiunta anche grazie all'inclusione delle spese per la sicurezza interna, e confermerà l'impegno a proseguire il percorso verso gli obiettivi dell'Alleanza. Il governo valuta ulteriori aumenti tra il 2027 e il 2028, ma resta aperto il nodo delle coperture e del consenso politico. Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte ha annunciato nuovi contratti miliardari con l'industria della difesa. Sul fronte italiano, Fincantieri accelera nella subacquea con la nascita di un polo internazionale attraverso quattro nuove acquisizioni. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e con Pietro Batacchi direttore di RID (Rivista Italiana Difesa).

    Stati Uniti impero del debito, verso quota i 40mila miliardi
    Il debito pubblico degli Stati Uniti ha raggiunto i 39.400 miliardi di dollari e, mantenendo l'attuale ritmo di crescita, potrebbe superare i 40mila miliardi entro le elezioni di midterm. Gli interessi sul debito hanno ormai superato i 1.000 miliardi di dollari, superando perfino la spesa per la difesa, con possibili ripercussioni sui mercati finanziari globali. L'amministrazione Trump punta a riportare il deficit al 3% del Pil attraverso una crescita economica più sostenuta, ma il disavanzo resta intorno al 6%, alimentando i timori sulla sostenibilità dei conti pubblici. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.

    Nell'estate dell'instabilità l'Italia cerca un nuovo boom
    Nonostante le tensioni geopolitiche abbiano rallentato alcuni flussi turistici a lungo raggio, il turismo italiano si avvia verso una stagione estiva positiva grazie alla crescita della domanda domestica ed europea. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi sono aumentati del 4,4%, mentre per l'estate sono attesi incrementi sia degli arrivi sia dei pernottamenti. A trainare la domanda internazionale sono soprattutto i mercati europei, mentre cresce anche l'interesse per l'Italia nelle ricerche di voli e nelle prenotazioni, con una stagione che potrebbe prolungarsi fino a settembre. Interviene Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti.

  • Nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da conflitti, tensioni commerciali e fragilità delle catene di approvvigionamento, il Rapporto Export 2026 di SACE prevede una crescita dell'export italiano del 2% nel 2026, del 2,5% nel 2027 (fino a 675 miliardi di euro) e del 2,8% nel 2028, quando supererà i 690 miliardi. La crescita sarà sostenuta soprattutto da Asia-Pacifico, America Latina, Europa e, dal 2027, anche dal Medio Oriente. Il rapporto individua inoltre 16 Paesi strategici su cui puntare per diversificare i mercati e rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane. Ne parliamo con Alessandro Terzulli - Capo economista di Sace.

    Imprese: Confindustria-Luiss, le 'estere' in Italia valgono il 21% del fatturato e il 35,8% dell'export

    Secondo il Rapporto Annuale 2026 dell'Osservatorio Imprese Estere, le aziende a controllo estero, pur rappresentando solo lo 0,4% del totale, generano il 21% del fatturato nazionale (887 miliardi di euro), il 35,8% dell'export (203 miliardi) e danno lavoro a 1,8 milioni di persone. Il loro contributo si estende anche alle filiere produttive, sostenendo complessivamente 398 miliardi di valore aggiunto e 6,2 milioni di occupati, confermandosi un elemento chiave per competitività, innovazione e crescita dell'economia italiana. Interviene a Focus Economia Giorgio Fossa, presidente Luiss.

    Autotrasporto: estate incandescente tra ritardi dei sussidi contro il caro gasolio e criticità infrastrutturali

    L'autotrasporto si prepara a un'estate particolarmente complessa. Nonostante la sospensione del fermo nazionale dopo gli impegni assunti dal Governo, le imprese attendono ancora il decreto attuativo che renda utilizzabile il credito d'imposta da 300 milioni di euro contro il caro gasolio. A pesare sul settore sono anche i circa 1.300 cantieri ferroviari e autostradali, le difficoltà dell'intermodalità, l'aumento dei noli marittimi (fino a +70% verso la Sicilia e +100% verso la Sardegna) e la cronica carenza di autisti. Criticità che rischiano di aumentare i costi logistici e ridurre ulteriormente la competitività del sistema produttivo italiano. Il commento è di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP.

  • Semestre da record per i mercati azionari mondiali, con Piazza Affari che nel 2026 batte perfino Wall Street e aggiorna i massimi storici. Ma dopo il rally degli ultimi mesi, gli investitori si interrogano sulla tenuta della corsa, mentre il rallentamento delle Magnifiche Sette alimenta i dubbi sul rischio bolla. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, direttore editoriale di UCapital.com.

    Bending Spoons sbarca al Nasdaq

    Parte oggi l'offerta pubblica iniziale di Bending Spoons per la quotazione al Nasdaq di New York. La software house milanese punta a una valutazione di oltre 18 miliardi di dollari, in un momento ancora complesso per il settore tecnologico e delle IPO. Un debutto che rappresenta anche un test per l'intero comparto software nell'era dell'intelligenza artificiale. Ne parliamo con Peter Cardillo, Chief Market Economist di Spartan Capital Securities.

    Orsero entra negli Stati Uniti

    Svolta storica per Orsero. Il gruppo italiano acquisisce una partecipazione nel distributore statunitense Trucco e debutta nel mercato americano dell'ortofrutta fresca, il più grande al mondo. Un'operazione da 46 milioni di dollari che rafforza la presenza internazionale del gruppo e apre una nuova fase del suo percorso di crescita. Interviene con Matteo Colombini, amministratore delegato di Orsero

  • Secondo le stime preliminari dell'Istat, a giugno l'inflazione rallenta al 3% su base annua dal 3,2% di maggio, mentre su base mensile i prezzi restano invariati. Il calo è dovuto soprattutto al rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati e di alcuni servizi, mentre continuano a crescere i costi dell'energia, sia regolamentata sia non regolamentata. L'inflazione di fondo scende all'1,6%, mentre quella acquisita per il 2026 resta al 2,6%. Ne parliamo con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.

    Ultimo giorno del Pnrr ma ancora due mesi per chiudere tutti i lavori

    Oggi si conclude formalmente il PNRR italiano, ma il lavoro proseguirà fino al 31 agosto, termine ultimo per completare e rendicontare gran parte degli interventi previsti dall'ultima rata da 28,4 miliardi di euro, legata a 159 obiettivi. Entro settembre il Governo presenterà a Bruxelles la richiesta di pagamento finale. Restano alcune criticità, in particolare su case di comunità, asili nido ed edilizia scolastica, mentre infrastrutture, digitalizzazione e incentivi alle imprese risultano più avanzati. Facciamo il punto con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi.

    Le nuove regole (a ostacoli) sui fondi pensione

    Dal 1° luglio cambia il sistema di adesione alla previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato: l'iscrizione al fondo pensione scatterà automaticamente all'assunzione, con 60 giorni di tempo per rinunciare. Dal 31 ottobre è attesa un'ulteriore novità sulla portabilità del contributo del datore di lavoro, una misura contestata da sindacati e imprese, che temono possa favorire fondi aperti e assicurazioni a discapito dei fondi negoziali di categoria. Interviene Vincenzo Ferrante, avvocato partner dello studio legale Daverio & Florio e docente di Diritto del lavoro all'Università Cattolica di Milano.

  • Nonostante il rallentamento dell'economia globale, i distretti industriali italiani confermano una buona capacità di tenuta. Il rapporto annuale di Intesa Sanpaolo evidenzia ricavi in lieve calo nel 2025 (-0,6%), ma ancora superiori ai livelli pre-Covid, margini operativi vicini ai massimi e un export che, al netto del comparto orafo di Arezzo, cresce dello 0,9%. A sostenere il sistema sono bilanci solidi, elevata liquidità e la capacità delle imprese di diversificare i mercati di sbocco. Per il 2026 Intesa Sanpaolo stima una crescita dei ricavi tra il 3 e il 4%. Ne parliamo con Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

    Il grande caldo svela la debolezza della rete elettrica

    L'ondata di caldo mette sotto pressione la rete elettrica italiana, con blackout registrati in diverse città, tra cui Torino, Napoli e Milano. L'aumento dei consumi per i condizionatori e le alte temperature stanno evidenziando i limiti della rete di distribuzione. Oggi la Città Metropolitana di Milano ha chiesto l'istituzione di un tavolo con i gestori delle reti elettriche per affrontare il problema. Secondo Assotermica servono circa 170 miliardi di euro per ammodernare le infrastrutture, mentre la progressiva elettrificazione dei consumi rischia di aumentare ulteriormente il carico sulla rete. Approfondiamo con Giuseppe Lorubio, presidente Assotermica (Confindustria).

    FT: Volkswagen in crisi, possibile cessione o quotazione di Ducati e Lamborghini

    Il Financial Times riferisce che Volkswagen starebbe valutando la cessione di alcuni asset, tra cui Ducati, o la quotazione separata di Lamborghini per finanziare il piano di ristrutturazione del gruppo. L'indiscrezione si aggiunge a quella di Manager Magazin, secondo cui il ceo Oliver Blume punta a un piano con fino a 100mila tagli occupazionali, una riduzione degli investimenti del 15% e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Intanto il comitato aziendale precisa che non sono ancora stati comunicati obiettivi concreti sugli esuberi, mentre il ministro Adolfo Urso avverte che il ridimensionamento del gruppo potrebbe avere ripercussioni anche sulla filiera italiana della componentistica. Il commento è affidato a Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore.

  • Si sta tenendo ad Antibes il 36esimo vertice intergovernativo Italia-Francia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo esser stata ieri a Berlino al cosiddetto gruppo E5 - che riunisce Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia, le cinque maggiori potenze militari europee - è giunta all'aeroporto di Nizza insieme a una delegazione di nove ministri. Meloni si è recata al Musée Picasso di Antibes dove è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, per una visita al museo e il successivo l avvio dei lavori del Vertice presso Villa Eilenroc. Ci colleghiamo con l'inviato Vincenzo Miglietta, Radiocor.

    Caos Ferrovie: Donnarumma lascia. Gianpiero Strisciuglio sarà il nuovo ad di FS

    Dopo giorni di forti tensioni nel mondo ferroviario, segnati da una serie di disservizi sull'Alta Velocità, dalle polemiche sulla gestione della rete e dal confronto tra i vertici del gruppo e il Ministero delle Infrastrutture, arriva il cambio al vertice di Ferrovie dello Stato. L'amministratore delegato Stefano Donnarumma lascerà l'incarico nei prossimi giorni, con circa un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, prevista dopo l'approvazione del bilancio 2026. La decisione è maturata al termine di un incontro con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. A raccogliere il testimone sarà Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia e manager cresciuto all'interno del gruppo Ferrovie dello Stato. Approfondiamo con Riccardo Ferrazza, Il Sole 24 Ore.

    Istat, trimestre febbraio-aprile fatturato industria +2,0% valore, -0,5% volume

    Pesa il caro energia sull'industria. Nel trimestre febbraio-aprile, in termini congiunturali, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+2,0%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello specifico, ad aprile l'Istat stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti rispetto a marzo dello 0,3% in valore e diminuisca dell'1,0% in volume. Nel confronto mensile, il fatturato dell'industria registra incrementi in valore dello 0,8% sul mercato interno (-1,2% in volume) e cali dello 0,6% su quello estero (-0,7% in volume). Guardando ai raggruppamenti principali di industrie il fatturato in valore registra ad aprile una diminuzione su marzo per i beni di consumo (-0,4%) e per quelli strumentali (-1,8%), mentre si rilevano un aumento marcato per l'energia (+11,4%) e uno modesto per i beni intermedi (+0,6%).  Intanto dallo studio di Teha Club e InnoTech Hub emerge che negli ultimi 25 anni l Italia ha generato appena 9mila aziende innovative, meno della metà di Germania, Francia e Spagna, nonostante sia la prima economia europea per PMI manifatturiere con 115 distretti industriali ad elevata produttività. Ne parliamo con Valerio De Molli Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti.

  • Giornata difficile per i mercati azionari, con le vendite che colpiscono soprattutto il comparto tecnologico. A preoccupare gli investitori sono i costi sempre più elevati legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e i dubbi sulla sostenibilità dei maxi investimenti annunciati dalle grandi aziende del settore. Sotto pressione i produttori di chip e i principali titoli legati all'AI, mentre l'attenzione si concentra sui conti di Micron attesi nelle prossime ore. Facciamo il punto con Andrea Biondi del Sole 24 Ore.

    Assomet: L'industria italiana dei metalli non ferrosi celebra 80 anni, tra sfide industriali, transizione energetica e tensioni geopolitiche

    Si riunisce oggi a Milano l'Assemblea generale di Assomet, l'associazione che rappresenta l'industria italiana dei metalli non ferrosi. Un comparto da circa mille imprese, oltre 26 mila addetti e 30 miliardi di euro di fatturato, che guarda alle sfide legate ai costi energetici, alle materie prime critiche e alla competitività europea. Rame e alluminio sono oggi materiali strategici per reti elettriche, rinnovabili, mobilità elettrica e data center. Ne parliamo con il presidente di Assomet Claudio Pinassi.

    L'addio di Starmer nel decennale della Brexit

    A dieci anni dal referendum sulla Brexit, il Regno Unito si ritrova con un nuovo cambio alla guida del governo. Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da primo ministro e leader del Labour, aprendo una fase di successione che vede favorito l'ex sindaco di Manchester Andy Burnham. Un passaggio che arriva mentre il Paese continua a fare i conti con gli effetti economici e politici dell'uscita dall'Unione Europea e con una stagione di forte instabilità che in dieci anni ha portato all'avvicendamento di sei premier. Ne parliamo con Lorenzo Codogno.

  • In Italia cresce il numero di persone che vivono in una casa di proprietà e aumenta anche l'attività del mercato immobiliare. Secondo Eurostat, nell'ultimo decennio il nostro Paese ha registrato l'incremento più significativo in Europa della quota di residenti proprietari dell'abitazione in cui vivono, arrivando a sfiorare l'80% della popolazione contro una media europea del 68,5%. Un dato che però, secondo alcuni osservatori, riflette anche le difficoltà di molti giovani a lasciare la casa dei genitori. Intanto continuano a crescere compravendite e prezzi. Nel primo trimestre del 2026, secondo le stime preliminari Istat, i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 5,2% su base annua. Nel 2025 le compravendite hanno superato le 766 mila unità, con una crescita superiore al 6%, trainata soprattutto dai grandi centri urbani e dal Nord-Ovest. Aumentano anche i mutui, favoriti dal calo dei tassi e dagli strumenti pubblici di sostegno.Secondo Unimpresa, nel 2025 il Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap ha consentito l'erogazione di mutui garantiti dallo Stato per circa 9 miliardi di euro, il 50% in più rispetto all'anno precedente. Gli under 36 restano la categoria che beneficia maggiormente di questi finanziamenti e un acquirente su quattro oggi ha tra i 18 e i 35 anni. Ne parliamo con Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa.

    Si inaspriscono le tensioni commerciali e la Cina annuncia sanzioni contro 10 aziende USA

    A poco più di un mese dall'incontro di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, tornano a crescere le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Pechino ha annunciato nuove restrizioni nei confronti di dieci aziende americane attive nei settori della difesa, dell'aerospazio e delle terre rare, vietando agli esportatori cinesi di fornire loro beni a duplice uso, cioè utilizzabili sia per scopi civili sia militari. La misura arriva come risposta all'allargamento da parte di Washington della lista delle aziende cinesi considerate collegate alle forze armate di Pechino. Tra i gruppi inseriti dagli Stati Uniti figurano colossi come Alibaba, Baidu e BYD. Contestualmente, il Ministero delle Finanze cinese ha vietato agli enti pubblici l'acquisto di prodotti di 46 aziende americane, tra cui Lockheed Martin, Raytheon e alcune divisioni di General Dynamics. Nonostante i tentativi di distensione e la volontà dichiarata di ridurre le tensioni commerciali e tariffarie, il confronto tra le due maggiori economie mondiali torna quindi a concentrarsi su tecnologia, difesa e controllo delle catene di approvvigionamento strategiche. Analizziamo le implicazioni economiche e geopolitiche di questa nuova escalation con Alessandro Plateroti, direttore editoriale di UCapital.com.

    Italia-Usa, export e interscambio oltre i 110 miliardi di dollari nonostante i dazi

    Nonostante il clima di incertezza generato dai dazi e dalle politiche di reshoring promosse dall'amministrazione americana, i rapporti economici tra Italia e Stati Uniti continuano a mostrare una notevole solidità. Secondo quanto dichiarato da Simone Crolla, consigliere delegato della American Chamber of Commerce in Italy, nel 2026 l'export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto e l'interscambio complessivo tra i due Paesi ha superato i 110 miliardi di dollari. Il 2025 è stato un anno record per gli scambi commerciali e, pur in presenza di una possibile lieve contrazione rispetto ai livelli eccezionali raggiunti, il 2026 dovrebbe comunque confermarsi su valori superiori a quelli registrati negli anni precedenti. A pesare resta soprattutto l'incertezza legata alla politica commerciale americana, che continua a influenzare le decisioni di investimento e le strategie delle imprese. Sul piano politico, Crolla si è detto convinto che le recenti tensioni tra Giorgia Meloni e Donald Trump non comprometteranno il rapporto tra i due Paesi, sostenendo che i rispettivi leader sapranno ritrovare un'intesa e rafforzare una relazione che resta centrale sia sul piano economico sia su quello strategico. Ne parliamo con Davide Allegra, membro della American Chamber of Commerce in Italy.

  • UniCredit avrebbe sondato Delfin per uno scambio tra il 10% detenuto dalla holding della famiglia Del Vecchio in Generali e azioni della banca guidata da Andrea Orcel. L'operazione, secondo le indiscrezioni, consentirebbe a UniCredit di salire dal 9,2% a circa il 19,2% del capitale del Leone di Trieste senza esborso di cassa, mentre Delfin diventerebbe il primo azionista di UniCredit con una quota vicina all'8%. Le prime valutazioni della holding lussemburghese avrebbero però respinto la proposta. Sullo sfondo resta il riassetto degli equilibri nel sistema bancario e assicurativo dopo l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Intanto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che per la dismissione del 4,86% detenuto dal Mef in Mps il collocamento sul mercato resta la soluzione preferibile. Interviene Laura Galvagni, Il Sole 24 Ore.

    Il Sud cresce più del Nord per il quarto anno consecutivo: non era mai successo prima

    Per il quarto anno consecutivo il Mezzogiorno cresce più del Centro-Nord. Secondo Svimez nel 2025 il Pil del Sud è aumentato dello 0,7% contro lo 0,5% del Centro-Nord, un risultato che rappresenta un caso unico nelle serie storiche disponibili dal 1980. A trainare la crescita sono stati soprattutto investimenti e costruzioni, sostenuti prima dal Superbonus e poi dal Pnrr. Spiccano Abruzzo (+1,9%), Campania (+0,9%) e Calabria (+0,8%), mentre molte regioni settentrionali risentono della debolezza dell'export e delle tensioni geopolitiche. Resta però il problema della bassa crescita italiana nel confronto europeo: nel 2025 il Pil nazionale è salito dello 0,5% contro una media Ue dell'1,5%, con la Spagna che continua a correre al +2,8%. Approfondiamo con Luca Bianchi, direttore Svimez.

    Intesa, cresce adozione dell'Ia nelle imprese italiane ma mancano le competenze

    L'intelligenza artificiale accelera nelle imprese italiane, ma la formazione non tiene il passo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio Look4ward di Intesa Sanpaolo promosso dalla Luiss, il 31% delle aziende utilizza già soluzioni di AI, in aumento rispetto al 19% del 2025. Solo il 19% delle imprese, però, ha attivato percorsi strutturati di formazione, mentre il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna preparazione specifica e il 44% delle aziende non prevede investimenti sul tema nei prossimi due anni. Lo studio evidenzia inoltre che l'AI può migliorare performance e qualità delle decisioni nei compiti più complessi, mentre nelle attività più semplici chi lavora senza supporto tecnologico mostra livelli più elevati di apprendimento, coinvolgimento e motivazione. Il commento è di Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

  • Si è concluso a Evian il vertice del G7 che ha riunito i leader delle principali economie occidentali insieme a numerosi Paesi partner. Dopo il confronto dedicato alle crisi geopolitiche, all'energia e alle sanzioni contro la Russia, l'ultima giornata dei lavori si è concentrata su crescita economica e intelligenza artificiale. Al tavolo hanno partecipato anche il Fondo Monetario Internazionale e l'Ocse, mentre il pranzo finale è stato dedicato alle opportunità e ai rischi dell'AI, con la presenza dei vertici di OpenAI, Anthropic, Mistral AI, Google DeepMind e Salesforce. Al centro del confronto temi come innovazione, sicurezza digitale, regolamentazione e tutela dei minori online. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l'esito del vertice, sottolineando la convergenza raggiunta tra i leader su dossier che apparivano inizialmente divisivi. Ci colleghiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Evian.

    Pitti Uomo 2026: spinta per la ripresa del settore
    Ha preso il via a Firenze la 110ª edizione di Pitti Uomo con 740 marchi presenti, il 44% dei quali esteri, e circa mille buyer internazionali attesi. L'appuntamento arriva in una fase ancora complessa per la moda maschile italiana: nel 2025 il settore ha registrato un fatturato di 11,1 miliardi di euro, in calo del 2,2%, con export sceso dell'1,7% a 8,7 miliardi e import in crescita dell'1,8% a 5,4 miliardi. Nei primi mesi del 2026 le esportazioni hanno continuato a rallentare (-2,9%), penalizzate dall'incertezza geopolitica e dalla debolezza di alcuni mercati asiatici. Per il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati la moda uomo rappresenta un asset strategico del Paese e la priorità è sostenere filiere, distretti e piccoli brand attraverso innovazione, export e nuovi mercati. Tra gli strumenti a supporto del settore anche l'accordo con UniCredit che mette a disposizione un miliardo di euro per le imprese della filiera. Il commento è affidato a Luca Sburlati, Presidente Confindustria Moda.

    Stellantis, Filosa in Parlamento: Italia al centro della strategia in Europa
    Nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, il ceo di Stellantis Antonio Filosa ha ribadito il ruolo centrale dell'Italia nella strategia europea del gruppo. Filosa ha illustrato il percorso di rilancio avviato negli ultimi dodici mesi, basato su una maggiore autonomia delle aree geografiche e sul rafforzamento della qualità dei prodotti. Il manager ha ricordato il piano da 5 miliardi di euro in innovazione entro il 2030 e ha evidenziato alcuni segnali positivi: nei primi cinque mesi dell'anno le vendite in Italia sono cresciute di quasi il 15%, la produzione del 16% e il ricorso alla cassa integrazione è diminuito del 30%. Il cambio di strategia, ha spiegato Filosa, è costato 25 miliardi di euro di oneri ma rappresenta un passaggio necessario per riportare Stellantis su basi più solide, con l'obiettivo di tornare a mettere persone, qualità e sviluppo industriale al centro delle scelte del gruppo. Ne parliamo con Filomena Greco, Il Sole 24 Ore.

  • La Germania ribadisce il proprio no all'offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit su Commerzbank. Berlino, che detiene ancora il 12% dell'istituto tedesco, considera l'offerta insufficiente sotto il profilo finanziario e difende l'indipendenza della banca, ritenuta strategica per il finanziamento dell'economia tedesca e del Mittelstand. Il governo sottolinea inoltre il ruolo di Commerzbank come pilastro della piazza finanziaria di Francoforte e importante datore di lavoro. L'operazione resta politicamente sensibile perché coinvolge una partecipazione pubblica ereditata dalla crisi finanziaria del 2008. UniCredit punta a rafforzare il proprio ruolo di grande banca europea e propone una semplificazione della presenza internazionale di Commerzbank per concentrarne maggiormente l'attività sul mercato tedesco. L'offerta scade oggi e arriva dopo che il gruppo guidato da Andrea Orcel ha comunicato di aver superato la soglia del 30% del capitale, con un'esposizione potenziale complessiva che, considerando anche i derivati, supera il 55%. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24 Ore.

    PNRR: occasione mancata o leva strategica di crescita?

    A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, il dibattito sul PNRR resta aperto tra chi lo considera un'occasione mancata e chi invece lo vede come uno dei principali fattori di modernizzazione del Paese. Al di là degli effetti sulla crescita economica, il Piano ha imposto alla pubblica amministrazione tempi, procedure e obiettivi stringenti, legando l'erogazione delle risorse europee al raggiungimento di precisi traguardi. Questo vincolo ha contribuito ad accelerare gli appalti, digitalizzare processi, ridurre i tempi di aggiudicazione delle gare e migliorare l'efficienza amministrativa. Secondo Banca d'Italia i bandi PNRR hanno registrato tassi di aggiudicazione più elevati e tempi più rapidi rispetto a quelli ordinari, mentre gli investimenti pubblici sono tornati su livelli che non si vedevano da decenni. Gli studi disponibili attribuiscono inoltre al Piano un contributo significativo alla crescita del Pil italiano dal 2021 a oggi. Restano però i limiti strutturali del sistema Paese: diversi obiettivi si sono rivelati troppo ambiziosi, dagli asili nido alle Case della Comunità fino agli studentati universitari, mentre una parte delle risorse è stata riallocata o rifinanziata con fondi nazionali. Con la fine del PNRR si apre così una fase decisiva: da un lato l'eredità di un metodo che ha costretto l'Italia a essere più efficiente, dall'altro il nodo delle opere ancora incomplete e degli obiettivi ridimensionati o rinviati. Il commento è di Luca Dal Poggetto, Analista di Openpolis esperto di Pnrr.

    Urso, su ex-Ilva lo Stato non può dare altre risorse

    La partita dell'ex Ilva resta in una fase di forte incertezza. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che lo Stato non può concedere ulteriori risorse oltre quelle già autorizzate dalla Commissione europea nell'ambito delle regole sugli aiuti di Stato. Il prestito complessivo approvato ammonta a 390 milioni di euro e gran parte delle risorse è già stata erogata. Nel frattempo la situazione industriale continua a essere critica: la produzione resta ai minimi con un solo altoforno in funzione, mentre la cassa integrazione coinvolge a Taranto oltre 3.000 lavoratori. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la decisione della Cassazione di non dissequestrare l'altoforno 1, fermo da un anno dopo l'incendio del maggio 2025. Secondo Urso questo stop è costato finora circa 2 miliardi di euro tra mancata produzione e ammortizzatori sociali. Sul fronte della cessione dell'azienda proseguono le trattative con gli indiani di Jindal e gli americani di Flacks, mentre i sindacati continuano a chiedere una soluzione che garantisca occupazione, produzione e rilancio industriale del sito siderurgico. Ci colleghiamo con Taranto: Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.

  • Il petrolio crolla di oltre il 5% dopo l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, con il Brent tornato sotto gli 83 dollari al barile sui livelli precedenti all'escalation militare. Tuttavia gli analisti invitano alla prudenza: la riapertura dello Stretto di Hormuz sarà graduale e il ritorno alla normalità potrebbe richiedere settimane o mesi. Circa 500 navi restano ancora bloccate nel Golfo Persico e pesano le incognite legate a sicurezza, assicurazioni e capacità produttiva dei paesi esportatori. Ne parliamo con Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore e con Stefano Messina, Presidente Assarmatori.

    Oro e auto spingono l'export: +8,8% ad aprile

    Ad aprile l'export italiano cresce dell'8,8% su base annua grazie soprattutto all'oro diretto in Svizzera, alle automobili e all'elettronica. Nei primi quattro mesi dell'anno le esportazioni aumentano del 3,2%, mentre continuano a distinguersi mercati come Stati Uniti, Cina, India e Svizzera. Intanto da Genova, alla convention mondiale di Assocamerestero, emerge un quadro di forte resilienza del Made in Italy: dopo il record di 643 miliardi nel 2025, le esportazioni potrebbero superare i 660 miliardi nel 2026 nonostante guerre, tensioni geopolitiche e dazi. Interviene Matteo Zoppas, Presidente ICE.

    Le Borse festeggiano l'accordo Usa-Iran, a Milano nuovo record

    Le Borse globali accolgono con entusiasmo l'intesa tra Stati Uniti e Iran. In Asia corre soprattutto la Corea del Sud, mentre in Europa Piazza Affari aggiorna ancora una volta i massimi storici superando per la prima volta quota 52 mila punti. A sostenere i mercati è soprattutto il crollo dei prezzi di petrolio e gas, che alimenta le speranze di un rallentamento dell'inflazione e di politiche monetarie meno restrittive. L'attenzione si sposta ora sulle riunioni di Federal Reserve, Bank of Japan e Bank of England. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore Editoriale UCapital.com